19 Marzo 2008

VERSANTE LIGURE

CARLITALIA

Lo sciopero dispiace
a appassionati e fans
per il Carlo Felice
però resta una chance:
in giro c'è chi dice
che lo rilevi Air France.


"Va' pensiero sull'ali dorate.."

  Enzo Costa  
  email: enzo@enzocosta.net;  http://www.enzocosta.net
  Illustrazione di Aglaja  
  email: aglaja@fastwebnet.it;  http://aglajage.splinder.com

Posted by Admin at 16:55 | Comments (0)

Scuola - Libertà religiosa non per tutti

Un piccolo episodio indicativo dell'attacco in atto alla laicità dell'insegnamento. Il 10 marzo è stata diffusa nell'Istituto secondario superiore statale Firpo-Buonarroti una circolare con la quale si comunicava che nell'auditorium dello stesso Istituto si sarebbe celebrata la messa pasquale il 12 marzo per gli alunni dell'"indirizzo geometri" e il 13 per quelli dell'"indirizzo turistico". Entrambi le messe sarebbero state tenute alle 8.10 del mattino e quindi in orario scolastico. Vi si diceva anche che tanto era stato deliberato dall'organo scolastico il 12 febbraio. La comunicazione veniva data però solo due giorni prima della messa, così precludendosi qualsiasi possibilità di ricorso a chi avesse ritenuto illegittima la delibera del 12 febbraio.

La delibera che contrasta con le leggi che vietano che le pratiche religiose abbiano luogo nella scuola in occasione dell'insegnamento di altre materie. La chiesa valdese ha inviato una lettera di protesta al dirigente scolastico del Firpo-Buonarroti e anche l'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) ha mandato un atto di diffida.
Ciliegina sulla torta: nella circolare si legge che la partecipazione alla messa (con esonero dalle lezioni, che sarebbero state tenute soltanto per gli alunni che non avessero inteso presenziare alla messa) veniva offerta "nell'ambito dell'educazione alla libertà religiosa". Quale libertà se in una scuola pubblica gli unici che possono valersi dell'esonero dalle lezioni per celebrare un culto sono gli alunni cattolici?
(Anna Ivaldi)

Posted by Admin at 16:53 | Comments (0)

Misteri - Fondazione della cultura dentro Urban lab?

Si chiama "Urban Lab" ed è "il tavolo di promozione" di Comune, Provincia, Camera di commercio e Autorità portuale ideato da Renzo Piano per ripensare l'immagine della città e la sua diffusione nel resto d'Italia e all'estero. Urban Lab è stato tenuto a battesimo venerdì 29 febbraio 2008 (Secolo XIX 1° marzo '08) nel Salone di Rappresentanza di Tursi. Nell'occasione è stato presentato il calendario annuale degli eventi e la sindaco in persona ha consegnato un premio simbolico agli sponsor dell'impresa. Tutti gli sponsor - quelli importanti come banche e fondazioni ma anche i fornitori di servizi disponibili a fare lo sconto - secondo un elenco compilato dallo stesso ufficio del sindaco, hanno ricevuto il loro attestato.

Il programma per il 2008 - contenuto in una raffinata brochure consegnata ai partecipanti - un marchio disegnato da Renzo Piano e l'indicazione delle nuove strategie di comunicazione che passeranno "dalla semplice promozione al marketing territoriale e necessitano di una diffusione capillare per riappropriarsi della spinta del 2004": così Urban Lab è stato presentato alla città. Dando ragione di due fatti: perché la sindaco avesse deciso a suo tempo di tenere per sé la delega per cultura e la posizione centrale che il nuovo organismo Urban Lab dovrà avere per attuare il suo progetto politico.
Tutto chiaro? Non molto. Fin a poche settimane prima, quanto nella cerimonia del 29 febbraio è stato indicato come di competenza di Urban Lab sembrava tra le competenze di un altro "nuovo organismo", anch'esso varato dalla amministrazione Vincenzi, la "Fondazione della cultura" che con voto unanime il Consiglio comunale aveva messo al posto della precedente "Palazzo ducale" di cui andava a rilevare spazi, personale, organizzazione e le funzioni (con una sovrapposizione quasi perfetta di quelle dell'assessorato comunale alla cultura). E alla cui direzione era posto l'ex assessore alla cultura Borzani. Alla Fondazione - vero anello di congiunzione dei luoghi fisici della cultura: palazzi, musei, castelli, gallerie, mostre - doveva toccare la tanto attesa cabina di regia delle iniziative di promozione della città (Repubblica 2, 8 e 10 febbraio '08). "Obiettivo fondamentale, programmare gli eventi almeno con una scadenza triennale", parole dell'ex assessore Borzani che , in un suo intervento pubblicato da Repubblica il 13 febbraio ha detto che la neonata Fondazione era impegnata a superare finalmente la scarsa attenzione di Genova per le sinergie, da cui derivava la sua bassa "capacità unitaria di promozione", una "debolezza di innovazione" e un eccesso di autoreferenzialità del sistema cultura.
Il 13 marzo scorso il circolo La Maona, al Ducale, ha provato a dare un seguito al dibattito sulla cultura apparso sulle pagine di Repubblica nelle settimane precedenti. Laudatori dei tempi antichi a parte, si sono sentite - rivolte ai responsabili - voci accorate: diteci cosa volete fare, che modelli avete e simili. Domande senza risposta perché i responsabili erano tutti impegnati altrove.
(Manlio Calegari)

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Politecnico/1 - La città che tace è consenziente?

"Politecnico. Tutti (o quasi) d'accordo. Ora si può partire". Così titola BJ, Liguria Business Journal di marzo 2008 (in edicola) un ampio servizio sull'iniziativa della Facoltà di Ingegneria di costituirsi come entità indipendente dall'Università di Genova. L'iniziativa non pare incontrare nell'ateneo genovese ostacoli di rilievo.
Il rettore uscente Gaetano Bignardi è uno tra quelli che più si è impegnato. "E' mia profonda convinzione che costituire a Genova un Politecnico sia una scelta importante e coraggiosa". Bignardi sostiene che "la nascita del Politecnico dovrà essere un'occasione di rilancio della nostra Università". Un ragionamento curioso che tuttavia pare abbia un certo seguito in alcuni ambienti accademici.

Per Gianni Vernazza, preside di Ingegneria, "il distacco di Ingegneria costituirà un elemento positivo anche per l'Ateneo. Assieme avremo maggiore voce politica a Roma… La nostra Facoltà, da sempre tra le prime quattro in Italia, offre un alto grado di preparazione e di specializzazione ai nostri laureati, ma è troppo imbrigliata nella rigidità dell'Ateneo. Abbiamo bisogno di autonomia per avere maggiore sinergia col tessuto produttivo del territorio". Insieme ai politecnici di Milano e di Torino "l'intenzione è creare una rete politecnica del Nord Ovest".
Sarà la seconda università della Liguria. Il Politecnico avrà un rettore, un senato accademico e un consiglio di amministrazione e indipendente gestione economica. Burlando e Vincenzi (una volta tanto d'accordo) hanno già espresso un parere positivo e il ministro dell'Università Fabio Mussi, si è già detto favorevole all'idea (anche se ormai è alla fine del suo incarico). Superato l'iter burocratico "Ateneo e Ingegneria dovranno risolvere problemi burocratici di carattere gestionale e di divisione del personale non docente".
Per essere la seconda università della Liguria non si può dire che se ne sia parlato molto. Data la rilevanza del tema la cittadinanza dovrebbe poterne sapere di più, anche perché con i suoi soldi dovrà anche sostenerla.
(Oscar Itzcovich)

Posted by Admin at 16:49 | Comments (0)

Politecnico/2 - La secessione parte da Milano e Torino

Per molto tempo l'unica voce discordante sembrava essere quella di Giunio Luzzatto (Facoltà di Scienze) che sul Il Secolo XIX del 21 giugno 2007 si era dichiarato contrario al progetto per ragioni dimensionali (secondo i dati 2007, la facoltà di Ingegneria di Genova ha 4700 studenti, mentre i Politecnici di Torino e di Milano, ne hanno rispettivamente 27.000 e 38.000) e perché in una situazione in cui già oggi le diverse Facoltà operano quasi sempre ignorandosi, e talora combattendosi, "una frattura anche istituzionale peggiorerebbe la situazione".

BJ, Liguria Business Journal indica Adriano Giovannelli (Facoltà di Scienze politiche), ex prorettore dell'Ateneo, come un'altra "voce fuori del coro". Giovannelli "ritiene che non ci sia stato un dibattito adeguato all'interno della comunità accademica" e pensa che "il progetto dovrebbe essere affrontato in un altro momento, con più calma e non a ridosso delle elezioni del rettore". Giovanelli allude al fatto che il progetto per la realizzazione del Politecnico sarà inserito nel piano triennale che l'Ateneo presenterà a giugno, il mese in cui pure si terranno le elezioni per la nomina del nuovo rettore (Bignardi, per legge, non può ripresentarsi). Il preside di Medicina Giacomo Deferrari ha già presentato la sua candidatura con un programma che include l'istituzione del Politecnico. La preside di Architettura, che si dice essere una possibile candidata, si dichiara "favorevolissima" al Politecnico. Sembra davvero che (quasi) tutti (forze politiche, sindacati, can didati rettore) vogliano il Politecnico "a prescindere", o almeno che pochi vogliano essere quelli che dicono di no.
Difficile infatti dire di no a una componente prestigiosa e importante dell'Ateneo che all'unanimità ha deciso di rendersi indipendente. Come dargli torto? La sempre maggiore ristrettezza di finanziamenti pubblici, unita all'obsolescenza di un sistema pieno di lacci e lacciuoli arroccato su privilegi corporativi, fa da miscela deflagrante. Se non si può fare nulla per rimuovere queste storture è inevitabile che ciascuno pensi per sé.
Quello genovese è solo un episodio, anche se rilevante. In Italia è nata Acquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali), un "club di elite" che raccoglie "le università più produttive e virtuose" (Corriere della sera, 16 marzo 2008). Costituita da 19 atenei autovalutatosi di serie A, chiede al nuovo governo una ridistribuzione a loro favore dei (modesti) fondi destinati alle università perché sarebbero le migliori. Sembra una secessione dalla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) ma gli organizzatori della iniziativa smentiscono. Tra i promotori, i politecnici di Milano e di Torino.
(Oscar Itzcovich)

Posted by Admin at 16:47 | Comments (0)

Burosanità - Il gioco delle tre carte sulla pelle dei pazienti

Ospedale Evangelico lunedì 25 febbraio. La sala prenotazione è semivuota. La donna prende un numero e si avvicina allo sportello. Su ogni vetro che separa impiegati da utenza campeggia la scritta: QUI PAGOBANCOMAT. Questo la rassicura: non ha molti soldi e le tre prenotazioni potrebbero superare il contante.
La donna mostra all'impiegata le impegnative: una visita, già fissata in farmacia, da saldare e altre due richieste da fissare e pagare.

"E no, questa non la stia a pagare adesso…" le dice l'impiegata restituendole il foglio. "Scusi ma perché?", "Non si sa mai quello che può succedere… Paghi a San Martino il giorno della visita", "No, guardi, insisto: vorrei pagare ora". L'impiegata è infastidita. Sussurra qualcosa alla collega che, facendo spallucce, invita la donna a passarle i soldi sotto la veneziana del suo sportello chiuso.
La seconda prenotazione è più complicata. L'appuntamento però viene fissato in tempi brevi. Ma non si può pagare subito: bisogna farlo direttamente il giorno dell'esame. Trattasi di struttura privata convenzionata.
La terza prenotazione è simile alla seconda: fissata in tempi brevi, al Poliambulatorio di Nervi. La donna chiede anche questa volta di pagare. La funzionaria adesso pare non ascoltarla e rivolgendosi alla collega sussurra: "Che dici? La mandiamo alle poste con un bollettino?". L'altra annuisce. Sembrano entrambe stanche e contrariate. Ma anche la donna lo è: "Scusate, non voglio il bollettino postale, vorrei pagare adesso… Non desidero fare altre code: qui c'è scritto bancomat, posso utilizzarlo?", "No. Il bancomat non va", conferma la collega e l'altra aggiunge: "Il bancomat comunque viene accettato solo per le prestazioni relative all'ospedale Evangelico…".
Nel portafoglio c'è l'importo. I soldi mostrati con insistenza sono incassati a fatica.
Nervi giovedì 6 marzo.
Il medico osserva l'impegnativa e ride: "Guardi che questi esami qui non si fanno più da mesi. Nel caso specifico non so proprio come la abbiano prenotata…"
L'impiegato del Cup di Nevi esclama: "Ma come è possibile? Glielo hanno fatto apposta? Ci sono solo due centri disponibili in città… Lo sanno tutti…Anche l'importo è sbagliato. Adesso le rifaccio la prenotazione, torni per sistemare la pratica: le spetta il rimborso di un euro".
(Giulia Parodi)

Posted by Admin at 16:45 | Comments (0)

Manuale - Fare il giornalista o il cameriere

Mario Bottaro, giornalista di lungo corso, che mentre era vicedirettore del Secolo XIX ha scelto per così dire la libertà, ossia di fare il free-lance, ha concentrato buona parte della sua esperienza nell'insegnamento universitario, quale docente di teoria e tecniche del linguaggio giornalistico presso la Facoltà di Scienze politiche. Ora ha scritto "Nascita, vita e morte della notizia - Manuale per fare il giornalista (e per difendersi dai media)", libro che come dice il sottotitolo è rivolto non solo ai giovani che vogliono entrare in redazione, ma anche all'utenza, ai lettori, cui non è mai troppo tardi dare qualche arma in più di legittima difesa.

La sua è un'analisi approfondita che affronta il tema centrale, quello di chi detiene il potere reale dell'informazione, smontando i congegni interni del meccanismo e mettendone in vista punti di forza e debolezze: dalla linea editoriale alla formazione del giornalista e sua trasformazione in corso con la diffusione delle nuove tecnologie, dalla costruzione della notizia ai rapporti con le fonti, quindi il do ut des quotidiano per avere la novità, il titolo, fino al peso della pubblicità e all'incidenza sempre maggiore di pr e comunicazione aziendale per promuovere o addomesticare i fatti. Già il fatto di contribuire a creare nuove leve "imparate", è un meritevole passo avanti, rispetto all'era naif della vecchia e unica scuola di redazione, dove l'obbedienza e la soggezione erano le regole.
E' pur vero che i manuali, per quanto scientifici, non possono dar tutto e che il resto viene dalla scuola materiale dell'esperienza sul campo. Dove è importante sul piano formativo trasmettere ai giovani la dote o il difetto della dignità che per taluni è impertinenza. Esemplare al riguardo (utile forse per un prossimo manuale) è un episodietto accaduto in questi giorni in un periodico specializzato, dove un manager marittimo ha fatto sapere che sarebbe stato disposto a concedere un'intervista su argomenti da lui scelti, dopo avere preventivamente scelto anche l'intervistatore. La proposta, riferita in redazione dall'addetta alla pubblicità, interessata a sottoscrivere un contratto, è stata respinta al mittente: "Quel signore si è sbagliato: cercava un cameriere…" Mestiere, quest'ultimo, decorosissimo, se dichiarato.
(Camillo Arcuri)

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Qual è il vero "partito delle tasse"

Stiamo vivendo, durante questa campagna elettorale, una delle più gravi conseguenze della debolezza (inesistenza?) dell'informazione indipendente nel nostro Paese, e dello strapotere della TV.
In tutto il mondo, quello che "ti mette le mani in tasca" è chi spende i tuoi soldi, non chi dopo ti presenta il conto.

Lo stesso vale per la vita e gli affari privati degli Italiani. Ma non quando, manipolati da un'informazione schiava di interessi privati, ci occupiamo della vita pubblica. In questo caso scambiamo causa ed effetto. Se ragionassimo come facciamo tutti i giorni, gestendo i nostri affari e la nostra famiglia, concluderemmo che il vero "partito delle tasse" è il centrodestra, perché, quando è stato al governo, ha fatto crescere la spesa pubblica. Il centrosinistra, nei suoi cinque anni di governo, l'aveva fatta calare!
Senza dimenticare che il PDL ha elencato, nel suo programma, spese stimate dal Sole 24 Ore fino a 88 miliardi di Euro (più del triplo del centrosinistra). Se quest'ultimo ci "mette le mani in tasca", loro in quali tasche troveranno tutti questi soldi, in quelle dei Tedeschi? O dei Francesi?
La vera jattura è che, invece che metterla così, i rappresentanti del PD, aggrediti sul tema delle tasse, balbettano di "avanzo primario ricostruito" o di "UE che apprezza il risanamento", argomenti lontanissimi da molti di noi, che portano a casa la chiara impressione che la ragione stia dalla parte di chi ha invece torto marcio...
(Bernardo Gabriele)

Posted by Admin at 16:42 | Comments (0)