26 Marzo 2008
VERSANTE LIGURE
Concrete aspirazioni
della precaria Amelia:
"Mi prendo due piccioni
(con fava Forza Italia):
Piersilvio Berlusconi
che in dote ha l'Alitalia!".

ForzAlitalia
Enzo Costa
email: enzo@enzocosta.net; http://www.enzocosta.net
Illustrazione di Aglaja
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G8 di Genova - Non sadismo privato, ma lezione politica
Si dice che i genovesi sono gente discreta, che non ama apparire. Figuriamoci cosa devono aver provato in questi giorni con il rilievo dato dalle pagine nazionali di Repubblica ai fatti di Bolzaneto. A cominciare da martedì 18 marzo - pezzi di D'Avanzo e Calandri e una nota dell'ex presidente della Corte costituzionale Onida - per proseguire mercoledì 19 - ancora D'Avanzo e Calandri - e poi giovedì 29 - commento di Antonio Cassese, ex presidente del Tribunale Internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia - infine venerdì 21 - intervista di D'Avanzo al ministro Amato, Repubblica ha offerto ai lettori molto prezioso materiale su cui riflettere. Cose note in città grazie anche alla redazione genovese di Repubblica che in tutti questi anni non ha mai perso di vista i procedimenti giudiziari che hanno interessato il G8.
Un lavoro difficile considerati i tempi lunghi e la loro complessità. Ancora più difficile perché, ad eccezione di alcune frange sensibili, la città ha cercato di dimenticare, esorcizzando quei fatti come se - trattandosi di questione di respiro nazionale - le ferite inflitte (materiali e morali) non la riguardassero più di tanto. Mentre era vero il contrario. Come hanno largamente dimostrato inchieste e processi avvenuti in seguito a quei fatti. Processi condotti dalla magistratura locale in condizioni rese difficilissime dall'indifferenza da un lato e dall'altro per il desiderio di troppi di metterci una pietra sopra.
Oggi, in mancanza dei risultati di una Commissione parlamentare d'inchiesta, le carte dei processi che così faticosamente stanno arrivando in porto, sono l'unica testimonianza della violenza che si è scatenata in quei giorni. Sono anche il documento principe a cui tornare a rivolgere la domanda che da allora ha continuato ad aleggiare. Chi e cosa si ripromettevano coloro che avevano scelto quell'occasione per mettere in campo tanta violenza e sadismo. Qual era lo scopo della provocazione perseguita nella convinzione della impunità? La domanda è stata respinta dal governo di allora e ignorata da quello successivo, come se fosse il frutto di una ossessione dietrologica. Ma i processi in corso e la ricostruzione puntuale dei fatti ne hanno confermato la validità.
Persino il ministro Amato, messo alle strette, nell'intervista rilasciata a Repubblica (21 marzo 2008) è stato costretto a dire che forse, col governo di centrodestra di allora, c'era "chi, tra le forze dell'ordine e nella polizia penitenziaria abbia pensato di dare una lezione ai comunisti". Insomma, poco più di una iniziativa privata. Lo stesso ministro ha detto di confidare più nella verità giudiziaria che in quella accertata da una Commissione parlamentare d'inchiesta perché "noi - e non soltanto noi politici - siamo sempre tentati dal... piegare i fatti alle nostre convenienze". E' probabile le parole del ministro lascino insoddisfatti i cittadini italiani che, ad esempio, hanno dovuto attendere per quattro legislature i risultati della Commissione Stragi per avere una spiegazioni decente di 15 anni di stragi rimaste impunite.
(Manlio Calegari)
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Esperimenti - Un'informazione allo zenzero
Sono tre gli incontri col vicesindaco Paolo Pissarello che si sono svolti finora al Circolo Culturale Zenzero.
Trovarsi lì ad ascoltare un amministratore che non magnifica l'azione sua o della sua giunta, ma che spiega i termini dei problemi che si trova ad affrontare e le ragioni di alcune scelte ad un gruppo di persone che, quando intervengono, non lo fanno né per attaccarlo, né per sostenerlo, ma per costruire un discorso che nessuno, in quella sede, ha il compito di concludere, mi lascia ogni volta con la sensazione di partecipare a un esperimento insolito e privilegiato, di cui non so assolutamente prevedere l'esito.
Giulia Parodi in OLI del 13 febbraio 2008 aveva assunto il primo di questi incontri come il segno della esistenza di una "buona" politica capace di ascoltare, e in cerca delle modalità per farlo. La modalità seguita nell'esperimento allo Zenzero è quella di aver creato un contesto, né conflittuale né sodale, dove qualche decina di persone comunicano tra loro senza strumentalità né reciproche, né verso chi si trova al di fuori di quella stanza.
Nella sua apparente semplicità tutto ciò richiede però condizioni di base piuttosto sofisticate, non facilmente riproducibili. Probabilmente, quindi, non si potranno clonare riunioni zenzerosimili in tutta la città e con tutti gli amministratori, ma un coinvolgimento della città può passare anche attraverso altre strade.
Ad esempio, dice uno dei partecipanti, sarebbe importante aprire ai cittadini la comprensione delle difficoltà, fornire un'informazione "di qualità" che espliciti i conflitti, gli interessi contrapposti che si accendono intorno alle scelte, ma che spesso sono poco decifrabili a chi abbia a disposizione solo i canali informativi standard. Farlo, richiede il coraggio della impopolarità.
(Paola Pierantoni)
Posted by Admin at 17:44 | Comments (0)
Meteo - Vieni in Liguria che l'indovini
Ci sono certamente cento cose più serie e importanti, ma a volte anche il bollettino meteo può offrire qualche spunto per una riflessione sul tempo che fa, non solo dal punto di vista climatico. Da giorni e giorni i tg, stavolta con perfetta equilibrio bipartisan, segnalavano per mezzo di cartine, animazioni, commenti, pioggia e freddo per le feste di Pasqua su tutta Italia. Nuvole e rovesci dalle Alpi alla Sicilia alla Sardegna, con una sola minuscola eccezione - affidata esclusivamente alla grafica, senza una parola di più - per l'arco ligure, dove sui teleschermi risplendeva costantemente il simbolo del sole.
Se è un luogo comune - la trasmissione del Trio insegna - che "non c'è più la stagione di mezzo", è altrettanto risaputo che le previsioni meteo ormai ci azzeccano: e così è stato. Le giornate di Pasqua e Pasquetta sono state bellissime da queste parti; aria fresca, sole caldissimo, venticello frizzante, cielo terso. Ma chi se ne è accorto se non coloro che hanno scelto più o meno a caso la Liguria, azzeccando il terno secco? Ora, come si sa, questa regione vive in gran parte di turismo e sembra legittimo che chi ha responsabilità in un settore produttivo di tale importanza, si interroghi su come funziona il meccanismo mediatico, anche quello delle previsioni del tempo (una delle rubriche, per chi non lo sapesse, con più alto share).
Sappiamo attraverso quali meccanismi si producono queste notizie? E' solo un caso se la nostra regione viene così poco considerata, e non solo meteorologicamente parlando? E' un riflesso di una più complessiva perdita d'immagine che si proietta sul piano dell'informazione; oppure si tratta - è possibile - di scarsa capacità nel richiamare l'attenzione sulla realtà locale? Qui non è il caso di intonare pianti vittimistici, in nome della "cultura del basilico" tradita. Sembra semmai più utile tentare di reagire a una perdurante trascuratezza, con vivacità, intelligenza, magari un po' d'inventiva: prendere spunto dai paradossali silenzio dei bollettini meteo-tv, per lanciare qualche messaggio in controtendenza. Tipo: Vieni in Liguria che l'indovini.
A meno che i ponderosi uffici turistici regionali non abbiano cose "più serie" a cui pensare.
(Camillo Arcuri)
Posted by Admin at 17:43 | Comments (0)
Il Papa e il giornalista - Le trombe assordanti di una conversione
Domenica di Pasqua 23 marzo. Corriere della Sera. Il quotidiano di via Solferino ci informa che il suo vicedirettore Magdi Allam ha ricevuto da Benedetto XVI il battesimo, insieme ai sacramenti della comunione e della cresima.
La notizia è in primo piano corredata da una lettera al direttore a firma di Allam. Una foto sfuocata di spalle del giornalista - il papa sorride davanti a lui - campeggia a centro pagina.
"Per me è il giorno più bello della vita. Acquisire il dono della fede cristiana nella ricorrenza della Risurrezione di Cristo, per mano del Santo Padre è, per un credente, un privilegio ineguagliabile e un bene inestimabile". E precisa: "Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l'odio e l'intolleranza nei confronti del "diverso", condannato acriticamente quale "nemico", primeggiano sull'amore e il rispetto del "prossimo" che è sempre e comunque "persona"; così come la mia mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio che è il Dio della Fede e Ragione".
Allam ricorda la sua vita blindata con tanto di scorta dei carabinieri, le minacce e le condanne a morte inflittegli da estremisti e terroristi islamici, insieme alle denunce come "nemico dell'Islam" e ringrazia di cuore gli amici di Comunione e Liberazione ma soprattutto il Santo Padre. E' consapevole che d'ora in poi subirà l'ulteriore condanna per apostasia, ma si augura che "dal gesto storico del Santo Padre" e dalla sua testimonianza migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo traggano il convincimento che è arrivato il momento di "uscire dalle catacombe" e di affermare pubblicamente la propria volontà di essere pienamente se stessi. Se non nella culla del cattolicesimo, dove si potrà essere credibili?
L'evento intimo, riservato, spirituale, da religioso assume caratteristiche politiche la cui potenza viene data dalla figura del Papa e da quella del giornalista famoso. Sono uniti a difesa del vero unico Dio alla luce di una "radice del male insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale" che pare vincere sulla parte islamica moderata che arranca nell'affermare le proprie ragioni.
La rilevanza data alla conversione di Magdi Cristiano Allam sembra ridurre ulteriormente gli spazi di dialogo, i luoghi silenziosi del pensiero, il terreno di ascolto che i moderati di entrambe le religioni cercano nel nostro paese.
E se Verità, Libertà, Vita, Fede e Ragione sono di un solo Dio che ne faranno dell'altro?
(Giulia Parodi)
Posted by Admin at 17:41 | Comments (0)
Donne - Quando i padroni arrivano prima
Da giovane studente universitario a Genova gli studenti della sinistra palestinese mi avevano suggerito di leggere, tra l'altro, Nawal Saadawi, medico, femminista araba egiziana. Ho letto una decina di suoi libri per l'emancipazione della donna araba. Da allora sono un sostenitore convinto delle battaglie delle donne, di tutte le nazionalità. In questi giorni la mia convinzione che quello femminile sia un contributo qualitativo, una garanzia per ogni cambiamento culturale ha ricevuto una conferma. Almeno lo spero.
Confindustria ha eletto per la prima volta una donna come presidente, e pare che la nuova presidentessa, Emma Marcegaglia, sia una "donna/donna", che tiene alla propria femminilità. Un lavoratore della sua azienda dice addirittura che è dolce… questo forse è un po' difficile. Pare, comunque, che non sia una di quelle donne che per farsi accettare dai maschi ne assumono il punto di vista, i comportamenti e le politiche. Vedremo.
Di certo, alla guida dei Giovani industriali dal 1996 al 2000, ha sostenuto l'integrazione di noi lavoratori immigrati. Fino ad allora, il concetto che gli immigrati fossero una risorsa per il paese, e non un problema, era espresso soltanto dal sindacato e dalle associazioni di volontariato laico e religioso. Inoltre una delle sue prime decisioni è stata quella di istituire una vicepresidenza che si occupi della sicurezza sul lavoro. Una donna al vertice, per di più autonoma, con una sua impostazione culturale innovativa… peccato che gli industriali, i "padroni", ci siano arrivati prima di altri.
(Saleh Zaghloul)
Posted by Admin at 17:39 | Comments (0)
Car sharing - Parcheggio occupato per l'auto virtuosa
Tra gli interventi parziali che puntano a diminuire le automobili in giro e, soprattutto, quelle staticamente parcheggiate nella città, c'è il car sharing. Il sito ci dice che l'esperimento è in corso da quattro anni: 54 mezzi che servono 1.500 abbonati, un'apprezzabile proporzione di quasi 28 esseri umani per automobile.
Credo che nella maggioranza dei casi l'auto condivisa sostituisca la seconda automobile, e che solo un piccolo numero abbia fatto il gran rifiuto globale, ma le seconde automobili occupano lo stesso spazio delle prime, e quindi la cosa è interessante. A sentire gli utenti si scopre però un problema: i parcheggi. Ci sono in città 34 aree riservate dove, per chi non è abbonato, è vietato parcheggiare. Ma dove chiunque parcheggia. Ci sono voluti anni di diffusione di sensi di colpa e di vergogna per tutelare le aree riservate ai portatori di handicap, quindi, figuriamoci! Solo che questo inciampo rischia di compromettere alla base l'esperienza car sharing, il cui principale appeal è proprio quello di poter facilmente prendere ed abbandonare un mezzo di trasporto temporaneo: se, al ritorno, l'utente si ritrova a vagare per la città, tra irritate telefonate al call center, e faticosi tentativi di far intervenire i vigili urbani …
Già, i vigili urbani: testimoni informati dicono che non è possibile ottenere da loro la rimozione forzata delle automobili abusive, e che le multe vengono messe solo a fronte di vivaci sollecitazioni dei diretti interessati. Pare sfuggire che in questione non c'è solo il privato interesse del singolo utente, ma un tassello del mosaico che dovrebbe riuscire a far cambiare vita ed aria alla città.
(Paola Pierantoni)
Posted by Admin at 17:38 | Comments (0)