16 Luglio 2008
VERSANTE LIGURE
Se fermo in doppia sosta
se ometto lo scontrino
se sputo a zio Battista
se rubo un maxi-cono,
montatami la testa,
ricorro al lodo Alfano.

Non è vero che tutto fa LODO!
Enzo Costa
email: enzo@enzocosta.net; http://www.enzocosta.net
Illustrazione di Aglaja
email: aglaja@fastwebnet.it; http://aglajage.splinder.com
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Piazza Navona - Borsellino: uno ad uno e tutti insieme
C’è un tale, ottant’anni almeno, con una faccia meravigliosa: occhi azzurri e sopracciglia bianche, foltissime. Durante la manifestazione si appoggia a due bandiere, una rossa e una bianca, le tiene chiuse. Non le sventola mai: sono il suo bastone. Fa caldo. Si respira male in Piazza Navona. Ma lui resta lì. Nei suoi occhi fotogrammi nitidi di storia d’Italia.
C’è una donna sconvolta sul palco. Le danno la parola perché ha perso suo figlio: “If you see me, come to the front, please…” Il bambino ha dieci anni. Indossa calzoncini e maglietta, dicono sia biondo, come la madre, inquadrata in angosciata attesa sullo sfondo durante gli interventi. A tratti, alcuni si scompongono, come per trovare il ragazzino. Ma senza convinzione. Lo cercano tra i piedi.
Per i girotondi interviene Laura Belli, ha il piglio dell’arringa popolo, visionaria come Giovanna d’Arco, ma nessuno della vecchia guardia la riconosce: Chi è? Che dice? Che c’azzecca? In molti fanno spallucce. Attendono pazienti che si vada oltre.
E’ una piazza piena di over quaranta, quella dell’8 luglio a Roma, imbiancata da bandiere di Di Pietro, punteggiata da bandiere rosse, tra le quali appare una del Pd, sventolata da un cocciuto temerario, senza autorizzazione.
E’ la piazza piena di cocci rotti, nella quale ogni elemento andrebbe ordinato con infinita pazienza a ricomporre il quadro.
Siamo qui per i Rom – dicono gli oratori – siamo qui per la vergogna di queste leggi, siamo qui perché la sinistra è allo sbando, siamo qui perché è qui ed oggi la denuncia, siamo qui anche se gli altri non ci vogliono essere. Ognuno è un pezzo. Piccola voce interiore di quello che si è pensato appena, che ti ha sfiorato la mente. E ogni pezzo è speculare alla rabbia o al buon senso che ognuno porta dentro di sé. Quindi è sfacciato, diplomatico, politico o estremo. “Hai processi a rischio?” dice un cartello “Proteggiti con Alfano!”, l’allusione ai rapporti sessuali è evidenziata da una vignetta. E i toni degli interventi - a scendere e a salire - sono quelli del “porco paese”, a utilizzare la Guzzanti, che li ha generati. Quindi la volgarità tracima dando voce al fango di cui è meglio non parlare. Non oggi almeno. Non qui. E’ la volgarità che mette insieme Presidente della Repubblica, psiconano e Veltroni e li frulla offrendoli alla folla.
Portarsi a casa i pezzi migliori di questi cocci è facile.
Rita Borsellino spiega che bisogna essere “uno ad uno e tutti insieme”. Lo ribadisce: “uno ad uno e tutti insieme”, con “la propria faccia” perché “il calo di tensione era il calo di attenzione” bisogna esserci “al di là degli steccati e delle differenze”. Tra poco ci sarà l’anniversario della strage di via d’Amelio e “verranno tutti lì in fila, con il doppio petto blu quasi ad accertarsi che siano morti davvero…Non è così che si commemorano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
Su youtube la Borsellino, ad oggi, è stata cliccata 137 volte. Beppe Grillo 164.000 volte.
Il ragazzino l’hanno ritrovato. Bene. Almeno lui.
(Giulia Parodi)
Ascolta l'intervento di Rita Borsellino a Piazza Navona:
| Prima parte(6:06) | Seconda parte(5:08) |
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Piazza De Ferrari - Al posto della politica
Il 9 luglio, a De Ferrari, tra le persone che si auto-schedano lasciando le impronte digitali al banchetto dell’ARCI, ne incontro diverse che, il giorno prima, erano sotto la prefettura, alla manifestazione organizzata in parallelo a quella di Piazza Navona.
Qualcuno dice: bè cosa è tutto questo scandalo? Il Papa e il Presidente della Repubblica possono essere criticati come chiunque altro.
Ma davvero quello che conta sono solo i fatti che vengono denunciati, e non le parole e i modi usati per farlo? E davvero i fatti sono così oggettivi e indipendenti dalle parole utilizzate a denunciarli e descriverli?
Sotto la Prefettura le persone non erano poche. Ne riconosco diverse con cui nel passato, in tempi diversi, in occasioni diverse, ho fatto pezzi di strada comune. Con alcune di loro ci scambiamo sguardi scoraggiati: ci è appena stata sfilata dalle mani la fragile possibilità di dare sbocco politico alla insoddisfazione, alla indignazione, alla delusione che proviamo da tempo, e che dopo il disastro elettorale è salita alle stelle. Al posto della politica ci hanno offerto il narcisismo, l’esibizione, lo spettacolo, la manipolazione.
Una compagna di un tempo mi dice: ma possibile che non si riesca ad avere una opposizione dura, intransigente, severa, ma condotta con stile e con responsabilità?
Il giorno dopo sentimenti analoghi vengono espressi da Nanni Moretti, intervistato da Repubblica.
Oggi ci ritroviamo ancora più soli e più incerti.
(Paola Pierantoni)
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Fermata d’autobus/1 - “Nessuno vi ruba il lavoro”
Una sera di questi esco dal lavoro vado alla fermata di autobus. E mi capitato di esistere in un piccolo discussione su di noi stranieri. Erano in due e parlavano tra se. Magari mi diresti che non si po' ascoltare discorsi di altri persone, ma questo caso molto diverso. Questi persone (A e B) parlavano alla voce alta. Adesso Vi racconto quel discorso .
A - questi stranieri vengono qui e vivono come se forse casa loro. E noi Italiani abbiamo il sangue Italiano la carta d’identità, noi ci sentiamo molto male e vero che se non forse loro noi ci stavamo qui molto meglio.
B - missa che anche questa ragazza straniera.
A - ma si vede che straniera da lontano.
Puoi ci interrotto
Io - scusati ma parlate con me per caso.
A - ma si parliamo con te sono colpa vostra che noi non abbiamo lavoro, voi venite qui e noi Italiani di colpa vostra non abbiamo lavoro, andatevene a casa sua.
Io- allora vi posso rispondere alle vostri domande. “si sono straniera e vivo qui e mi piace stare in Italia voi ditte che avete la carta d’ identità, e sangue avete Italiano. Ma io vorrei dire che se io non ho sangue Italiano, però ho lo stessa carta d’identità, sono molto fiera di me stessa che sono straniera. E se tu dici che noi stiamo rubando il vostro lavoro, comunque non è vero, allora trovi una persona anziana e stai chiusa in casa 24 su 24 puoi lo dirai se noi stiamo rubando il vostro lavoro.
A - allungato le mani per darmi un schiaffo.
B - Ma vacci tu a stare con anziana. Lì il tuo posto.
A - Ma chi ti caga , non ti caga nessuno.
Io- allora io sto già facendo. Io sto già lavorando con anziani. Anzi io lavorato sempre con anziani. E amici ne ho tanti, non mi devono cagare ancora in tanti, quello che me lo voluto mi già lo cagata e io sono molto contenta. Comunque sono colpa vostra che voi Italiani non fate lavoro sporco perché non volete sporcare le mani con lavoro che stiamo facendo noi stranieri, dovete ringraziare proprio noi che siamo qui e badiamo le vostri anziani. E grazie di noi che il vostro governo guadagna con il nostri soldi intendo contributo.
Purtroppo il nostro discorso interrotto il autobus e purtroppo loro non ci riusciti a finire il suo discorso contro di noi stranieri. Magari Vi ho annoiato con il mio discorso ma vorrei dire che sono contenta di essere straniera. Vorrei vivere qui e lavorare qui; mi piace la Italia; desidero anche portare qui mio bambino. Anch’io insegno a lui di non vergognarsi che lui proviene da altro paese. Sono contenta di avere tanti amici Italiani sono sicura che loro non si vergognano di me. Loro sono la mia famiglia. Amici miei voglio che voi sappiate che vi voglio molto bene.
(Ivanka Rudyak)
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Fermata d’autobus/2 - Razzismo doc in edicola
Lunedì, giornata di sciopero nazionale (anzi, Sciopero Nazionale con le dovute riverenze). Un solo autobus che circola da Nervi al centro di Genova. Aspetto da parecchio, sotto il sole che la cabina AMT non riesce a schermare con il suo maledetto tetto di vetro, anche se la situazione termica non si discosta molto dallo stare dentro un mezzo senza aria condizionata e senza finestrini apribili. Mi riparo allora sotto le tende della vicina edicola e naturalmente come mia abitudine attacco discorso con la edicolante, una signora sulla sessantina, marchio di fabbrica ligure stampato in viso. Sciopero qui governo là, si cade sulla questione stranieri e scopro a due passi da casa mia una vera razzista. Era un po’ che non avevo a che fare con qualcuno che si dichiarasse “francamente razzista”. “Tutta questa gente io la vedo qui davanti, sono maleducati, vogliono dei diritti. Tu li assumi per 5 ore e quelli ti fanno la causa sindacale...”. “Lei assume per 5 o re? Davvero? No sa, perché avrei alcune amiche da segnalarle, che cercano per non perdere il permesso di soggiorno ...”. “Io?”, mi risponde, “in casa mia quella gente lì non entrerà mai. Si d’accordo, in mezzo al mucchio qualcuno bravo c’è sempre”, lo dice per appesantire la dose subito dopo, “ma il novanta per cento sono tutti o delinquenti o furbastri, li vedo io qui davanti”.
Resto senza parole, non è facile lasciarmi senza parole, chi mi conosce lo sa. La lascio finire di sfogarsi, poi la invito a pensare che forse non è proprio come pensa, che alla rovescia la maggior parte delle persone lavorano, anzi in condizioni spesso di sfruttamento e fanno i lavori che tanti, non dico tutti, gli italiani non vogliono più accettare.
Qualche tempo fa un’amica colombiana che ha preso con l’intera famiglia un’edicola in centro, mi ha confermato che i “latinos” in questo settore stanno sostituendo gli italiani che non hanno più voglia di faticare così tanto per i pochi soldi che una edicola riesce a portare a casa a fine mese. A riprova, da me nella genovesissima Sturla, alcune edicole gestiste da italiani sono in vendita da tempo, ma nessuno le rileva.
La cosa non sembra toccarla, è “francamente razzista” e non potrò più farci nulla. L’autobus non arriva, sarà una giornata a piedi ottima contro il mio diabete incipiente.
(Stefano De Pietro)
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Eventi - E se la cultura si occupasse del presente?
"Evento": la politica affida i suoi messaggi agli "eventi"; dagli eventi si attende simpatia, riconoscimenti e, al momento opportuno, il voto.
Tra gli eventi uno dei più gettonati è l'annuncio di cosa diventerà Genova tra 2, 5, 10, 20 anni. Il futuro della città è stato annunciato in diverse conferenze stampa durante i mesi scorsi, ed ha avuto sui quotidiani uno spazio adeguato. Il futuro di tutto: mobilità urbana, edilizia, autostrade, ferrovia, mare, porto, "sicurezza", università. A maggio e giugno scorsi non c'è stato giorno senza l'annuncio di un pezzetto di futuro radioso. Con qualche contrattempo. Come il mercato di Bolzaneto, atteso per oltre 20 anni, che da mesi se ne sta lì illuminato a giorno, misteriosamente vuoto. O l'annuncio del supertreno che ci porterà in poche ore a Barcellona su una linea che al presente non ha ancora completato il suo raddoppio. Piccole incongruenze che non inficiano l'opportunità di affrontare seriamente la questione del futuro della città. Insomma ben vegano i piani. E ben vengano gli esperti dei vari problemi, che studiano, confrontano, disegnano scenari.
Alla politica il compito di indicare gli obiettivi e le risorse necessarie a realizzarli. E di trovare il sostegno dei cittadini ai suoi piani. Non può dirgli "fidatevi, state buoni e lasciateci lavorare". Deve spiegare cosa intende fare e come; deve restituire la complessità del suo impegno, la problematicità, gli ostacoli presenti e quelli probabili in futuro. E' un compito, una impresa culturale; la più importante per la città.
Eppure, nell'infinità di eventi, stati o annunciati in città per i prossimi mesi, questa è una impresa che risulta assente. O riservata al gruppetto degli addetti ai lavori di Urban Lab.
Peccato! Perchè il futuro - molto problematico - di una città di vecchi che progetta di rinnovarsi ha tutte le caratteristiche di un caso e quindi di una occasione culturale. Un tema da affrontare in pubblico con l'aiuto di studiosi chiamati non a diffondere slogan o certezze ma ad approfondire questioni serie e spesso complicate. Un tema che potrebbe diventare un appuntamento annuale a cui dare un respiro non solo cittadino. Città di anziani, saldo demografico negativo, immigrazione confinata alle attività povere o di servizio, risorse finanziarie private enormi, ceto politico tradizionale in affanno, risorse pubbliche dilapidate o abbandonate (il mare, ad esempio) all'incuria, un immobiliarismo aggressivo, Genova presenta problemi non facili da sciogliere - anche in presenza di proposte efficaci - senza una maturazione dei suoi problemi da parte dei cittadini.
Una consapevolezza che non può considerarsi acquisita con la campagna elettorale sia pure integrata dai periodici proclami sul futuro (roseo) che ci attende.
(Manlio Calegari)
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Informazione - L'insicurezza aumenta ma i reati calano
Sul sito www.rassegna.it è possibile leggere una interessante inchiesta di Carlo Ruggiero sulla sicurezza e le forze dell'ordine in Italia. Mentre in questi giorni echeggia di giornale in giornale l'allarme per la mancanza di fondi destinati alle forze dell'ordine (e non solo in relazione agli stipendi per il personale, quanto per la benzina, la manutenzione dei mezzi, addirittura le lampadine da cambiare) l'autore ha esaminato i dati forniti dal Ministero dell'Interno (riferiti all'anno 2006) sulla percentuale di reati commessi: i risultati sono per lo meno inaspettati. Tutti i reati, ad eccezione dei furti di motocicli, risultano essere in calo. Sono in calo soprattutto gli omicidi (621 nel 2006, 1014 nel 1995, 1901 nel 1991), ma calano anche borseggi, scippi e furti in appartamento. L'Italia risulta essere una delle nazioni con minore criminalità nell'Unione Europea. Non solo: a leggere le cifre dell'Indagine O NU sulla criminalità effettuata nel 2004 (The Eighth United Nations Survey on Crime Trends and the Operations of Criminal Justice Systems) la presenza di addetti con compiti di polizia in Italia è fra le più massicce: abbiamo circa 559 agenti ogni cento mila abitanti, contro i 210 della Francia, i 294 della Germania, i 359 dell'Inghilterra.
Eppure abbiamo paura, molta paura: per il 33% degli italiani la “questione sicurezza” è la più urgente fra i problemi del Belpaese, e secondo l'ISTAT (Rapporto 100 Statistiche per il Paese) il senso di insicurezza è maggiormente diffuso nelle regioni del Nord, statisticamente meno coinvolte in fatti criminali rispetto al resto della nazione. C'è un notevole divario fra l'insicurezza percepita e i dati, che paiono riferirsi a una realtà differente. E la “nera” occupa sempre più spazio nei telegiornali e fra le pagine dei quotidiani. Che sia una risposta alla paura del cittadino medio, o magari in qualche modo favorisca l'ansia del vivere, non è dato sapere: l'informazione certo si adegua alle richieste del lettore medio, che vuole sapere di più sui fatti criminali che avvengono nella propria città, e che più ne legge, più si sente in diritto di essere insicuro. Ma a cosa ci serve provare tutta questa paura?
(Maria Cecilia Averame)
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Carmine - Primo compleanno del “Cantiere”
A partire dallo scorso luglio 2007 un piccolo numero di cittadini, in un quartiere “spento” da decenni quale era considerabile quello del Carmine, ha fatto propria l’idea di porre al centro della propria iniziativa la Cultura. Si sono costituiti in associazione, “Cantiere di Idee del Carmine”, e nel giro di pochi mesi hanno realizzato una varietà di iniziative importanti per la vita sociale e culturale del quartiere e, di riflesso, per quella della città. Alla base del loro progetto il rovesciamento d'un luogo comune: da "questa città (Genova) non ti dà niente" a "cosa dai tu alla città?". Un tentativo di risposta spontanea e dal basso all’antipolitica, l'intenzione di raccogliere energie disperse, "un contributo visibile e concreto dei cittadini per rendere migliore ciò che li circonda". Un esperimento sociale, "un laboratorio" che si propone oltre che al Carmine anche alla città e ai suoi quartieri.
L'iniziativa d’esordio “MI HANNO RUBATO IL PRETE! il Carmine in Piazza” (luglio 2007) è stata dedicata ai fatti che nel 1970 fecero del Carmine un caso nazionale per le manifestazioni spontanee degli abitanti in sostegno dell’allora viceparroco don Andrea Gallo, allontanato dalla Curia.
Il successo dell'iniziativa come delle altre (una decina!) realizzate nei mesi successivi sono sempre state indirizzate alla valorizzazione del tessuto sociale del quartiere. Oggi il Cantiere progetta di alzare il tiro. Per saperne di più Cantiere di Idee del Carmine, Salita Carbonara 37 (adiacenze “San Luigi”). Info: 347 9673071 liberotempo@gmail.com
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Comune - Genova Città dei Diritti
Dal 16 al 26 luglio, nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e della Costituzione, il Comune di Genova organizza una serie di manifestazioni e di incontri dedicati ai diritti.I diritti e i deboli. 16 luglio, ore 11,30, Palazzo Tursi, Salone di rappresentanza. Intervengono Rosy Bindi, vice presidente della Camera, Marta Vincenzi, sindaco di Genova. Introduce Paolo Veardo.
Genova e il diritto alla fede, 16 luglio, ore 15, Palazzo Tursi, Sala Giunta nuova. Firma del protocollo d’intesa tra Marta Vincenzi sindaco di Genova e la Comunità islamica rappresentata da Hussein Salah, presidente dell’Associazione di integrazione culturale.
Genova e i diritti sociali, 17 luglio, ore 11,30, Palazzo Tursi, Salone di rappresentanza
Il sindaco e la Giunta di Genova festeggiano don Andrea Gallo in occasione dei suoi 80 anni.
Cerimonia di ringraziamento per l’attività svolta in favore degli “ultimi”
Alla fonte del diritto. La Costituzione dopo 60 anni. 17 luglio, ore 16, Palazzo Tursi, Aula consiliare. Lectio magistralis di Gherardo Colombo. I valori della Costituzione. Introduce Giorgio Guerello
Il diritto e i suoi testimoni. In ricordo di Paolo Borsellino. 19 luglio, ore 21,30, Palazzo Tursi – Atrio. Concerto d’arpa di Eva Randazzo, a cura del Conservatorio “Paganini” di Genova. Intervengono Anna Canepa, Giancarlo Caselli, Francesco Forgione. Introduce Patrizia Conti .
Genova e lo Stato di diritto. 20 luglio, ore 12,30, Palazzo Tursi, Ufficio di rappresentanza del sindaco. Marta Vincenzi incontra le parti civili del processo per i fatti di Bolzaneto.
I diritti violati/1. 21 luglio, ore 18,30, Sala Diana Teatro – Garage. Presentazione del libro
Dossier Genova G8 , di Gloria Bardi e Gabriele Gamberini, Edizioni Becco Giallo
Intervengono Gloria Bardi, Vittorio Agnoletto, Lorenzo Guadagnucci, Emanuele Tambuscio
Nell’occasione sarà proiettato un contributo audiovisivo a cura dell’ Arci . Introduce Francesco Barilli
I diritti violati/2. 22 luglio, ore 18,30, Musei di Strada Nuova palazzo Rosso
Presentazione del libro Inferno Bolzaneto di Mario Portanova, Edizioni Melampo . Intervengono Mario Portanova, Enrica Bartesaghi, Nando dalla Chiesa, Giuliano Pisapia
I diritti dei minori. 23 luglio, ore 21, Musei di Strada Nuova Palazzo Rosso - Auditorium
Proiezione del filmato Piccolo Fratello, regia di Fabio Ilacqua e Roberto Pelitti. Intervengono Fernanda Contri, Fabio Ilacqua, un rappresentante dell’Associazione Amani. Introduce Sara Pagano
Senza diritti. 24 luglio, ore 21, Musei di Strada Nuova Palazzo Rosso. Presentazione del libro “Morte a 3 euro - Nuovi schiavi nell’Italia del lavoro” di Paolo Berizzi, Baldini Castoldi Dalai Editore. Intervengono Paolo Berizzi, Alessandra Ballerini, Andrea Gallo, Ferruccio Sansa.
Introduce Cesare Torre
Diritti e responsabilità. 25 luglio, ore 18,30, Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso – Cortile.
Nando dalla Chiesa intervista Luigi Ciotti e Giunio Luzzatto
I diritti umani. 26 luglio. Orario e luogo da definire. Conferenza stampa. Intervengono Marta Vincenzi, Paolo Benni, Heidi Giuliani, Flavio Lotti, Roberto Natale, Pasquale Scimeca, Piero Soldini, Barbara Terenzi, Roberto Torelli.
La musica e i diritti. 26 luglio, ore 21, Nuova Darsena - Fiera di Genova
Concerto a sostegno della campagna nazionale di sensibilizzazione sui diritti umani. Con Manu Chao - Radio Bemba Sound System.
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Un Galateo anche per gli amministratori
"Tursi regalerà ai genovesi un manuale di buon vicinato". I consigli per una convivenza più civile -i più ragionevoli: non fare rumore, non insudiciare le strade, non fateci cacare i vostri cani e simili - sono elencati su un librino dal titolo "Il galateo della città". Le segnalazioni provenienti da singoli cittadini, circoscrizioni, associazioni, vigili di quartiere sono state utilizzate per comporre un prontuario finalizzato a migliorare la convivenza urbana. Un modo anche per limitare il mugugno, tipico dei genovesi, e il coinvolgimento dell'autorità in beghe che potrebbero facilmente essere risolte col buon senso.
La notizia è stata data con grande rilievo - una intera pagina di Repubblica-il Lavoro del 31 maggio scorso - più di un mese fa, ma ad oggi nessuno in Comune sa che fine abbia fatto il "Galateo" dei genovesi. I vigili interpellati sulla materia mostrano di non saperne nulla.
Forse qualcuno ha deciso di soprassedere alla distribuzione del volumetto pensando che con "mensopoli" che non accenna a chiudersi mettersi a dare consigli di bon ton ai cittadini poteva risultare imbarazzante. In questi casi è meglio limitarsi a ricordare i comandamenti tipo non rubare, non dire falsa testimonianza e simili. O forse si è pensato di lasciar passare un po' di tempo per far dimenticare le imbarazzanti sfuriate della sindaco che col bon ton poco avevano a che fare.
Aspettiamo a vedere cosa succederà. Ma al Comune dovrebbero riflettere almeno su un fatto: che come i cittadini sono chiamati a rispondere dei loro comportamenti anche il Comune è chiamato a fare lo stesso. E in questo caso dovrebbe farlo non per semplice buon gusto ma per l'impegno alla trasparenza assunto da questa amministrazione al momento dell'entrata in carica. Perché il cittadino è molto interessato a sapere quale sia il contributo della macchina comunale al miglioramento della convivenza cittadina. E non si contenta di dichiarazioni, impegni e numeri fatti balenare nelle conferenze stampa.
Pochi giorni prima che apparisse la notizia del Galateo i quotidiani locali hanno dato ampio spazio ad una storia notturna di gare di auto in piazza Rossetti, di scommesse, di fracasso infernale: tutte cose segnalate per settimane - ma inutilmente - alla vigilanza comunale sempre troppo indaffarata per poter effettuare un controllo. E solo due giorni prima dell'annuncio del Galateo, su Repubblica (28 maggio 2008) un genovese scriveva ("Corso Firenze calvario notturno") che da circa 8 mesi i giardinetti Pellizzari di corso Firenze erano occasioni di raduni di auto e moto, con amplificatori sparati a mille fino alle 2 o alle tre del mattino. Alle sue, ma non solo sue, richieste di intervento la risposta era stata che "sarebbero stati predisposti controlli". Ecco, questa è la questione: quali controlli, quanti, quando e fatti come?
(lettera firmata)
Posted by Admin at 12:33 | Comments (0)