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16 Giugno 2005
Scuola Tg. Se il ritmo frenetico nasconde il vuoto
“Quest’anno lo facciamo noi”: così gli studenti del Majorana, dopo aver sezionato spot e programmi TV, dopo aver indagato sui gusti televisivi di ragazzi e genitori, si sono cimentati con scalette, notizie e ritmi, realizzando, dai titoli di testa ai servizi, un TG.
Noi “grandi” abbiamo scoperto che analizzare gli strumenti del comunicare, apprendere l’”abc” del nesso significante-significato nell’uso dell’immagine, sono armi rivoluzionarie per combattere Golia e la sua fabbrica del consenso.
La vicenda del giudice Sansa (intervistato dai ragazzi), la probabile costruzione di un centro di primaria accoglienza in Val Bisagno, la situazione delle strade, i gusti dei giovani in fatto d’abbigliamento, sono alcune delle notizie “trasmesse”.
I giornalisti presenti all’incontro del 27 maggio (Pastanella, del TG5 e Cerboncini, di RAI3) si sono congratulati con i giovani giornalisti anche se, per gli “addetti ai lavori”, il ritmo del TG Majorana è apparso “fuori regola”: servizi troppo lunghi, con troppo parlato e qualche tempo “morto”.
Se per Pastanella “la TV non è più il focolare domestico intorno al quale si riuniva la famiglia”, ma “un elettrodomestico, che rimane acceso per 15 ore; per questo bisogna essere veloci nella comunicazione e attrarre l’attenzione di un pubblico distratto”, il professor Nizzoli, dell’Osservatorio di Pavia (che da anni collabora con i docenti dell’Istituto), ha posto l’accento sulla specificità di alcuni palinsesti delle reti Mediaset: con un target giovanile che, a suo dire, giustificano l’esasperazione del ritmo, la fascinazione per l’input, più che per l’approfondimento.
Il professor Siliato, docente di Scienza della comunicazione a Milano, in controtendenza, dopo l’elogio per i tempi dilatati (a suo dire funzionali alla buona comprensione ed analisi della notizia), ha dichiarato: “Avete fatto un buon lavoro, facendo un brutto telegiornale. Avete analizzato i TG oggi visibili sulle reti italiane, ma lì non c’è un buon telegiornale”. E ha lanciato una sfida, per il lavoro sui media del prossimo anno: passare dalla ripetizione di clichè consolidati alla ricerca di modelli alternativi, liberandosi della “lezione” dei “maestri” (soprattutto se “cattivi”).
Giusto per proseguire il cammino rivoluzionario…
(Tania Del Sordo)
Posted by OLI2 at 16.06.05 01:03
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