16 Luglio 2009

Versante Ligure


L'AQUILA G(8)RAND TOUR

Papesco è quel reame
che insozza cose serie
di dignità fa strame
con glamourous miserie
nasconde il suo ciarpame
ben sotto le macerie





  Enzo Costa  
  email: enzo@enzocosta.net;  http://lanterninoenzocosta.blogspot.com
  Illustrazione di Aglaja  
  email: aglaja@fastwebnet.it;  http://proveaglaja.blogspot.com

Posted by Eleana at 11:12 | Comments (0)

Cemento - Quel pugno in un occhio sul colle di Murta

225Chissà quante volte vi è capitato di percorrere a Bolzaneto la strada che corre parallela all'alveo del Polcevera, in fondovalle. Ecco, all'altezza della collina di Murta, alzate gli occhi e guardate cosa vi si para di fronte: non è un villaggio dei Lego catapultato sulle alture di Bolzaneto, è un (nuovo) quartiere residenziale venuto su rapido e rigoglioso come un fungo.
La prima cosa che uno si chiede riguardo alle nuove costruzioni è “ma cosa sono?”: grosse finestre con saracinesche, colori sgargianti, tetti da piramide azteca. E fin qua non è difficile trovare una risposta, basta fare due domande in giro oppure salire a vedere: sono villette, a quanto pare costruite secondo i dettami della bioedilizia.

Certo, i gusti sono gusti e se a me piace una casa a pois birulò, fatta a forma di tostapane oppure a cubo rosso verde e giallo con muraglie di prato artificiale, che problema c'è?
Il problema c'è, eccome: non si può evitare la seconda domanda: come hanno fatto a costruire in un modo così scriteriato su quella collina? Murta è un piccolo centro rurale, ricco di insediamenti storici di grande valore culturale e architettonico. Nel Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (strumento regionale di pianificazione) del 1995 infatti la collina di Murta è classificata, dal punto di vista insediativo, come una piccola isola ID-MA in una grande area ID MO. Decifrato per i comuni mortali: un'isola felice da preservare in un tessuto urbano eterogeneo e disorganizzato.
Per essere più precisi, la sigla ID MA indica “una definita caratterizzazione ed un corretto inserimento paesistico, tale da consentire un giudizio positivo sulla situazione....L'obiettivo della disciplina è quello di mantenere sostanzialmente immutati i caratteri complessivi dell'insediamento, in quanto vi si riconosce l'espressione di un linguaggio coerente e un equilibrato rapporto col contesto ambientale. Sono pertanto consentiti esclusivamente interventi di limitata modificazione delle preesistenze ed eventualmente di contenuta integrazione dell'insediamento purché nel rispetto di caratteri peculiari della zona e dei suoi rapporti con l'ambito paesistico”.
Quanto sia stato rispettato - o violato - l'ambito paesistico, lo si può giudicare coi propri occhi. Le villette sono state costruite tra marzo 2006 ed ottobre 2008, e la stampa locale (consultata sull'intervallo di tempo dei due anni) non ha menzionato il fatto in alcun caso. Gli unici riferimenti si trovano in rete, grazie ad un blog sulla Valpolcevera che ha documentato passo dopo passo, con commenti sconsolati e fotografie, l'avanzamento del bio-ecomostro ( http://polcevera.blogspot.com/search?q=murta ), e continua a registrare nuovi cantieri ed edifici misteriosamente apparsi. In una città con la crescita demografica a zero, commenta l'autrice del blog “molte case sono sfitte e disabitate anche a Murta, mi chiedo se sia proprio necessario costruire così!”.
La domanda rimane senza risposta, così come quella generata dalla disturbante vista delle villette: che fine ha fatto la tutela del contesto paesistico sulla collina di Murta?
(Eleana Marullo)

Posted by Eleana at 11:09 | Comments (2)

Migranti - La badante a perdere

"Sono giเ grave peggio di cosi non si può finire ho perso quasi sensibilita delle dita , non come pensi tu io dito li muovo stringo in pugno ma pugno si stringe rittardo e punta delle dita sempre addormenta, e mi fa male polso. ma tu non lo sai tutta la storia io ieri avevo detto che mi famale tanto e che io vorrei andare al pronto ma questa qui me lo fatto la scenna che io decisa di lasciare perdere e aspetare ancora un pò".

Katiuska ่ una ragazza che ha accettato di lavorare "seppelllita", come si dice nell'ambiente, ossia due mesi chiusa in casa da sola con un vecchietto di novant'anni, senza mai uscire se non per portare la spazzatura per 5 minuti al giorno. Ha scelto di fare anche i sabati e le domeniche per recuperare l'ingente somma di denaro necessaria per mettere a punto il ricongiungimento familiare del figlio.

Con un vicino di casa che controlla che non arrivino "visite maschili", assolutamente vietate, le sono concesse poche ore al giorno di visita di donne, possibilmente colleghe in modo da garantire il ricambio della badante per i mesi a venire. Qualche impegno inderogabile pesa sul suo portafoglio per pagare una sostituta. Solo che lei la pagano 1,78 euro all'ora mentre lei a sua volta per le poche ore che sta fuori deve pagare a 7/8 euro all'ora alla sostituta. Quindi ogni ora libera le costa 4 ore di lavoro. Il giorno del suo compleanno decide di uscire 4 ore, valgono come 16.
A complicare tutto, da qualche giorno spunta un problema di salute, una vecchia emiparesi latente al braccio sinistro che ricomincia a manifestarsi con perdita di sensibilitเ all'avambraccio e a due dita in conseguenza di una operazione chirurgica. E' una situazione complessa, la "datrice di lavoro" si comporta con assoluta indifferenza al problema della ragazza, preoccupandosi solo che la badante naturale in ferie, quella che Katiuska sta sostituendo con i due mesi di seppellimento, non dเ segni di vita. Unica sua preoccupazione ่ trovare un'altro robot di carne per assistere il padre, ridotto in condizioni mentali terminali tali da confondere la poltrona con il gabinetto (e problemi conseguenti per la badante). D'altra parte Katiuska, essendo assunta in nero, teme che andando al pronto soccorso, la donna possa operare delle ritorsioni per aver abbandonato prima il lavoro. E di accompagnarla in un ospedale o chiamare almeno un medico, come dovrebbe fare una persona civile, n on se ne parla proprio.
Per ora Katiuska ่ autosufficiente. Se vuole esce, prende un taxi, va in un ospedale. Non rischia nulla, ha il permesso di soggiorno, amici che la possono assistere se dovesse essere ricoverata. Ma cosa accadrebbe se peggiorasse improvvisamente?
(Stefano De Pietro)

Posted by Eleana at 11:05 | Comments (0)

G8 - Soltanto una donna

Il G8 è concluso: tutto bene dicono, non lo so, spero sia così์. Sono convinto che fino a quando le donne non saranno almeno la metเ dei capi di stato partecipanti, questi vertici non saranno capaci di fare passi necessari per migliorare il mondo. Obama da solo non basta. L’informazione ha dedicato molto spazio alle first ladies del vertice da Carla Bruni a Michelle Obama, davvero bella con il suo vestito giallo. Ma quel che giornali e TV non hanno detto è che c’era una sola donna in mezzo ai capi di stato che decidevano il futuro del nostro pianeta: la cancelliera tedesca Angela Merkel. Non ่ un caso poi che quest’unica donna venga dalla Germania, il paese europeo più avanzato economicamente, burocraticamente e democraticamente.

I francesi ci hanno almeno provato con la socialista Segolene, ma non ci sono riusciti. Noi italiani siamo ancora molto lontani. L’unica donna che abbiamo in un posto importante è Emma Marcegaglia, alla presidenza di Confindus tria. Da noi non ci sono nemmeno le condizioni perchè้ le donne si candidino alle primarie di partito, figuriamoci a quelle per la presidenza del consiglio.
(Saleh Zaghloul)

Posted by Eleana at 11:03 | Comments (0)

Diritti umani - Due belle notizie

Voglio farvi partecipi di due belle notizie: Amnesty International ha inserito tra le “azioni urgenti” la condotta del Comune di Milano nei confronti dei rom; l’altra è la condanna definitiva per il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.
La prima risale al marzo scorso quando Amnesty International fece partire da Washington l’appello internazionale indirizzato al sindaco di Milano Letizia Moratti a proposito della situazione di un gruppo di rom, tra cui bambini in età prescolare, che erano stati sgomberati 10 volte dai sottoponti milanesi e per altrettante volte costretti a ritornarvi per mancanza di alternative. “Da parte delle autoritเ milanesi” recitava l’appello appello di Amnesty “non c'è stata alcuna consultazione con quella comunità, nè้ tentativo di offrire alternative accettabili ai senza tetto.


Gli sgomberi forzati, portati avanti senza tutele legali e assistenza, sono sanzionati dalle norme internazionali come una violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a una adeguata abitazione,” La situazione del popolo rom e sito a Milano non è migliorata, ma almeno stanno venendo alla luce le responsabilitเ della nostra politica nei loro confronti.
La notizia più recente, di ieri,è la condanna definitiva del sindaco di Verona Flavio Tosi per “propaganda di ideee razziste”.
Nel 2001 il sindaco di Verona avvi๒ una campagna razzista contro i Sinti veronesi. Intere famiglie italiane di etnia sinta furono sgomberate dal loro luogo di residenza e costrette a viaggiare da uno spiazzo all’altro per tutta l’estate. Al tutto si aggiunse una violenta campagna mediatica fatta di toni accesi e manifesti inneggianti l’operato del sindaco Tosi.
Ieri la Cassazione ha confermato la condanna per il sindaco di Verona a due mesi di carcere per “propaganda razzista”, più 50mila euro da versare alle vittime, oltre al pagamento di tutte le spese legali.
Naturalmente il sindaco non sconterà i due mesi in carcere, ma è่ già qualcosa che ci invita a guardare con speranza al futuro.
(Pino Petruzzelli)

Posted by Eleana at 10:59 | Comments (0)

Ghetto - Il degrado secondo l'assessore

C’่è coerenza tra la linea politica espressa dall’assessore Scidone, e quella ribadita, con le parole e con la presenza fisica, da Marta Vincenzi in occasione del Genova Pride?
La sindaco ha detto: “Essere qui significa che in questa cittเ avrete sempre un riferimento, perch้ a favore dei diritti e contro le discriminazioni ci ritroviamo noi, nella vostra stessa lotta”.
Per๒, quando si ascoltano in diretta le parole delle “princese” del ghetto riunite in Vico della Croce Bianca per dare vita alla loro associazione, emerge l’altra faccia della giunta, quella che loro hanno visto interpretata da Scidone, l’assessore che vuole chiudere i bassi dove lavorano i trans in quanto sono una fonte “di degrado”.

Le trans del ghetto chiedono: “cosa si intende per degrado? Se si vuole comprendere in questa parola anche gli esseri umani non ci stiamo. Vogliono chiudere i bassi accampando il motivo che non sono “abitabili”, ma noi non ci abitiamo: ci lavoriamo. Il nostro guadagno viene assimilato ai proventi delle attivitเ criminali, ma noi non compiamo reati: ognuna di noi ่ autonoma, siamo tutte proprietarie dei locali dove esercitiamo, qui non c’่ tratta o sfruttamento, e vogliamo che il nostro lavoro sia riconosciuto per tale: un lavoro. Il nostro sogno ่ che il ghetto possa diventare un laboratorio, un luogo di relazione, di attraversamento. Qui siamo da pi๙ di quaranta anni, facciamo parte della storia del quartiere. Se la giunta non capisce questo ่ segno che ha perso il radicamento col territorio, che anche il comune di Genova si fa prendere la mano dalle voglie sicuritarie che percorrono il paese”.
(Paola Pierantoni)

Posted by Eleana at 10:57 | Comments (0)

Città - Geografia dei vespasiani

Ne hanno restaurati molti, ed installati alcuni.
Alcuni, le piastrelle ancora intonse e bianche, hanno patito, appena nuovi, le tracce fatte con le bombolette spray. Nuvole nere e sigle a ricordare il passaggio di chi – in mancanza di carattere e supporto – si firma dove capita. All’opera lavoratori solerti e precisi hanno verificato gli scarichi, intonacato e verniciato di verde i paraventi per consegnarli al cittadino in caso di necessitเ.
E mai necessitเ ่ stata più urgente e degna di cure e attenzione.
Lo sanno le mamme che, ai giardini, fanno tesoro di eredità familiari e gesti, quindi insegnano al piccolo come e dove farla, sempre un po’ nascosto e non sotto gli occhi della gente.

Di questi anfratti ne fanno gran richiesta gli abitanti del centro storico che ancora non si sono arresi ai fetori che liquami di nazionalitเ sospesa invadono la zona nella notte e al mattino.
Tuttavia, i famosi vespasiani, inaccessibili alle donne – forse bastava una porta e poco lavoro in più – propongono all’amministrazione cittadina, nella loro visibilitเ, l’annoso problema della quota rosa.
Ma la donna, per storia e scoutismo – per chi l’ha praticato – è abituata a pazienza e attesa. Molto gradite sarebbero tessere tutte rosa di acceso ai bar dove la buona educazione prevede consumazione per accedere al bagno. L’ente preposto potrebbe fornire una mappa dei bagni più puliti e magari un concorso annuale, con ricchi premi e cotillion.
La spesa? Non un euro di più di quello previsto per i vespasiani appena restaurati e destinati ai soli uomini.
Probabile che rimanga nel budget molto più di qualche spicciolo da destinare alle donne della città.
(Giovanna Profumo)

Posted by Eleana at 10:54 | Comments (0)

Politica - Il partito tra fine e mezzo

“Il partito non ่ un taxi, non ่ un autobus”: a qualcuno potrebbe venire in mente che il partito non ่ un mezzo ma ่ il fine. I partiti della prima repubblica sono andati in malora proprio perch้ molti non vedevano in essi un mezzo per servire l'interesse del Paese e dei suoi abitanti. Molti politici hanno trovato nei partiti la loro meta e ci hanno raggiunto il loro fine ultimo. Il partito ha preso il posto del Paese da servire. I dirigenti di partito hanno preso il posto dei cittadini. La crisi dei partiti c’era ancora prima di tangentopoli ed ่ scoppiata drammaticamente subito dopo.
Non ่ forse meglio prendere i partiti e farci dei bei giri utili al paese che occuparli per tutta la vita?

Non è naturalmente il caso di Bersani, ma quella del taxi è la seconda battuta infelice che ha fatto nel giro di una settimana. La prima è่ stata quando ha paragonato la regolarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno proposta da Giovanardi alla pillola del giorno dopo. La regolarizzazione e l’emersione del lavoro nero è invece una cosa positiva che in una democrazia ancora più avanzata sarebbe normale, possibile in modo permanente e quotidiano e non ogni 4-6 anni come succede in Italia.
(Saleh Zaghloul)

Posted by Eleana at 10:51 | Comments (0)

Lettere - Non più sola


Finalmente per un giorno non mi sono sentita sola, ma parte di un tutto alla luce del sole. Dopo tanto tempo ho condiviso le strade di Genova insieme a persone e pensieri che sono parte di me. Probabilmente da 21 luglio 2001 al 27 giugno 2009 ci sono state altre occasioni per riconquistare Genova, ma personalmente mai come questa. Nel corso degli anni la mia attivitเ politica si ่ man mano rimpicciolita e ridotta ad una lettura sporadica e nervosa di un articolo o allo scalpitare alle parole di molti dinnanzi a poche persone, spesso a tu per tu. Il Genova pride ha “dato un punto di sutura” dove pensavo non esistesse pi๙ ferita. In realtเ non ่ seppellendo le esperienze dolorose sotto una coltre di pensieri ed azioni quotidiane che queste scompaiono.


Ed è così์ che la prima sensazione del pride ่ stata la stessa che da luglio 2001 accompagna probabilmente tanti che hanno vissuto il G8 di Genova. Scesa dall’autobus alla Zecca per raggiungere amici di varie provenienze riuniti per l’occasione, vedo due carabinieri in tenuta anti-sommossa. La giocositเ che attendevo lascia spazio al ricordo delle parole di un altro membro delle forze dell’ordine, incontrato in via Brigata Bisagno il 21 luglio 2001. Alla domanda se potessi proseguire per corso Italia, la risposta fu allora: “tranquilla, vi abbiamo pulito la cittเ”.
Meccanicamente il mio sguardo corre lungo via Balbi e subito dopo mi domando se si offrono vie di fuga ad un eventuale carica. Poi guardo la galleria alle mie spalle e di nuovo, come durante il corteo dei migranti, mi chiedo perchè far passare la manifestazione da lì. Intanto percorro la strada che mi separa dalla stazione di Piazza Principe e da una festa per i diritti, primo fra tutti quello alla libertเ di es sere e manifestarsi.
In mezzo alla folla sfila anche Giuliano Giuliani. Se ci๒ che ่ stato non fosse accaduto, probabilmente sarebbe ugualmente l์, forse ci sarebbe anche Carlo per i fatti suoi. Sicuramente non sarebbe un testimone pubblico di un dolore privato diventato a forza un dramma civile. L’onda del pride scorre ed anche io mi immergo, il nodo che ho dentro sembra pian piano allentarsi. Poi improvvisamente ritorna alla gola, la parata si ferma inspiegabilmente, i carri non scorrono pi๙, via Balbi si fa immobile. In realtเ una persona si ่ sentita male su un carro, tutti si mobilitano, si forma naturalmente un cordone per bloccare il via vai e facilitare l’arrivo dei sanitari. Tra le mani che si stringono riconosco quelle della comunitเ di San Benedetto e del centro sociale Zapata. L’intervento va a buon fine, la rianimazione ha successo, l’ambulanza parte verso l’ospedale pi๙ vicino e la manifestazione riprende a scorrere. Deglutisco, definitivamente. Non sono pi๙ sola, rincontro gli ami ci, ne vedo di nuovi, riconosco i volti di molti che a luglio 2001 erano con me e vedo quelli di altre persone, sorridenti, che mi fanno ben sperare. Ho riconquistato il diritto di manifestare con ilaritเ e fantasia, per di pi๙ nella mia Genova. Grazie Genova Pride! Ora manca solo giustizia…
(Alisia Poggio)

Posted by Eleana at 10:48 | Comments (0)

Lettere - E il compostaggio?


Ricevo la news letter oli da molto tempo e spesso trovo notizie ed articoli interessanti ed anche divertenti come quello riguardante l'orto di Marta Vincenzi. una cosa per๒ mi ha fatto sinceramente inorridire e cio่ sapere che l'autore (o autrice), in possesso di un orto si liberi delle potature degli alberi dandogli fuoco o infilandoli sminuzzati nel bidone della rumenta.
Mai sentito parlare di compostaggio domestico? tra l'altro oggi ่ possibile ottenere uno sconto sulla TIA per chi lo pratica. Un orto dove si butta via lo sfalcio verde (e magari poi si usano fertilizzanti chimici) ่ un "orto insostenibile".. per cui caro o cara mca, visto che lei ha la fortuna di avere uno spazio verde, per favore lo tratti come si deve, si doti di una compostiera o faccia il cumulo, come hanno sempre fatto i contadini, ma non mandi il suo verde a Scarpino!
(Pier Luigi Scotto)

Posted by Eleana at 10:47 | Comments (0)

Lettere - Nel futuro degli orti genovesi

Che la Marta stia pensando di mappare l'uso del verde mi preoccupa. Nulla viene fatto per nulla, ormai ci siamo abituati che le liste anagrafiche in Italia sono fatte solo per poterle prontamente associare ad un qualche balzello.
Che stiano preparando la tassa sugli orti? Qualcuno si stupirebbe? Già mi immagino l'editto, con la tassa basata sul costo medio dei prodotti nei supermercati, il contributo CONAI ridotto, la definizione di quantitเ massima prodotta per uso personale oltre la quale scatta la presunzione di commercio, le "zone obiettivo orto" cofinanziate UE a macchia di leopardo come la pi๙ nota Obiettivo 2, con Sampierdarena esclusa e Sant'Ilario finanziata a fondo perduto, tranne il pezzetto di Grillo ovviamente.
Ci resta ancora la capacità di ridere un po', non siamo ancora defunti del tutto.
(Stefano De Pietro)

Posted by Eleana at 10:45 | Comments (0)

Lettere - Badanti e miraggi di permesso

Io so solo che mia zia di 106 anni ha bisogno di 2 badanti. Una di queste ่ peruviana e regolare: le abbiamo pagato il viaggio AR e dopo un backshish al Consolato ha avuto il permesso di soggiorno. L'altra ่ colombiana, diplomata ragioniera, parla perfettamente l'italiano perch้ ่ in Italia da 5 anni. Abbiamo fatto tutte le dichiarazioni possibili come datori di lavoro. Poi sono andato in Prefettura all'Ufficio "Flussi" dove mi hanno detto che lei ่ schedata ma che ci sono 2300 persone prima di lei. Se mi trovate una badante regolare vi dar๒ ragione, ma fino ad allora, no!
(Gin Migone)

Posted by Eleana at 10:43 | Comments (0)