27 Maggio 2009
Lettere - Referendum: sì, no, forse
Curioso destino quello della sinistra di fronte al referundum che ci aspetta il 21 giugno p.v. Se votiamo SI contribuiamo a rinforzare Berlusconi e probabilmente non otteniamo l'obiettivo di frenare l'arroganza e la xenofobia della Lega; se votiamo NO ci diamo ugualmente la zappa sui piedi perché andiamo a sostenere gli obiettivi della Lega, i suoi e non otteniamo quel poco di positivo che dal referendum poteva venire.
Certo de se da Franceschini, anziché un perentorio "Io voto si" uguale a quello di Berlusconi, fosse venuto un "distinguo", un ragionamento, un "parliamone assieme", sarebbe servito a capirne qualcosa di questa stramaledetta questione del referendum. Possibile che i nostri politici, anziché pensare alle cose concrete da fare, vadano sempre a cacciarsi in questioni che più contorte e ambigue non potrebbero essere? E poi lamentano di avere scarso seguito. Berlusconi è sicuramente il peggiore politico del momento (e di tutti i tempi, for se) ma almeno ha il pregio, quando parla ai suoi, di essere diretto e chiaro. E capito.
(Giovanni Meriana)
Posted by Eleana at 08:06 | Comments (0)
21 Giugno 2006
25-26 giugno - Costituenti Federalisti
Ci sono in giro Costituenti Federalisti,
Cui non piace il sud dei poveri cristi;
Vorrebbero tagliare il Paese in due o tre parti
Per non avere tra i piedi controparti,
Quei nordici Costituenti Federalisti
(GUR)
Posted by Admin at 08:35
Referendum - Le oche del Campidoglio e la Costituzione
Difficile capire da dove nasce l’illusione di aver già vinto il referendum. Per quel che può valere, pochi sono i sondaggi accessibili. Quello condotto per Repubblica (7 giugno) rivela che poco più della metà degli italiani (53%) è a conoscenza del referendum, il 60% pensa di andare sicuramente a votare e il 23% ci andrà probabilmente. Su base nazionale il 60% è orientato a votare NO, mentre al nord la percentuale scende al 51%.
Sono cifre tutt’altro che rassicuranti. Panorama online (5 giugno) scrive che secondo gli ultimi sondaggi il vantaggio dei NO è assai risicato: solo 2 punti percentuali. “Quella che doveva essere una passeggiata per il centrosinistra può diventare un incubo. La Lega chiede una vittoria netta almeno al Nord, altrimenti via a posizioni più radicali”. E che succederebbe nel caso di vittoria dei SI solo nel Nord?
Nel numero in edicola, Panorama, conferma che “il risultato, in base al sondaggio, appare condizionato dalla conoscenza effettiva dei contenuti del referendum, che oggi è bassissima; tra quanti pensano di andare a votare o sono incerti, oltre il 60 per cento è incerto se votare sì o no”.
Per quanto riguarda il popolo della TV, nei pochi giorni che restano, complice la campagna di disinformazione orchestrata da Mediaset e i dibattiti della RAI, questi dubbi non saranno fugati. Ne sanno qualcosa coloro che domenica 18 giugno si sono sventuratamente trovati ad assistere alla rissa tra Rutelli-Boselli e Fini-Castelli nel salotto di Bruno Vespa. La confusione dominante non è servita a nascondere la superficialità e l’impreparazione del duo che doveva spiegare le ragioni del NO, la complessità e l’importanza della posta in gioco. Accodati alla TV, i quotidiani pubblicano ampi servizi sulla notizia del giorno: gli insulti scambiati tra gli ospiti di “Porta a Porta”.
A oscurare il panorama ci si mette anche Romano Prodi quando afferma che la vittoria dei SI non potrà essere interpretata come un giudizio politico sul governo. Affermazione paradossale perché in quell’infausto caso le conseguenze sul destino della democrazia nel Paese sarebbero ben più gravi.
“Ormai siamo al dunque. Nel 390 a. C. i romani dormienti, mentre i Galli di Brenno stavano per farli a pezzi, vennero risvegliati in tempo dallo schiamazzare delle oche del Campidoglio. Chi sveglierà ora gli stanchi combattenti dell'Ulivo?” Così si chiude “L’illusione di aver già vinto la battaglia sulla Costituzione”, un articolo di Mario Pirani su Repubblica del 15 giugno.
Posted by Admin at 08:33
14 Giugno 2006
25-26 giugno - Costituenti Federalisti
Ci sono in giro Costituenti Federalisti,
Cui non piace il sud dei poveri cristi;
Vorrebbero tagliare il Paese in due o tre parti
Per non avere tra i piedi controparti,
Quei nordici Costituenti Federalisti
(GUR)
Posted by Admin at 17:25
Referendum - Domande e risposte nei gazebi del NO
1) Anche il centrosinistra ha cambiato la Costituzione a colpi di maggioranza.
E’ vero. La riforma voluta dal centrosinistra nel 2001 ha introdotto il federalismo e lo ha fatto con il supporto di pochi voti in parlamento. Un grave errore che era meglio evitare. Riforme così importanti non possono essere fatte da soli. Ma un errore non giustifica un nuovo errore che ha ben più gravi conseguenze.
2)La Costituzione è vecchia. Fatta nel ’48, deve essere cambiata.
La necessità di cambiare la Costituzione è tutt'altro che dimostrata. La Costituzione non è mai "invecchiata" nel suo insieme ed è ancora espressione di idee e principi validi ed attuali. Può esservi l'opportunità di qualche specifica modifica costituzionale che, tuttavia, dovrebbe essere realizzata con una larga convergenza parlamentare. Non è sensato cercare un nuovo assetto costituzionale con l’attuale situazione politica e culturale. C’è infatti il rischio reale di adeguare la Costituzione non già a nuove vere o presunte esigenze, ma agli aspetti peggiori della turbolenta esperienza politica e istituzionale che ha segnato il Paese nelle ultime legislature.
3) Molti articoli sono costituiti da una sola riga.
Le costituzioni devono esprimersi con formulazioni semplici, di immediata comprensione e leggibilità, che consentano anche ai non addetti ai lavori di capire il significato di una norma costituzionale e di identificarsi con essa.
4) Il costo della politica: il progetto del centrodestra prevede una congrua riduzione del numero di deputati e senatori.
Le parti relative alla forma di governo e alla forma di Stato del progetto – e in particolare quelle che concernono la riduzione del numero dei deputati e dei senatori – entrerebbero in vigore tra dieci anni, ovvero nel 2016! Invece, le parti relative alla devolution, sulle quali la Lega ha tanto insistito, entrerebbero in vigore subito.
5) Il Presidente del Consiglio ha finalmente poteri.
E’ la parte più pericolosa del progetto di riforma. Se passa questa riforma l’Italia non sarà più una repubblica parlamentare. Il Primo Ministro è in sostanza inamovibile per tutta la legislatura. Il Presidente della Repubblica perde il potere di scioglimento della Camera che in pratica passa integralmente al Primo Ministro. La decisione sull’ordine del giorno della Camera e del Senato è rimessa nelle mani del Governo. Nessuna assemblea legislativa può accettare che la propria agenda sia decisa dall’esecutivo: l’autonomia della fissazione dell’ordine del giorno fu tra le prime rivendicazioni dei Parlamenti moderni contro l’assolutismo regio. Dal progetto emerge un iperdecisionismo senza freni che stravolge l’equilibrio e il bilanciamento tra i poteri. Solo chi aderisce a questa concezione, fa bene a votare sì.
6) Ma la riforma non tocca i diritti fondamentali del cittadino.
La riforma tocca la seconda parte della Costituzione e cioè l’ordinamento della Repubblica. Solo apparentemente non riguarda i suoi principi fondamentali perché incide profondamente nelle istituzioni che quei principi dovrebbero garantire: in primo luogo sanità e istruzione. La riforma introdurrà disparità di trattamento tra cittadini di regioni diverse. Sarà problematico l’accesso ai centri di eccellenza da parte dei non residenti e sarà irrimediabilmente compromessa una effettiva solidarietà sociale, principio fondamentale della Costituzione. Minando la seconda parte della Costituzione, si compromettono i diritti dei cittadini garantiti dalla prima.
7) Qual è il quorum necessario?
Non è previsto un quorum di partecipazione. Il referendum è valido qualunque sia la percentuale di votanti. Ciò potrebbe indurre molti a non votare, con il rischio di una approvazione della riforma, viste le dichiarazioni del centrodestra, che considera questo appuntamento un’occasione di rivalsa rispetto all’esito delle elezioni politiche.
Posted by Admin at 17:22
8 Giugno 2006
25-26 giugno - Riformatori Costituenti
Ci sono in giro Riformatori Costituenti
Cui sono chiari finalità e intenti;
Vorrebbero smontare la Nazione pezzo a pezzo
Per far, comodamente, intrallazzi senza prezzo,
Quei moderni Riformatori Costituenti
(GUR)
Posted by Admin at 21:30
Referendum/1 - Legislatori e/o dipendenti
Cinquantatré articoli della Costituzione della Repubblica modificati dalla maggioranza del centrodestra attendono l'esito del referendum del 25 giugno. Ecco un esempio:l'articolo 70. Una delle ragioni per votare NO.
Attuale
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere
Modifica proposta dal centro-destra
La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.
Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera dei deputati, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.
La funzione legislativa dello Stato è esercitata collettivamente dalle due Camere per l'esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della Repubblica, nonché nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello Stato o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 117, commi quinto e nono, 118, commi secondo e quinto, 122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e 133, secondo comma.
Se un disegno di legge non è approvato dalle due Camere nel medesimo testo i Presidenti delle due Camere possono convocare, d'intesa tra di loro, una commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, secondo il criterio di proporzionalità rispetto alla composizione delle due Camere, incaricata di proporre un testo unificato da sottoporre al voto finale delle due Assemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono i termini per l'elaborazione del testo e per le votazioni delle due Assemblee.
Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del Senato federale della Repubblica ai sensi del secondo comma, siano essenziali per l'attuazione del suo programma approvato dalla Camera dei deputati, ovvero per la tutela delle finalità di cui all'articolo 120, secondo comma, il Presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo ministro ad esporne le motivazioni al Senato, che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte.
L'autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica di cui al quarto comma può avere ad oggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate dalla Camera dei deputati ai sensi del secondo periodo del secondo comma.
I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati, d'intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra le due Camere, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti, in ordine all'esercizio della funzione legislativa.
I Presidenti possono deferire la decisione ad un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi Presidenti.
La decisione dei Presidenti o del comitato non è sindacabile in alcuna sede. I Presidenti delle Camere, d'intesa tra di loro, su proposta del comitato, stabiliscono sulla base di norme previste dai rispettivi regolamenti i criteri generali secondo i quali un disegno di legge non può contenere disposizioni relative a materie per cui si dovrebbero applicare procedimenti diversi".
Anche se qualcuno fosse riuscito a leggere per intero questo art. 70 della proposta, dubito che ne abbia compreso il contenuto normativo, di difficilissima interpretazione anche per gli esperti di diritto costituzionale. Il danno che una norma di questo tipo produce è duplice. Da un lato paralizza, o comunque rende lentissima e farraginosa, la procedura legislativa; dall'altro fa perdere alla Costituzione quella funzione pedagogica che essa esprime grazie a formulazioni semplici, di immediata comprensione e leggibilità, che devono consentire anche ai non addetti ai lavori di capire il significato di una norma costituzionale e di identificarsi con essa.
(da "No alla controriforma costituzionale del centro-destra", Pietro Ciarlo, professore di diritto costituzionale, Università degli Studi di Cagliari, www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/anticipazioni/controriforma_no/index.html
Posted by Admin at 21:25
31 Maggio 2006
Referendum - Le ragioni per dire no alla "porcata" bis
Poche settimane ci separano dal referendum. Il 25 e il 26 giugno si vota sulle modifiche costituzionali volute da Calderoli (già autore della "porcata", com'egli stesso definì la sua legge elettorale) e con lui da tutti i partiti del centrodestra. Dopo il deludente risultato delle amministrative, Berlusconi punta a un'ampia conferma della riforma Calderoli. Sarebbe la riprova che la risicata vittoria elettorale del centrosinistra del 9 aprile - come ossessivamente continua a ripetere - è inaccettabile.
Con una legge approvata in terza lettura dalla Camera dei Deputati il 20 ottobre 2005 e in quarta lettura dal Senato della Repubblica il 16 novembre 2005, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005, il Parlamento ha approvato una profonda riforma della Costituzione, la legge fondamentale della Repubblica Italiana che disciplina i principali diritti e doveri dei cittadini e le funzioni dei più importanti organi dello Stato (le Camere, il Presidente della Repubblica, il Governo, la Magistratura, gli Enti locali e la Corte Costituzionale). Le modifiche non sono ancora operative perché bisognerà attendere l'esito del referendum popolare che deciderà definitivamente se questa legge dovrà entrare in vigore (la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ha solo lo scopo di consentire la richiesta di referendum e infatti alla legge costituzionale non è stato ancora assegnato un numero). Non è la prima volta che il Parlamento apporta del le modifiche alla Costituzione, tuttavia, mentre i precedenti interventi riguardavano solo alcune disposizioni costituzionali, in questo caso la riforma interessa ben 50 articoli.
In particolare, sono stati completamente modificati i rapporti tra Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica, nonché quelli tra Stato ed Enti locali. Siamo in presenza di un completo stravolgimento delle regole che disciplinano i rapporti tra questi organi sin dall'entrata in vigore della nostra Costituzione, il 1° gennaio 1948.
Se la riforma sarà approvata dai cittadini, l'Italia non sarà più una Repubblica parlamentare, in cui cioè il Parlamento esprime il Governo e può costringerlo alle dimissioni votandogli contro. Secondo la legge di riforma, infatti, la vita politica ruoterà intorno alla figura del Primo Ministro, che potrà sostanzialmente imporre al Presidente della Repubblica lo scioglimento della Camera dei Deputati. Inoltre, l'introduzione di un'accentuata autonomia regionale in delicate materie quali la scuola e la sanità potrebbe minacciare i principi di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e di unità e indivisibilità della Nazione.
(estratto da "La nostra Costituzione", comitato milanese Salviamo la Costituzione)
Per più informazioni:www.referendumcostituzionale.org
Posted by Admin at 10:24
4 Maggio 2006
Sulla Costituzione, film e dibattiti
Giunge alla quinta edizione la rassegna cinematografica promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati e dal Comitato per lo Stato di diritto dedicata alla Costituzione, alla tutela dei diritti, alla giustizia. Quest’anno- scrivono - c’è un motivo in più per parlare della Costituzione della nostra Repubblica: siamo prossimi al referendum che stabilirà se essa dovrà cambiare definitivamente volto.
I film e le date previste sono “The corporation” di J. Abbott e M. Achbar (4 maggio); “Il cacciatore di teste” di C. Costa-Gavras (11 maggio ); “Quando sei nato non puoi più nasconderti” di M. T. Giordana (18 maggio); “All invisible children” di M. Charef, E. Kusturica, S. Lee, K. Lund, J. Scott, R. Scott, S. Veneruso, J. Woo (25 maggio); “Il sole sorge ancora” di A. Vergano (1 giugno ); “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di E. Petri (8 giugno). Il programma prevede una breve presentazione del film e un dibattito. Tutto al cinema Corallo di Carignano (Via Innocenzo IV, 13 r), ore 20.30, ingresso libero.
Le quattro edizioni precedenti hanno dimostrato ai promotori la possibilità concreta di stabilire con i cittadini un dialogo proficuo sui numerosi e gravi problemi della giustizia in Italia. La risposta è sempre stata positiva: grande partecipazione e consensi. Questo ciclo di film si chiuderà – scrivono ancora gli organizzatori - quando mancheranno pochissime settimane al referendum. Senza quorum e senza liste di partito, il voto di ciascun cittadino avrà davvero il peso di una singola scelta da protagonista sul futuro del nostro Paese e sull’eredità lasciataci dai nostri padri costituenti.
Posted by OLI at 09:46
25 Gennaio 2006
Difendere la Costituzione. Una firma contro il silenzio
E' in corso di svolgimento in tutta Italia la raccolta delle firme per sottoporre a referendum popolare la riforma della seconda parte della Costituzione, la famosa "devolution", come viene chiamata.
Meno noto è il fatto che, per un evidente deficit di informazione e mobilitazione, l'obiettivo minimo del mezzo milione di firme valide è ancora lontano.
Non è in gioco la celebrazione del referendum, visto che già ne hanno fatto domanda, secondo l'articolo 138 della Costituzione, un numero sufficiente di parlamentari e di consigli regionali.
Tuttavia sarebbe un segnale politicamente scoraggiante, per chi abbia a cuore la difesa dell'attuale Costituzione, l'eventuale notizia di un fallimento di questa campagna, decisa dal comitato nazionale Salviamo la Costituzione, presieduto dal sen. Scalfaro, per favorire la partecipazione e seminare consapevolezza fra i cittadini sui rischi di una pessima riforma, approvata a colpi di maggioranza dopo un indecoroso mercanteggiamento fra partiti.
Ecco perché occorre una svolta in questi ultimi giorni di raccolta, che sul piano operativo si conclude il 6 febbraio. E' davvero necessario l'impegno di ciascuno di noi.
In che modo? Se possibile, contribuendo a far uscire tavoli fino all'ultimo giorno utile e, comunque, diffondendo la notizia che, fino a fine gennaio, è possibile firmare anche nel proprio Comune di residenza.
Invita i tuoi corrispondenti a leggere questo articolo.
E, se non l'hai già fatto, corri a firmare!
(www.carovanaperlacostituzione.it)
Dove firmare per la Costituzione
Uffici centrali del Comune
Corso Torino 11 - 1° piano - sala 102 (da lunedì a giovedì 8.10-12.10/14.00-15.00, venerdì 8.10-13.00)
Via Garibaldi 9 -Palazzo Albini - 6° piano (da lunedì a giovedì 9.00-17.00, venerdì 9.00-14.00)
Piazza Santa Fede 6-7 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Via Sagrado 15 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Circoscrizioni
Centro Est. Via Garibaldi 9 - Palazzo Galliera piano terra (da lunedì a giovedì 9.00-12.00/14.00-16.30, venerdì 9.00-12.00)
Centro Ovest. Via Sampierdarena 34 (da lunedì a venerdì 8.30-12.30, martedì e giovedì 14.00-16.00)
Sampierdarena. Via Sampierdarena 34 (da lunedì a venerdì 8.10-13.00)
Bassa Valbisagno. Via Canevari 38 (da lunedì a giovedì 9.00-12.00/14.00-16.00, venerdì 9.00-12.00)
Valbisagno. Via Molassana 71 - 1° piano (da lunedì a giovedì 9.00-12.30/13.30-16.30, venerdì 9.00-14.00)
Molassana. Via Molassana 71 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Struppa. Via Buscaglia 6 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Valpolcevera. Passo Torbella 12 - 1° piano (da lunedì a giovedì 8.30-16.00, venerdì 8.30-13.30)
Rivarolo. Piazza Pallavicini 6/a (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Bolzaneto. Via Pastorino 8 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Pontedecimo. Via G. Poli 12 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Medio Ponente. Via Sestri 7 (da lunedì a giovedì 9.00-12.00/13.00-16.30, venerdì 9.00-13.30)
Sestri Ponente. Via Sestri 34 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Cornigliano. Giardini Melis 6 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Ponente. Piazza Gaggero 2 (da lunedì a giovedì 8.30-17.30, venerdì 8.30-13.30)
Voltri. Piazza Gaggero 2 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Pegli. Via Pallavicini 5 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Pra. Piazza Bignami 4 (da lunedì a venerdì 8.10-13.00, lunedì e mercoledì 14.00-16.30)
Medio Levante. Via Mascherpa 34 rosso (da lunedì a venerdì 9.30-12.00)
Levante. Via G. Maggio 27 (lunedì-mercoledì-venerdì 9.00-12.00)
Nervi. Piazza Duca degli Abruzzi 6 (da lunedì a sabato 8.10-13.00)
Altri punti di raccolta
Genova
Comitato per lo Stato di Diritto. via XX Settembre, ang. via Ceccardi (da lunedì a venerdì, ore 16.00-19.00)
Recco
29 gennaio raccolta firme a Passo Assereto (davanti bar Perla) e via IV novembre (davanti sup. diperdì).
La Spezia
Tutti i martedì banchetto presso il mercato in località Mazzetta, dalle 9 alle 13.
Tutti i venerdì banchetto in Corso Cavour angolo viale Garibaldi, dalle 9 alle 19.
Imperia 25 gennaio tavolo a Porto Maurizio dalle 10 alle 13 in via XX Settembre
Posted by OLI at 12:53 | Comments (0)
21 Dicembre 2005
Referendum - Vogliono scipparci la Costituzione
Qualcuno ha storto il naso e non poteva essere altrimenti. Siamo a Genova, nel santuario della legalità, il Palazzo di Giustizia. Ma la raccolta di firme per proporre il referendum abrogativo della riforma costituzionale, approvata da un mese, è comunque partita, grazie al Comitato per lo Stato di diritto. La raccolta soddisfa due esigenze: fornire un servizio pubblico, anche informativo, alla cittadinanza e dare il senso di emergenza democratica generato dalla modifica, in un sol colpo, di 53 articoli della nostra legge fondamentale.
Quale evento per un paese si può, infatti, immaginare più straordinario di una riforma che stravolge l'assetto sostanziale delle regole istituzionali e l'equilibrio del sistema con un voto di maggioranza (indifferente persino alla contrarietà di alcuni tra i suoi più autorevoli esponenti, come il sen. Fisichella e l'on. Tabacci), che smarrisce lo spirito di coesione sociale della Costituzione, a favore d'una logica di conflitto e contrapposizione, che, ciò malgrado, sopravvive sulle prime pagine solo per un giorno, che viene dibattuto soltanto per l'aspetto relativo alla devolution, nell'oblio relativo agli altri gravi guasti che la riforma provocherà? L'interrogativo è retorico, ma la grandezza dell'evento giustifica la retorica, oltre che la fermezza nella difesa dei valori fondanti di questo paese.
Perciò gli avvocati, i magistrati, i cancellieri del Comitato per lo Stato di diritto, grazie anche alla disponibilità di alcuni notai in funzione di certificatori, hanno allestito nell'atrio del Palazzo di Giustizia il banco per raccogliere le firme di presentazione del referendum. Fino a metà febbraio, sarà presente ogni settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.
E' un'iniziativa unica, come unico è il momento che il paese sta affrontando. I tanti cittadini (quasi mille), finora venuti a firmare, non hanno colorazione politica: abbiamo visto numerosi professionisti, molti dipendenti del Palazzo e diverse persone partite apposta da Nervi o Voltri per dire "NO" a questa riforma. Sarà forse per ciò che ora nessuno più storce il naso.
(Marcello Basilico, magistrato)
Posted by OLI at 11:20 | Comments (0)
14 Luglio 2005
Dopo referendum. Il passo del gambero
3 luglio 2005
Il Vaticano chiama Gasparri
All’assemblea nazionale di AN fanno capolino anche la 194 e il Vaticano. Durante il referendum, le gerarchie ecclesiastiche telefonarono a Gasparri per invitarlo a non rimettere subito in discussione l’aborto.
A raccontare l’episodio è lo stesso Gasparri: «Mi hanno chiamato dal Vaticano dopo che avevo sostenuto che la 194 è modificabile – ha ricordato – e mi hanno detto: “una cosa alla volta” »
(La Repubblica)
28 gennaio 1948
I doveri del cristiano e le elezioni
1. Ogni elettore ed elettrice ha stretto e grave obbligo di andare a votare.
2. Gli elettori, uomini e donne, devono votare per quei candidati che, pur procurando tutti i veri interessi del popolo Italiano, sapranno anche difendere i diritti di Dio, della Chiesa, della famiglia cristiana.
3. Gli elettori che danno il proprio voto a partiti che professano dottrine contrarie alla Fede cattolica, commettono peccato mortale.NB: I nemici della nostra santa religione oltre a tutto vorrebbero:
a) togliere dalle scuole l’insegnamento religioso;
b) privare il Matrimonio religioso degli effetti civili;
c) introdurre in Italia il divorzio.
(Gli arcivescovi e vescovi della Regione Toscana)
Posted by OLI1 at 16:15 | Comments (0)
9 Giugno 2005
Referendum/1. La gelida intransigenza dei signor "astengo"
Li ho incontrati. I Signori “Astengo”. Non pensavo in questa fase referendaria di individuarne il genotipo. Incrociavo più facilmente cittadini colti dall’incertezza, dalla disinformazione, dal non saper che dire, e infine dal “perché proprio io? Ma che c’entro?!”. L’astensione diventava conseguenza, non lucido calcolo per evitare il quorum.
I Signori “Astengo” invece sono lapidari. Mi guardano schifati in una situazione campestre. Sfiorano con gli occhi i nipoti che corrono sull’erba temendo che li contamini, e all’osservazione ironica che il primo esempio di fecondazione eterologa è stato quello della Vergine, alzano il tono di voce dicendo che “non tollerano certe insinuazioni!”.
I Signori “Astengo” non vogliono il confronto, hanno un pacchettino di frasi in tasca: “è una legge nazista… torniamo agli esperimenti dei campi di concentramento!”, “la scienza deve avere dei limiti”, “ci sono parlamentari che abbiamo votato che ci rappresentano e sono loro a decidere per i cittadini…”. I Signori “Astengo” dicono “che è incomprensibile questo referendum” e che continuando così “butteremo i bambini dalle rupe Tarpea”, che “l’unica speranza è che non si raggiunga il quorum, per quelle poverette massacrate dalla fecondazione!”.
Mi permetto di sussurrare sulle malattie genetiche, di bisbigliare dei viaggi all’estero delle coppie sterili e infine con un po’ slancio oso: “anche per il divorzio dicevano che era un male! Vedete, così non è stato!”. La Signora Astengo mi guarda severa negli occhi: “Il divorzio?! Un male! Certo che è stato un male! Ma non si rende conto!? Siamo in una società con famiglie distrutte dal divorzio, totalmente allo sfascio!”.I Signori “Astengo” hanno un programma di vita. E purtroppo non riguarda loro due soltanto.
(Giulia Parodi)
Posted by OLI2 at 02:29 | Comments (0)
Referendum/2. La disparità Rai tra si e no
Il TG2 delle 20.30 (2 giugno) informa sulla manifestazione dei radicali a Roma. Battaglia di numeri e, conseguentemente, di quorum. Il ministro Pisanu rassicura: anche gli italiani all’estero potranno votare per il referendum, “E i 9000 soldati?” si domanda Coscioni, loro, voteranno?
Botta e risposta? No. L’unica voce, in diretta, è quella di un’esponente del “Comitato per la vita” che, rassicurati i cittadini sulla bontà della legge 40, invita a non andare a votare. Segue Vasco in concerto, che – dice il giornalista - si è schierato per il sì e, in perfetta dis-par condicio, un altro parere a favore del “no”, quello della scrittrice Susanna Tamaro
Secondo voi, gli indecisi, i male informati, a chi avranno “dato fiducia”, agli sparuti radicali, ripresi a tutto campo o alle facce, in primo piano, suadenti, del ministro e della signora dalla chioma grigia? E quale peso potrà avere Vasco Rossi, se i pochi secondi trasmessi sono quelli di un suo concerto?
(Tania Del Sordo)
Posted by OLI2 at 02:26 | Comments (0)
Referendum/3. Google nella rete confessionale
Incrocio per la seconda o terza volta lo spot televisivo del governo che informa su uno dei quesiti referendari della legge 40. Si tratta di quello relativo alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, e per la seconda o terza volta resto perplessa.
Mi pare che tutto quel fluire di liquidi azzurri e rosa, di forme che si compongono e scompongono, di scritte che si formano e si dissolvono mentre un voce di sottofondo parla di embrioni e cellule staminali comunichi che il referendum riguarda qualcosa di molto astratto e misterioso, difficilissimo da capire a fondo, ricerche non si sa bene finalizzate a cosa, roba da scienziati da cui è meglio stare alla larga.
In realtà sappiamo che questo quesito referendario riguarda in modo anche troppo diretto migliaia di persone malate - o che si ammaleranno - di patologie che possono trovare una speranza di soluzione proprio e specificamente in quel tipo di ricerca. Ma questo non viene detto. I termini Parkinson, Alzheimer, diabete non vengono pronunciati.
Penso che sia un dovere della informazione pubblica fornire a chi vota gli elementi per essere pienamente consapevole con chiarezza e concretezza delle conseguenze dei si e dei no che andrà a pronunciare, e penso che quello spot faccia tutt’altro. Così decido di approfondire un po’ la questione e tento una ricerca su internet per vedere se mi riesce di trovare da qualche parte anche gli spots sugli altri quesiti referendari.
Mi affido così a Google e digito speranzosamente “Legge 40 spots televisione”. Non trovo quello che cerco, in compenso faccio un interessante incontro: accanto alla solita sequenza di 10 links nella pagina, mi ritrovo sulla destra dello schermo la seguente finestra:
Collegamenti Sponsorizzati
Non votare il referendum
Difendi la legge 40. La vita
non può essere messa ai voti
www.comitatoscienzaevita.it
In rete, ed anche su Google, i collegamenti sponsorizzati non sono una novità, ma trovo impropria l’intrusione, mentre lavoro, di una pubblicità a pagamento su un tema che dovrebbe riguardare la coscienza civica, morale, e il pensiero. Prendo atto che il mio territorio ha subito un altro attacco, e me ne sento offesa. Ho torto?
(Paola Pierantoni)
Posted by OLI2 at 02:24 | Comments (0)
3 Giugno 2005
Referendum/1. L'alibi della complessità promuove l'ignoranza
Potete sottoporre per posta elettronica i quesiti referendari a una prova di leggibilità secondo l’indice Gulpease (www.eulogos.net/it/censor). Troverete che i risultati, per tutti i quattro quesiti, sono simili: l’indice oscilla tra 35 e 40. Significa che in quanto a leggibilità, i quesiti sono difficili per chi ha il diploma superiore, molto difficili per chi ha la licenza media, e quasi incomprensibili per chi ha soltanto la licenza elementare.
Inoltre, più del 30% delle parole utilizzate per formularli (invasività, impeditive, eterologa, crioconservazione e tante altre) non si trovano nel Vocabolario di Base della lingua italiana di Tullio De Mauro che rappresenta quella parte della lingua italiana usata e compresa dalla maggior parte degli italiani.
Se aggiungete che i problemi sollevati riguardano temi come scienza, religione, etica, libertà, diritti, embrioni, può sorgere legittimamente il dubbio che il tutto è troppo complesso, che è al di là della soglia di una ragionevole comprensione, che è meglio non andare a votare. E’ proprio questo il programma del cardinale Ruini per far fallire il referendum; e ancora una volta l’Assemblea della Cei del 30 maggio, con il sostegno esplicito di Papa Ratzinger, conferma che l’astensione è un no “all’uso dello strumento referendario in una materia complessa e delicata”. Di fronte a problemi complessi che solo in Italia riguardano le sofferenze di centinaia di migliaia di persone si invita all’astensione, all’ignoranza. E’ questo il magistero della Chiesa?
Si può replicare che “le questioni importanti e controverse sono sempre complesse, e il referendum è la soluzione più adeguata quando c’è il rischio che una decisione presa nelle sedi ‘adeguate’ non coincida con quella della maggioranza dei cittadini” (D. Marchetti, presidente di Famiglie Atrofie muscolare spinale, Repubblica 25 maggio). Com’è successo, appunto, con la legge 40, approvata da una maggioranza arroccata nella difesa di una “cattiva legge cattiva” che ha respinto sistematicamente tutti gli emendamenti dell’opposizione. E che ora, con i referendum, si cerca semplicemente di migliorare.
(Oscar Itzcovich)
Posted by OLI2 at 08:07 | Comments (0)
Referendum/2. Prove di stato autoritario
E’ vero che le questioni poste dal referendum sono complesse e delicate. Ma a questo punto, e grazie al dibattito promosso da pochi mezzi di informazione e da molte associazioni veicolate soprattutto da Internet, i suoi termini sono chiari e documentati. Ne segnaliamo solo alcuni. Eminenti esponenti della comunità medica e scientifica hanno più volte e in più sedi dimostrato che la legge 40:
proibisce la ricerca scientifica sulle cellule staminali, ossia la strada finora più promettente per la sconfitta di malattie gravissime come il morbo di Parkinson e quello di Alzhaimer, il cancro, il diabete, la sclerosi;
toglie il diritto alle coppie di cittadini che sono sterili o che hanno malattie ereditarie di avere figli sicuramente sani;
obbliga a fecondare un numero massimo di tre ovuli e ne impone l’impianto, e vietando di congelare altri embrioni (embrioni soprannumerari), in caso di insuccesso dell’impianto, si obbliga la donna a sottoporsi a una nuova, difficile e dolorosa trafila per ottenere altri embrioni;
impedisce di controllare se gli embrioni impiantati sono sani o malati. Tanto la donna potrà poi abortire. Cosa peraltro non proprio scontata: con una legge che tutela più l’embrione che il feto, un eventuale fallimento dei referendum aprirebbe la strada a un attacco radicale alle norme sull’aborto (dichiarazioni del ministro Gasparri, 25 maggio);
impone infine un’etica per cui il concepito è già persona con gli stessi diritti e la stessa tutela giuridica della madre.
In nome dei malati, in nome delle coppie sterili, in nome di tutte le donne, viste ancora come semplici soggetti passivi, la chiesa cattolica vuole imporre un suo particolare punto di vista.
“Oggi ci troviamo su un crinale molto sottile, in bilico tra Stato democratico e Stato etico, tra libertà e autoritarismo. Per uscire da questa difficile situazione non ci si può più affidare alla sola libertà di coscienza dei parlamentari”, scrive Stefano Rodotà (la Repubblica, 28 maggio). Ecco un’altra sostanziale ragione per partecipare ai referendum.
(Oscar Itzcovich)
Posted by OLI2 at 08:05 | Comments (0)
Referendum 3

Esempio di propaganda astensionista (dal sito del Comitato per la legge 40, http://www.comitatoscienzaevita.it): proprio vero che il buon gusto non è di tutti.
Posted by OLI2 at 08:03 | Comments (0)
26 Maggio 2005
Referendum/1. Fermare la ricerca sui peggiori mali?
“Sta male”, risponde semplicemente il prof. Lucio Luzzato a chi gli domanda qual è lo stato della ricerca in Italia, tema di un confrontro organizzato il 13 maggio dal Comitato genovese per il Sì ai 4 referendum. E’ un incontro con illustri ospiti, scienziati e docenti dell’Università di Genova. Interventi chiari e alti che contrastano con le intimidazioni dottrinali e le ruvide polemiche che confondono ancor di più e scoraggiano i cittadini a esprimersi liberamente nei referendum.
La libertà di ricerca scientifica è posta dal primo quesito del referendum. Chiede di abrogare le parti della legge 40 che vietano l’utilizzo delle cellule staminali embrionali a fini di ricerca. Si tratta di eliminare gli ostacoli che impediscono a milioni di persone, afflitte di malattie che vanno dall’Alzheimer al Parkinson e al cancro, di trarre giovamento da cure basate sulle cellule staminali embrionali.
Quelli che si oppongono all’abrogazione di questo divieto, sostengono che l’embrione è già persona, titolare di diritti, e che la sperimentazione può essere ugualmente condotta con cellule staminali adulte (tratte dal cordone ombelicale o da altri tessuti del corpo) e si rifiutano di riconoscere il fatto che molte ricerche hanno già dimostrato che le staminali dei diversi organi non sono così potenti e promettenti come le embrionali.
Nessuna nega che la ricerca sugli embrioni solleva problemi molto delicati, ma, come dice giustamente Giovanni Berlinguer (l’Unità, 16 maggio), “se non verrà attenuato il rumore di fondo, cioè l'inquinamento acustico che rischia di confondere l'opinione pubblica... risulterà arduo per i cittadini distinguere il filo conduttore dei molti problemi che sono sottesi alla scelta referendaria: la scienza e l'etica, la libertà e i diritti, l'embrione e la persona, la legge e la religione, la donazione e i rapporti fra generi”.
Proprio per queste considerazioni il comitato referendario chiede che si utilizzino gli embrioni già esistenti che altrimenti verrebbero comunque distrutti. Non che se ne creino altri. In Italia esistono 30 mila embrioni congelati che potrebbero fornire le cellule staminali embrionali per la ricerca su quelle malattie. Altrimenti si persisterà nella paradossale situazione per cui nell'ordinamento giuridico italiano l'embrione in uno stadio precedente a quello dell'impianto nell'utero materno, secondo la legge 40/2004 è più tutelato del feto, secondo la legge 194/1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Pare pure riduttivo, come dice Emma Bonino, che il referendum debba essere meccanicamente ricondotto a “una battaglia tra laici e cattolici”. Per il filosofo cattolico prof. Evandro Agazzi, per esempio (il Sole-24 Ore, 6 febbraio, 6 e 13 marzo, 8 maggio 2005) appare moralmente lecito utilizzare i pre-embrioni come fonte di cellule staminali e in genere a fini di ricerca scientifica
In un’intervista per l’Espresso (29 aprile) a proposito del referendum, il Nobel prof. Dulbecco, guarda quello che succede in Italia con un misto di incredulità e sconforto: “No, gli scienziati proprio non capiscono perché, per legge, da un lato si impedisca loro di cercare terapie per i peggiori mali; e, dall'altro, si proibisca di usare quanto hanno scoperto sino a oggi per prevenire la nascita di bambini malformati destinati a una vita di sofferenze, come fa questa legge con lo stigma sulla diagnosi prenatale”. E aggiunge: “E’ umiliante per la medicina”.
La scienza in Italia sta proprio male.
(Oscar Itzcovich)
Posted by OLI2 at 23:59 | Comments (0)
Referendum/2. Legami di idee non di sangue
L’attuale legge 40 stabilisce che “è vietato il ricorso a tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo” e che tale ricorso è consentito “solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere le cause impeditive della procreazione”. Le possibilità della scienza e della tecnica siano quindi gestite in famiglia, e sotto stretta sorveglianza.
Dunque modernità (della tecnica) ed oscurantismo (del pensiero) strettamente a braccetto per impedire l’attuarsi dell’inquietante scenario di una coppia che, così come adotterebbe un bambino (personaggio profondamente eterologo), decide invece di fabbricarselo, almeno in parte, in proprio, così che la donna possa vivere l’esperienza non sostituibile della gravidanza (del figlio che cresce in sé) e del parto (del figlio che esce da sé e diventa una persona separata e distinta).
Oscurantismo e maniacale volontà di controllo: anche nel caso di fecondazione rigorosamente “omologa” la cosa non è mica semplice: bisogna infatti dare prova provata che in altro modo proprio non ce la facciamo, e metterci a disposizione per tutte le verifiche del caso, così che lo Stato possa toccare con mano che la nostra sterilità è dovuta a “cause accertate e documentate da atto medico”, oppure che sia qualcosa di “inspiegato” ma comunque certificato dal medico, con tanto di timbro. Non sia mai che questo nostro non avere figli possa essere dovuto a fatti più intimi e privati di cui non abbiamo voglia di parlare.
E se invece pensassimo che è davvero bella (una volta tanto) una scienza che ci apre un orizzonte in cui i legami di amore non passano necessariamente attraverso i legami di sangue? Che quello che dobbiamo trasmettere non è necessariamente il nostro DNA, ma le nostre idee, le nostre emozioni, i nostri ricordi? Che se è certamente bellissimo, irresistibile il gioco della ricerca delle somiglianze in un bambino che nasce e che cresce, può essere bellissimo, irresistibile il gioco della scoperta delle differenze? Un bimbo “eterologo” non ci darà forse la gratificazione (importantissima, difficilmente rinunciabile) del rispecchiamento nel figlio, ma potrà forse aiutarci a vederlo come una persona distinta da noi, e a lasciarlo più libero di sé: il contrario del claustrofobico sogno della clonazione.
Ciascuno di noi vive solo una parzialissima esperienza di vita. Questa volta la scienza apre una possibilità in più. Votiamo sì. Quattro volte sì.
(Paola Pierantoni)
Posted by OLI2 at 23:59 | Comments (0)
19 Maggio 2005
Referendum/1. Per saperne di più l'informazione in rete
Il referendum abrogativo del 12-13 Giugno si fa sempre più vicino e l’informazione continua a latitare, dalla carta stampata ai palinsesti televisivi. Che soluzione rimane a chi voglia arrivare con consapevolezza al voto? All’uniforme silenzio dei media tradizionali corrisponde un’offerta ampia e vivace di voci dalla rete.
Il sito del governo fornisce una essenziale informazione di base (i testi dei quesiti, le norme ed i decreti citati, alcuni dossier su clonazione e fecondazione assistita) www.governo.it/GovernoInforma/ Dossier/ procreazione_referendum/ . Inutili i collegamenti attivi coi Ministeri della Salute e delle Pari opportunità: mentre sul primo l’argomento non compare affatto, sul secondo l’intervento più recente è una dichiarazione del ministro Prestigiacomo datato Gennaio 2005.
Navigando in fonti meno ufficiali, ci si imbatte nel sito ufficiale della campagna per il sì, www.comitatoreferendum.it, oppure nel sito www.grazieallavita.org rivolto ai cattolici intenzionati a votare sì. Ancora per i cattolici, il gruppo che si riconosce in www.adista.it ha lanciato, contro la politica astensionista della Cei, un “appello per il rispetto della sacralità della coscienza in occasione del referendum”, già sottoscritto da numerosi religiosi. Il sito dei radicali italiani www.4si.it è ospitato da www.lucacoscioni.it, sito dell’associazione per la libertà di ricerca scientifica “Luca Coscioni”. Oltre a riportare notizie costantemente aggiornate, permette un dibattito nella “blogosfera”, cioè riunisce tutti gli interventi relativi al referendum editi sui blog registrati.
Accesa anche la presenza degli astensionisti, i cui principali riferimenti sono www.referendumfecondazione.it , che elenca i più importanti siti per il non-voto, oppure www.comitatoscienzaevita.it . Non ultimo www.korazym.org, portale cattolico per i giovani, in cui si legge una spaesante affermazione: “C’è poco da scrivere; votare i prossimi 12 e 13 giugno non è un dovere, non è un obbligo. E’ una scelta, una possibilità, garantita e anzi prevista dalla stessa Costituzione. Certo, cercano in tutti i modi di non renderlo noto, cercano di confondere le acque, inventandosi un “dovere di voto” semplicemente inesistente. In un referendum tutto questo non esiste, non è in ballo. Niente di importantissimo, dunque; niente che abbia a che fare con l’organizzazione stessa di una società”.
Per un referendum incentrato sulla libertà della ricerca scientifica e sui diritti della donna, ci si chiede che significato possa avere la litote “non importantissimo”: vuol dire relativamente trascurabile? Importante ma non tanto? Importante ma non per molti?
L’informazione pulsante in rete stride col silenzio degli altri mezzi di comunicazione. Un commento tra i tanti, in proposito: “E’ la dimostrazione che il nostro sistema radiotelevisivo è marcio. In assenza di un dibattito sulle reti televisivi che fanno autocensura e sono controllate dai soliti pochi che guardano più all'audience che al tema, impazza il dibattito nei luoghi liberi da censura ed interessi economici” (http://www.lucacoscioni.it/node/ 3555#comment-2180).
(Eleana Marullo)
Posted by OLI2 at 20:50 | Comments (0)
Referendum/2. Andare in paradiso non è un obbligo
“E’ una malattia genetica, capite? Non avete nessuna colpa e non potete farci nulla.” Il medico concluse che la sopravvivenza media delle persone affette da quella malattia era di trent’anni. Nel corso della vita Annie sarebbe arrivata sino a quaranta. La notizia era meno brutta di quanto ci aspettassimo. Ma solo quarant’anni. Non era quello che avremmo voluto sentirci dire.
Un terapista spiegò che avrebbero dovuto fare una terapia toracica manuale almeno due volte al giorno; per periodi di mezz’ora avrebbero dovuto percuotere il torace della figlia con la mano a coppa in 14 punti precisi situati sul petto, sulla schiena e sui fianchi, per sciogliere le secrezioni dense e aiutarla ad espellerle tossendo. (Internazionale N. 587)
Da dove proviene la legge quaranta? Di chi è figlia? C’è un luogo dove possiamo immaginarla? Il primo embrione di questa legge dove è stato fecondato? Sono credibili tutti questi parlamentari che hanno votato a favore della vita? Se sono credibili perché hanno brillato per la loro assenza nelle manifestazioni per la pace? Chi li ha mandati?
La legge quaranta è figlia di quelli che vedono nel castigo, nel dolore, nella sofferenza l’unico modo per conquistarsi il paradiso. Loro non si accontentato di soffrire in solitudine, vogliono un paradiso comunitario, garantito a tutta la società civile. Sono coloro che si guardano dal divulgare gli anticoncezionali nei paesi del terzo mondo. Dicono sì all’aids universale. Sono quelli della vita costi quel che costi, della vita per il paradiso, certamente non terrestre. Sono quelli che se hai un figlio malato di fibrosi cistica è una benedizione del Signore e lo devi ringraziare perché ti ha scelto. Sono quelli del no alla ricerca scientifica, che vedono nella donna un mezzo, mai un fine. Quelli che guardano l’embrione come fosse un osso di santo e la donna la bacheca che lo contiene. Sono sempre i soliti. Per questo il 12 e il 13 giugno bisogna rispondere loro quattro volte sì.
(Giulia Parodi)
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12 Maggio 2005
Referendum. Scandalo è il silenzio non la copertina
Non è in discussione il diritto di esortare i propri fedeli ad adeguarsi alla dottrina, ma la presa di posizione del cardinale Ruini, presidente della Cei, di schierare ufficialmente la chiesa cattolica con l’astensione al voto e far fallire la consultazione, in aperta violazione del Concordato Lateranense, è stata da molti e non a torto considerata uno scandalo.
Da allora, una serie di scandali costella la campagna referendaria per l’abrogazione di alcune parti della legge 40 sulla fecondazione assistita. Tra questi c’è anche quello che riguarda il mondo dell’informazione.
L’ultimo scandalo sarebbe la copertina dell’ultimo numero di “Diario”, il settimanale diretto da Enrico Deaglio, che raffigura una Madonna con la scritta “Fecondazione eterologa? Maria disse sì”. All’interno la questione referendaria è discussa ampiamente con contributi di scienziati, storici, giuristi, filosofi, teologi e psicologi. Ma non importa: il mondo politico è in subbuglio perché la copertina sarebbe offensiva del sentimento religioso. Nel centrodestra si dice che la copertina è blasfema e si chiede perfino l’intervento della magistratura. Rosy Bindi della Margherita invita “a usare toni seri su problemi seri che rischiano di dividere il paese” (Corriere della sera, 7 maggio). Ma forse sarebbe stato più serio da parte di molti componenti dell’opposizione non aver contribuito ad approvare, nel febbraio del 2004, la legge n. 40 che ha diviso il paese e che ha portato inevitabilmente ai referendum.
“Una polemica così– ha commentato stupito Deaglio – non me l’aspettavo. La nostra copertina è stata solo un’amorevole provocazione. C’è ammirazione per quella famiglia così straordinaria. Abbiamo solo applicato a un caso concreto, avvenuto nel passato, parole attuali. Perché il concepimento di Gesù è il primo caso di fecondazione eterologa”. Fecondazione eterologa è un’espressione scientifica usata per indicare che il seme è fornito da un donatore ignoto. In questo caso può suonare certo irriverente, ma dov’è lo scandalo?
Lo scandalo - dice giustamente Barbara Pollastrini (coordinatrice donne, segreteria nazionale Ds,) - non è “Diario”, ma l’oscuramento dell’informazione televisiva sul referendum. Anche Rai e Mediaset, denuncia Giuseppe Giulietti (Ds, commissione bicamerale di sorveglianza sui servizi radiotelevisivi), fanno parte di questa singolare campagna referendaria non dedicando spazi sufficienti ai referendum (L’Unità, 6 maggio).
Da un recente sondaggio realizzato dalla Swg per L’Espresso” emerge che il raggiungimento del quorum referendario dipende soprattutto dal 31% di cittadini che ancora non sanno se andranno o no a votare. Cosa che dipende, a sua volta, dal fatto che non conoscono bene o semplicemente ignorano la materia sulla quali sono chiamati a esprimersi.
Gli sforzi per far mancare il quorum sono rivolti soprattutto a questa vasta area di incerti e di non informati. Almeno dalla Rai, in quanto servizio pubblico per cui paghiamo un canone, si deve esigere più informazione.
(Oscar Itzcovich)
Posted by OLI2 at 09:58 | Comments (0)