{"id":1025,"date":"2007-01-05T16:25:12","date_gmt":"2007-01-05T16:25:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1025"},"modified":"2007-01-05T16:25:12","modified_gmt":"2007-01-05T16:25:12","slug":"informazione-free-service-per-fare-giornali-senzanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1025","title":{"rendered":"<em>Informazione <\/em>&#8211; Free-service per fare giornali senz&#8217;anima"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/informaziones.jpg\" alt=\"\" height=\"150\" width=\"150\" align=\"left\" hspace=\"5\">Il nodo pi\u00f9 stretto, finora inestricabile, del garbuglio giornalisti-editori, protagonisti di una vertenza senza fine, \u00e8 lo stesso che sta soffocando l&#8217;informazione. Si chiama dipendenza dal potere economico-politico e dai suoi strumenti di condizionamento, di cui la pubblicit\u00e0, palese o occulta, \u00e8 solo uno dei tanti. Per capire qualcosa di pi\u00f9 su quanto sta succedendo nei giornali basta guardare -non subire &#8211; la Tv: a cominciare dai suoi Tg, vero capolavoro di reticenza, elusione, censura-autocensura, sudditanza verso chi conta.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNon \u00e8 certo un caso (come nota giustamente Marco Travaglio nel suo ultimo istruttivo libro, La scomparsa dei fatti, il Saggiatore, Milano) se le notizie scomode escono sempre prima sui giornali, quelli stampati, e solo a distanza di tempo, se proprio diventa imbarazzante continuare a tacerle, vengono riprese i n Tv. E&#8217; proprio questa &#8220;anomalia&#8221; -ovvero la fastidiosa autonomia del giornalismo investigativo e di analisi, la sua capacit\u00e0 prima di scovare i fatti nascosti e poi di spiegarli &#8211; che si vuole correggere, per non dire sopprimere.<br \/>\nIl modello di informazione che piace a gran parte degli editori \u00e8 quello della free-press, termine ingannevole fin dalla definizione del genere perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla di meno libero di un foglio che dipende dai grandi collettori di pubblicit\u00e0 ed \u00e8 costituito da una sequela di dispacci senza qualit\u00e0, notizie usa e getta, apparentemente neutre, prive di qualsiasi elemento, tanto meno di scrittura, per aiutarne la comprensione al di l\u00e0 dell&#8217;impatto emotivo (di qui la predilezione per gli effettacci di cronaca). Ai manager che sempre pi\u00f9 numerosi sbarcano nell&#8217;editoria quotidiana dopo essersi fatti le ossa e la mentalit\u00e0 nell&#8217;industria delle scatolette o nella vendita di auto, suonano come barzellette i principi costituzionali sulla libert\u00e0 di stampa, diritto che tutela chi scrive ma soprattutto chi legge i giornali.<br \/>\nOra quei teo-con sono passati alle vie di fatto: basta con le garanzie contrattuali, grazie alle quali i professionisti dell&#8217;informazione fanno del loro meglio per creare grane (con banchieri come Fazio e Fiorani, con riveriti imprenditori quali Tanzi e Cragnotti, con abili finanzieri tipo Ricucci e Consorte), oppure per sollevare scandali che hanno fatto rotolare teste del calibro di Previti, braccio destro del Cavaliere, o tagliare il potente &#8220;orecchio&#8221; del Sid, quel tale Pompa che gestiva anche un supermarket dello spionaggio ad uso privato. Fine di queste &#8220;libert\u00e0&#8221;, di queste licenze. Redazioni, ancor meglio &#8220;service&#8221; (agenzie di appalto lavori), con precari e giornalisti, o aspiranti tali, intimiditi, privi di garanzie, esposti a qualsiasi pressione o minaccia, sono l&#8217;ideale per una free-press che non crei pi\u00f9 problemi, ma assicuri solo un veicolo da riempire di pubblicit\u00e0. E i lettori? Parco buoi, secondo gli strateghi dei giornali senza corpo n\u00e9 anima.<br \/>\n<em>(Camillo Arcuri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nodo pi\u00f9 stretto, finora inestricabile, del garbuglio giornalisti-editori, protagonisti di una vertenza senza fine, \u00e8 lo stesso che sta soffocando l&#8217;informazione. Si chiama dipendenza dal potere economico-politico e dai suoi strumenti di condizionamento, di cui la pubblicit\u00e0, palese o occulta, \u00e8 solo uno dei tanti. 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