{"id":1055,"date":"2007-01-31T12:56:09","date_gmt":"2007-01-31T12:56:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1055"},"modified":"2007-01-31T12:56:09","modified_gmt":"2007-01-31T12:56:09","slug":"ricerca-civile-cominciare-dal-senso-del-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1055","title":{"rendered":"<em>Ricerca civile<\/em> &#8211; Cominciare dal senso del bene comune"},"content":{"rendered":"<p>Non par vero che si possa parlare di politica a Genova. Non par vero che si riesca a farlo senza depliant che promuovono il tale, senza apparato, facce, giornalisti, cameraman. Ma succede nella nostra citt\u00e0 per il secondo anno. La scelta \u00e8 quella di tornare a dare un senso alle parole, come fossero scheletro sul quale immaginare un corpo di societ\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl secondo ciclo di &#8220;Sette lezioni per una scuola di ricerca civile &#8211; Parole per la citt\u00e0&#8221;, si \u00e8 aperto il 25 gennaio a Palazzo Ducale con la lezione di don Antonio Balletto. Tra gli anziani in sala, molti sono rimasti in piedi, decorosamente appoggiati ai muri. E se la speranza di un cambiamento avesse uno spazio, la troveresti l\u00ec, nella Sala del Minor Consiglio tra queste persone che del nuovo hanno sete. Parlano piano, prima che si cominci, tengono le mani sulle ginocchia, hanno i segni riconoscibili di un&#8217;appartenenza, che non \u00e8 solo rango. Ma \u00e8 passato che traspare. Pazienza dell&#8217;et\u00e0. Alcuni di loro sono ricchi. Di classe, di gusto, di idee. Di censo. La loro esasperazione \u00e8 inespressa, consegnata all&#8217;ascolto, perch\u00e9 solo attraverso l&#8217;ascolto viene consolata.<br \/>\nLuca Borzani traccia una sintesi dell&#8217;iniziativa &#8211; nata &#8220;dal desiderio di provare a ridare un senso alle parole&#8221; partendo dal significato di &#8220;bene comune&#8221;. Ricorda l&#8217;importanza della memoria collettiva e della persona intesa come fine, e non mezzo. Lo scopo qui &#8220;\u00e8 porre degli interrogativi. Non dare delle risposte.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sto ritirato\u2026&#8221;, spiega don Balletto, &#8220;faccio il mio cammino di vecchio e loro mi trascinano\u2026&#8221;. Ma sa bene di essere lui a trascinare i presenti. Che sogneranno per pi\u00f9 di un&#8217;ora il suo sogno di societ\u00e0. Parla della sua passione per la teologia e della necessit\u00e0 che i &#8220;teologi di oggi&#8221; ricomincino a rioccuparsi della citt\u00e0 degli uomini. Emerge una visione da uomo di chiesa in antitesi a quella attuale: &#8220;quando i preti comandano su tutto e su tutti non andiamo bene&#8221;; e una visione della laicit\u00e0 come &#8220;grande valore perch\u00e9 fa rispettare le leggi fondamentali&#8221; degli uomini. Da qui il bisogno di &#8220;un&#8217;etica dove si rispettino esigenze e interessi di tutti nell&#8217;equit\u00e0 e nella giustizia\u2026Furbetti e furbastri non costruiranno il bene comune che deve poter conciliare tutti i beni comuni&#8221;. Lavoro, salute, impegno, giovani sono i tasselli di un equilibrio perfetto nel quale non c&#8217;\u00e8 spazio per la continua lotta tra mondo laico e mondo ecclesiastico, tanto meno per un&#8217;egemonia &#8220;del mond o culturale che dimentica sorriso e pianto della gente&#8221;, e per &#8220;avventurieri della politica in lotta per meschine vittorie e per meschini predomini&#8221;. Bisogna andare alla ricerca di tracce, fare e rifare la storia. &#8220;Il bene comune \u00e8 essere l&#8217;uno all&#8217;altro. Guardarlo in viso e rispettarlo e farmi aiutare e aiutare gli altri. Il bene comune \u00e8 un rapporto&#8221;.<br \/>\nIn un&#8217;ora gli attori di questa societ\u00e0 &#8211; dai pi\u00f9 ricchi agli extracomunitari &#8211; entrano in scena per costruire un mondo possibile.<br \/>\nNessun candidato alle primarie \u00e8 presente in sala. Parole per la citt\u00e0.<br \/>\n<em>(Giulia Parodi)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non par vero che si possa parlare di politica a Genova. Non par vero che si riesca a farlo senza depliant che promuovono il tale, senza apparato, facce, giornalisti, cameraman. Ma succede nella nostra citt\u00e0 per il secondo anno. 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