{"id":1060,"date":"2007-01-31T13:03:59","date_gmt":"2007-01-31T13:03:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1060"},"modified":"2007-01-31T13:03:59","modified_gmt":"2007-01-31T13:03:59","slug":"service-press2-il-libro-bianco-sul-lavoro-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1060","title":{"rendered":"<em>Service-press\/2<\/em> &#8211; Il libro bianco sul lavoro nero"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Ho sempre sognato fare il\/la giornalista&#8221;. Pi\u00f9 che un sogno \u00e8 diventato un incubo. Stante il &#8220;Libro bianco sul lavoro nero&#8221;, a cura della Federazione nazionale della stampa, Fnsi (Centro documentazione giornalistica, dicembre 2006, euro 18,00). L&#8217;immagine di una professione romantica e privilegiata, anche economicamente, sembra ormai anacronistica.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa storie raccolte in questo volume sono il segno del malessere profondo che attraversa il mondo della stampa. Centinaia e centinaia di giovani e meno giovani giornalisti pagati 2 euro a notizia, 5-10 euro ad articolo. Lordi. Tutte le forme di &#8220;flessibilit\u00e0&#8221; possibili. Contratti a tempo determinato, finti <em>part time<\/em>, cococo, a progetto, collaborazioni, <em>free lance<\/em>, lavoro nero, nessun contratto. Sono ormai la maggioranza. Pi\u00f9 di 30.000 persone.<br \/>\nSecondo Paolo Serventi Longhi, presidente della Fnsi, la posizione sempre pi\u00f9 ambita e sempre pi\u00f9 irraggiungibile dei 12.500 giornalisti dipendenti (e contrattualizzati) rappresenta solo un terzo o un quarto di tutta la categoria. Ma questa dei giornalisti non \u00e8 tanto una battaglia per migliori condizioni economiche quanto per una migliore definizione e tutela dei diritti di tutti. Dipendenti e autonomi. Professionisti e non. Nei giornali nazionali e in quelli di provincia, nella radio, nelle tv, negli uffici stampa delle istituzioni pubbliche e private. Senza dimenticare l&#8217;opinione pubblica.<br \/>\nIn un&#8217;intervista a <em>Left <\/em>(12 gennaio 2007), Serventi Longhi dichiara che &#8220;questa \u00e8 la vertenza, la madre di tutte le vertenze. Perch\u00e9 il giornalismo italiano \u00e8 al grande bivio della sua storia. Tutto il mondo del lavoro ha vissuto svolte epocali, ma per noi \u00e8 la prima volta&#8230; Il tentativo degli editori di spostare il lavoro fuori \u00e8 un mezzo per ridurre il costo globale\u2026 Che diventa riduzione dell&#8217;autonomia, dell&#8217;indipendenza&#8221;. E anche livellamento dell&#8217;informazione. Di fronte alla massa di lavoratori non sindacalizzati, la Fnsi appare oggettivamente in difficolt\u00e0. E la Federazione italiana editori giornali, Fieg lo sa bene. Boris Biancheri, presidente della Fieg, dichiara che &#8220;nessun editore vuole fare i giornali senza giornalisti&#8221;. Purch\u00e9 i giornalisti stiano alla larga, forse avrebbe dovuto aggiungere per completare il suo pensiero.<br \/>\nAnche in Italia, come in America, la delocalizzazione delle aziende editoriali \u00e8 all&#8217;ordine del giorno. Non all&#8217;estero perch\u00e9 la lingua italiana non \u00e8 tanto diffusa come quella inglese, ma delocalizzazione nella Italia stessa. L&#8217;obbiettivo \u00e8 ovvio: giornalisti a basso costo e, soprattutto, fuori dalle redazioni. Giornalisti remoti: un problema che \u00e8 alla base dell&#8217;attuale vertenza che da quasi due anni vede contrapposti editori a giornalisti. Un problema per la informazione e per la vita democratica del nostro paese.<br \/>\n<em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ho sempre sognato fare il\/la giornalista&#8221;. Pi\u00f9 che un sogno \u00e8 diventato un incubo. Stante il &#8220;Libro bianco sul lavoro nero&#8221;, a cura della Federazione nazionale della stampa, Fnsi (Centro documentazione giornalistica, dicembre 2006, euro 18,00). 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