{"id":108,"date":"2004-09-20T10:07:29","date_gmt":"2004-09-20T10:07:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=108"},"modified":"2004-09-20T10:07:29","modified_gmt":"2004-09-20T10:07:29","slug":"dall%e2%80%99eccesso-dei-concorsi-altro-freno-ai-processi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=108","title":{"rendered":"Dall\u2019eccesso dei concorsi altro freno ai processi"},"content":{"rendered":"<p>Rassegno, qui di seguito, alcune brevi riflessioni sollecitate dalla lettura del complicato sistema dei concorsi interni \u2013 con distinzione tra funzioni giudicanti e funzioni requirenti \u2013 che il disegno di legge per la riforma dell\u2019ordinamento giudiziario ha previsto quale strumento di accelerazione per il passaggio del magistrato all\u2019esercizio delle funzioni di secondo grado e di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLe perplessit\u00e0 nei confronti di un tale sistema nascono dalla considerazione che non solo esso non si giustifica con l\u2019esigenza di un servizio efficiente ma che, se introdotto incider\u00e0, limitandole con conseguenti questioni di costituzionalit\u00e0, sulle prerogative e competenze attribuite dalla Carta Costituzionale al Consiglio Superiore della Magistratura.<br \/>\nAl riguardo va rilevato che, anche per la funzione giurisdizionale (all\u2019interno della quale i magistrati si distinguono solo per funzioni), la professionalit\u00e0 richiesta per l\u2019esercizio di essa si consolida e si affina attraverso la permanenza, per significativi periodi di tempo, nel ruolo al quale ciascun magistrato \u00e8 assegnato.<br \/>\nL\u2019abbreviazione in tali periodi di tempo con l\u2019opportunit\u00e0 offerta di accelerazione di carriera attraverso il superamento di concorsi (in taluni casi per titoli ed esami ed in altri per soli titoli) sembra, in concreto, tenere in considerazione piuttosto l\u2019interesse individuale dei singoli che non quello pi\u00f9 generale della collettivit\u00e0.<br \/>\nE\u2019 stato autorevolmente sostenuto dalla Sezione della Corte di Cassazione all\u2019Associazione Nazionale Magistrati che una continua competizione concorsuale e carrieristica, quale \u00e8 prefigurata dal disegno di legge, sottrarrebbe l\u2019impegno dei magistrati al loro lavoro giudiziario.<br \/>\nChe il delicato, difficile, complesso ed impegnativo assolvimento delle funzioni giurisdizionali richieda capacit\u00e0, professionalit\u00e0 e  dedizione adeguate ad esso \u00e8 fuori discussione cos\u00ec come \u00e8 fuori discussione che tali qualit\u00e0 debbano permanere durante l\u2019intera vita lavorativa del Magistrato.<br \/>\nDa ci\u00f2 consegue l\u2019esigenza \u2013 questa s\u00ec di interesse generale \u2013 che siano previsti e che siano concretamente attuati strumenti e procedure che, nel pi\u00f9 assoluto rispetto dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza di chi, sottoposto soltanto alla legge, esercita funzioni giurisdizionali, assicurino i pi\u00f9 efficaci controlli della sua professionalit\u00e0, incentrati anche sulle modalit\u00e0 di svolgimento della sua attivit\u00e0 ma non sul merito delle decisioni adottate per le quali operano  i rimedi processuali.<br \/>\nTutto ci\u00f2 non ha nulla a che vedere con il sistema dei concorsi qui considerato o con lo sconcertante (per non dire altro) principio per cui per essere ammessi a sostenere le prove orali del concorso per l\u2019accesso in Magistratura \u201cil candidato debba essere positivamente valutato nei test psico-attitudinali all\u2019esercizio della professione di Magistrato anche in relazione alle specifiche funzioni indicate nella domanda di ammissione\u201d.<br \/>\n<em>(Camillo Paroletti, avvocato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegno, qui di seguito, alcune brevi riflessioni sollecitate dalla lettura del complicato sistema dei concorsi interni \u2013 con distinzione tra funzioni giudicanti 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