{"id":1092,"date":"2007-02-28T18:32:04","date_gmt":"2007-02-28T18:32:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1092"},"modified":"2007-02-28T18:32:04","modified_gmt":"2007-02-28T18:32:04","slug":"comune-c-1-le-societa-partecipate-senza-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1092","title":{"rendered":"<em>Comune &#038; C.\/1 <\/em>&#8211; Le societ\u00e0 partecipate senza partecipazione"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Societ\u00e0 partecipate&#8221;: intanto \u00e8 gi\u00e0 un bel nome. Perch\u00e9 d\u00e0 l&#8217;idea della democrazia (ricordate la canzone di Gaber &#8220;La libert\u00e0 \u00e8 partecipazione&#8221;?). Poi sembra che abbiano contribuito a migliorare la finanza dei Comuni. Che erano diventati dei carrozzoni dove le spese del personale assorbivano tutto il bilancio. Invece con le &#8220;partecipate&#8221;, quote di risorse finanziarie e umane sono state predestinate a servizi, infrastrutture, progetti economici vari e cos\u00ec sottratte alla voragine comunale. L&#8217;intenzione era buona e i risultati, dicono gli amministratori di tutta Italia, sono stati ottimi. Il comune di Genova, per esempio, aveva, fino al 1996, 80 direzioni generali e affogava nella burocrazia laddove ora le stesse sono ridotte a 15 e &#8220;le cose funzionano egregiamente&#8221;.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nDi quanto &#8220;funzionano egregiamente&#8221; si parler\u00e0 sicuramente nella prossima campagna elettorale. Resta il fatto che nel giro di poco pi\u00f9 di dieci anni, a Genova \u00e8 nata una holding di cui fanno parte oltre 60 societ\u00e0 &#8220;controllate o partecipate&#8221; dal Comune che, di 13 di queste (Amiu, Ami, Amt, Aster, Porto Antico, Themis ecc.), possiede anche la maggioranza. Il fatturato complessivo della sessantina di societ\u00e0 era nel 2005 di circa un miliardo di euro corrispondente a 6.800 dipendenti direttamente occupati. Poche centinaia di meno degli occupati del comune di Genova. Basterebbero questi soli numeri a provare che la holding delle &#8220;Partecipate&#8221; \u00e8 importante come l&#8217;azienda comunale. Anzi di pi\u00f9: perch\u00e9 ad esse compete l&#8217;iniziativa del Comune in ogni settore economico, sociale, culturale della citt\u00e0.<br \/>\nUna mappa delle &#8220;Partecipate&#8221; del comune di Genova era gi\u00e0 apparsa su <em>BJ Liguria Business Journal<\/em> (n.7-8, 2005), ma l&#8217;attenzione su di esse \u00e8 stata rinverdita di recente da <em>Repubblica <\/em>(8 febbraio &#8217;07) e dal <em>Secolo XIX <\/em>(9, 10, 14 febbraio &#8217;07). Frivolo l&#8217;approccio di <em>Repubblica<\/em>, del genere &#8220;vecchie conferme e volti nuovi&#8221;. Pi\u00f9 documentata l&#8217;inchiesta del Secolo XIX che permette di capire come una straordinaria massa di risorse pubbliche, finanziarie ed umane, sia gestita da societ\u00e0 (le &#8220;partecipate&#8221;) a cui il Consiglio comunale fornisce gli indirizzi generali e il sindaco nomina i rappresentanti del Comune nei vari consigli di amministrazione, oltre &#8211; a volte &#8211; presidenti, amministratori delegati ecc.<br \/>\nDopo di che le societ\u00e0 si muovono al di fuori di qualsiasi controllo gestionale e politico che non sia quello previsto dalla legge. Tanto per fare un esempio: dopo una bella discussione in Consiglio sulle cose che deve fare l&#8217;Aster e di come deve usare le risorse a sua disposizione la questione \u00e8 chiusa fino a quando si dovranno rinnovare i membri del Consiglio di amministrazione o il presidente o simile. Se si pensa che le &#8220;Partecipate&#8221; amministrano una massa di risorse enorme, bisogna convenire che il sistema attuale sembra pensato proprio per togliersi dai piedi qualsiasi forma di controllo dell&#8217;opinione pubblica.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Societ\u00e0 partecipate&#8221;: intanto \u00e8 gi\u00e0 un bel nome. Perch\u00e9 d\u00e0 l&#8217;idea della democrazia (ricordate la canzone di Gaber &#8220;La libert\u00e0 \u00e8 partecipazione&#8221;?). Poi sembra che abbiano contribuito a migliorare la finanza dei Comuni. Che erano diventati dei carrozzoni dove le spese del personale assorbivano tutto il bilancio. 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