{"id":112,"date":"2004-09-20T10:17:05","date_gmt":"2004-09-20T10:17:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=112"},"modified":"2004-09-20T10:17:05","modified_gmt":"2004-09-20T10:17:05","slug":"la-cassazione-strumento-per-svuotare-l%e2%80%99autogoverno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=112","title":{"rendered":"La Cassazione strumento per svuotare l\u2019autogoverno"},"content":{"rendered":"<p>Un giudizio sulle norme del disegno di legge delega sulla riforma dell&#8217;ordinamento giudiziario che si riferiscono alla Corte di cassazione non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;esame degli obiettivi che la proposta si prefigge di raggiungere. In sintesi si pu\u00f2 affermare che lo scopo principale, non dichiarato, delle radicali modifiche proposte \u00e8 quello di disegnare un assetto dell&#8217;ordine giudiziario completamente diverso da quello attuale che, pur con tutti i difetti innegabili che lo caratterizzano (in particolare la lentezza dei processi, destinata ad accentuarsi ancor pi\u00f9 se la riforma andr\u00e0 in porto), \u00e8 idoneo in astratto (e spesso lo \u00e8 stato in concreto) a garantire principi fondamentali: la tutela dei diritti delle persone, l&#8217;inesistenza di aree di impunit\u00e0 e il controllo di legalit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNaturalmente si tratta di principi di cui i governanti (non solo quelli dell&#8217;attuale maggioranza) tendono, se non ad eliminare, ad attenuare quando ostacolano le loro finalit\u00e0 politiche. La tutela dei diritti \u00e8 veramente tale solo se efficace anche nei confronti di chi detiene il potere; quanto alle aree di impunit\u00e0 e al controllo di legalit\u00e0 si pu\u00f2 facilmente intuire quanto possa essere estesa l&#8217;area di coloro che rivendicano le prime e tentano di rendere inefficaci i sistemi di controllo.<br \/>\nCome attenuare i rischi (per il potere costituito) che derivano da questo assetto ? La proposta di riforma adotta il sistema pi\u00f9 sofisticato per raggiungere questo fine (non potendo introdurre espliciti sistemi di condizionamento delle decisioni giudiziarie): trasforma l&#8217;esercizio della giurisdizione da potere diffuso a potere gerarchicizzato (controllare i vertici \u00e8 meno complesso che controllare tutto il sistema) ed estende i poteri del governo limitando quelli di autogoverno. Di ci\u00f2 \u00e8 evidente segnale il sistema che mira a ridisegnare le sfere di decisione all&#8217;interno delle procure, il maggior peso che ha il ministro nel nuovo sistema dei concorsi, il progressivo trasferimento di funzioni (per es. in materia di formazione dei magistrati) dal CSM al ministro o ad organi maggiormente condizionabili.<br \/>\nDi questo disegno complessivo la riforma delle norme che riguardano la cassazione \u00e8 parte fondamentale anche se non la principale.<br \/>\nIn un&#8217;organizzazione verticistica \u00e8 necessario che venga privilegiato l&#8217;ufficio che si trova a svolgere le funzioni di ultima istanza nel processo; la Corte di cassazione diviene quindi, in contrasto con la Costituzione (art. 107 c. 3\u00b0: &#8220;i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversit\u00e0 di funzioni&#8221;) anche un vertice non pi\u00f9 soltanto processuale ma che interviene in momenti importanti della &#8220;carriera&#8221; dei magistrati. Cos\u00ec ridisegnato l&#8217;assetto occorre naturalmente garantire un sistema di selezione per accedere alle funzioni di legittimit\u00e0 idoneo a garantire una certa &#8220;omogeneit\u00e0&#8221; con il potere e questo fine viene garantito, nel progetto, con un sistema di concorsi del tutto inidoneo a selezionare i pi\u00f9 idonei alle funzioni di legittimit\u00e0.<br \/>\nUna volta divenuta pi\u00f9 omogenea la Corte di cassazione diviene protagonista di quel processo di depotenziamento delle funzioni dal CSM in tema di formazione (tra l&#8217;altro uno dei pochi settori dell&#8217;organizzazione giudiziaria che ha funzionato egregiamente) con l&#8217;istituzione della Scuola superiore della magistratura la cui presidenza viene attribuita al primo presidente della Corte di cassazione (o ad un magistrato da lui delegato) e a cui vengono attribuiti non solo compiti di formazione ma anche funzioni inerenti la valutazione professionale dei magistrati espressamente attribuite al CSM dalla Costituzione.<br \/>\nMa i magistrati della cassazione sono anche protagonisti della gestione del complesso sistema di progressione in carriera perch\u00e9 sono chiamati a far parte delle commissioni di esame previste per le selezioni che avverranno sostanzialmente al di fuori delle competenze del CSM con altra violazione della norma costituzionale (art. 105) che affida a tale organo le promozioni dei magistrati. I magistrati della Cassazione trarranno benefici di carriera dal loro coinvolgimento nell&#8217;operazione di sottrarre competenze all&#8217;organo di autogoverno della magistratura perch\u00e9 importanti posti direttivi potranno essere coperti solo da coloro che abbiano svolto, per un certo periodo di tempo, le funzioni di legittimit\u00e0.<br \/>\nIn conclusione: il sistema delineato non prevede alcuna norma che garantisca un pi\u00f9 elevato livello professionale dei magistrati della Corte di cassazione; rischia di instaurare un sistema di cooptazione diretto a privilegiare la scelta dei magistrati pi\u00f9 omogenei al sistema di potere; li coinvolge in attivit\u00e0 improprie dirette a sminuire le competenze del CSM; li premia con una corsia preferenziale per ottenere posti amb\u00ecti.<br \/>\nNulla in questo progetto mira invece ad eliminare l&#8217;assurdo sistema di un organo giurisdizionale di vertice che invece di occuparsi delle questioni di principio di maggior rilievo (come avviene in tutti i paesi del mondo) \u00e8 sommerso da decine di migliaia di cause bagatellari (due esempi in materia penale: i ricorsi contro le sentenze di patteggiamento e quelli contro le sentenze del giudice di pace).<br \/>\n<em>Carlo Brusco (magistrato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giudizio sulle norme del disegno di legge delega sulla riforma dell&#8217;ordinamento giudiziario che si riferiscono alla Corte di cassazione non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;esame degli obiettivi che la proposta si prefigge di raggiungere. 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