{"id":1141,"date":"2007-04-18T09:41:08","date_gmt":"2007-04-18T09:41:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1141"},"modified":"2007-04-18T09:41:08","modified_gmt":"2007-04-18T09:41:08","slug":"minori-stranieri-progetto-condiviso-ma-dalla-banda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1141","title":{"rendered":"<em>Minori stranieri<\/em> &#8211; Progetto condiviso, ma dalla banda"},"content":{"rendered":"<p>Parlando con gli operatori che si occupando dei &#8220;minori immigrati non accompagnati&#8221; si incontra subito il grande problema della sparizione dei ragazzi. Quando un minore viene segnalato &#8211; magari ha commesso un piccolo reato, magari era palesemente in un giro di sfruttamento &#8211; dopo l&#8217;identificazione della polizia viene affidato al Servizio Sociale del Comune che, come primo intervento, lo conduce in una &#8220;comunit\u00e0 di accoglienza residenziale&#8221; dove dovrebbe attendere l&#8217;incontro con gli operatori sociali che dovranno definire per lui un &#8220;progetto educativo&#8221;.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSuccede per\u00f2 \u00e8 che la gran parte di questi ragazzi e di queste ragazze scompaiano immediatamente. Per quelli che sono in un giro di sfruttamento (accattonaggio, prostituzione, spaccio) arrivano prontamente richiami all&#8217;ordine sui loro cellulari. Oppure l&#8217;imperativo di andarsene il prima possibile \u00e8 gi\u00e0 dentro di loro, consolidato dalla paura, dall&#8217;assuefazione, dall&#8217;estrema difficolt\u00e0 a figurarsi un&#8217;alternativa credibile e migliore, dalla diffidenza per tutto ci\u00f2 che ha un aspetto istituzionale.<br \/>\nA volte vengono a prelevarli degli adulti che si qualificano come parenti: padri, zii. I ragazzi confermano. Ma nessuno della struttura di accoglienza \u00e8 titolato a fare verifiche e, soprattutto, nessuno \u00e8 titolato ad impedire che il minore se ne vada, da solo o con altri. Qui veniamo al punto spinoso.<br \/>\nA Firenze e Torino ci sono strutture chiuse, con i vigili alla porta, dove vengono inviati i ragazzi che &#8211; si valuta &#8211; hanno bisogno di un una barriera tra loro e il giro che li sfrutta, di un contenimento che imponga loro uno stacco rispetto alla vita che conducono, di un&#8217;autorit\u00e0 diversa da quella che altri stanno comunque esercitando su di loro.<br \/>\nMa, dicono gli operatori, questa, qui a Genova, &#8220;\u00e8 una soluzione improponibile&#8221;. Pare vi sia stato in proposito un acceso dibattito che si \u00e8 concluso con il &#8220;rifiuto assoluto&#8221; della comunit\u00e0 coercitiva. Qui la strategia delle cooperative sociali che gestiscono le strutture &#8211; peraltro condivisa dall&#8217;Amministrazione comunale &#8211; \u00e8 che debba esserci comunque la &#8220;condivisione del progetto educativo&#8221;. Cosa molto bella, molto politicamente corretta, ma anche soluzione comoda che trascura il fatto che il progetto educativo condiviso finisce per essere in molti casi quello degli spacciatori e delle bande criminali.<br \/>\nI dati dell&#8217;ANCI ci dicono che a Genova chi si trattiene nelle strutture per almeno un mese \u00e8 meno del 30% di chi ci viene inviato. Alcuni di questi ragazzi effettivamente riescono a tornare in famiglia, ma la gran parte rientra immediatamente nei binari della marginalit\u00e0, dello sfruttamento, della criminalit\u00e0.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando con gli operatori che si occupando dei &#8220;minori immigrati non accompagnati&#8221; si incontra subito il grande problema della sparizione dei ragazzi. Quando un minore viene segnalato &#8211; magari ha commesso un piccolo reato, magari era palesemente in un giro di sfruttamento &#8211; dopo l&#8217;identificazione della polizia viene affidato al Servizio Sociale del Comune che, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146,7],"tags":[],"class_list":["post-1141","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-146","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1141\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}