{"id":115,"date":"2004-09-29T15:46:53","date_gmt":"2004-09-29T15:46:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=115"},"modified":"2004-09-29T15:46:53","modified_gmt":"2004-09-29T15:46:53","slug":"fuori-del-coro-troppi-piani-misteriosi-dietro-il-grande-affresco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=115","title":{"rendered":"<em>Fuori del coro <\/em>&#8211; Troppi piani misteriosi dietro il grande affresco"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1991, la rivista GB Progetti, diretta da Barbara Nerozzi, dedic\u00f2 il numero di aprile alle realizzazioni previste per le Colombiane dell\u2019anno successivo. In tale rivista furono pubblicati tutti i progetti previsti per il porto antico, introdotti da due articoli di Edoardo Benvenuto, allora preside della Facolt\u00e0 di Architettura di Genova e di Scapuzzini Ceccarelli, urbanista, centrati, ambedue, pur con diversi punti di vista, sul rischio della perdita di identit\u00e0 delle citt\u00e0 portuali storiche. L\u2019interesse della pubblicazione \u00e8 che i progetti sono esposti senza ulteriori considerazioni critiche, ma con il criterio di presentare \u201ctutto quello che \u00e8 stato pensato\u201d. Compaiono cos\u00ec progetti in corso di realizzazione, da finanziare e semplici proposte architettoniche, tutti eseguiti, per\u00f2, con incarichi formalizzati, pubblici e privati.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nDue cose colpiscono nella lettura degli articoli e delle schede, fatta salva la valutazione della bont\u00e0 dei singoli progetti.<br \/>\nUno \u00e8 l\u2019elenco di oggetti, manufatti, edifici storici del porto che, alla fine degli anni ottanta, erano ancora esistenti. L\u2019altra era la prevalente destinazione pubblica di tutta l\u2019area del porto antico dismessa. Oggi, a pi\u00f9 di dieci anni di distanza, vale forse la pena di verificare cosa \u00e8 stato realizzato e come e cosa c\u2019\u00e8 ancora da fare. Questo, soprattutto, per quanto riguarda le aree ancora da sistemare e non per quanto era previsto ed \u00e8 oggi perfettamente funzionante, ormai, con l\u2019Acquario che \u201ctira\u201d pi\u00f9 di ogni altra cosa, nonostante alcune questioni non proprio esaltanti (per esempio: l\u2019uso di Porta Siberia, la mancanza di trasporti pubblici all\u2019interno dell\u2019area recuperata, l\u2019intervento sul Cembalo).<br \/>\nE\u2019 significativo, o triste, che tra i tanti progetti presentati su GB Progetti, non ci fosse, a parte un uso genericamente culturale, \u201cpolivalente\u201d, del Galata (progetto Semino-Bartolozzi), un museo marittimo. Fino a che imprenditori privati e il direttore del Museo di Pegli, Campodonico, non ebbero allestito il Padiglione del Mare e della Navigazione (primo nucleo del nuovo Museo del Mare, oggi, finalmente, aperto), credo che quello di Genova fosse l\u2019unico porto antico recuperato dove non fossero ormeggiati mezzi navali storici, ma solo due navi \u201cfinte\u201d, la nave Italia e il disneyano Galeone.<br \/>\nQuello che non \u00e8 chiaro \u00e8 cosa succeder\u00e0 nell\u2019area fra la Darsena e Ponte dei Mille, diventata propriet\u00e0 comunale e dell\u2019area di Calata Gadda.<br \/>\nDell\u2019una si sa che sar\u00e0 realizzato (?) un altro \u201coggetto architettonico\u201d a Ponte Parodi, senza che sia chiaro il destino del silos (l\u2019Hennebique\u201d). Dell\u2019altra, fra l\u2019affresco di Piano e lo sbocco del tunnel sottomarino (?), non si capisce cosa succeder\u00e0 delle Riparazioni Navali. Ambedue le aree, cos\u00ec come Via dei Pescatori, sono terra di confine fra la pianificazione comunale della citt\u00e0 e la pianificazione portuale, diventati \u201cnon luoghi\u201d, terra di tutti e di nessuno, dove l\u2019unica cosa certa \u00e8 che quello che ancora rimane dell\u2019elenco dei manufatti storici (edifici, mezzi operativi, gru, attrezzature, ecc.), censiti alla fine degli anni ottanta, rischia di sparire fra l\u2019indifferenza generale e le difficolt\u00e0 della tutela istituzionale. \u201cNon luoghi\u201d dove, tra \u201ceventi\u201d istituzionali (\u201cla prima pietra\u201d dei Magazzini del Design\u201d) e lavori in corso (la nuova sede dell\u2019Istituto Nautico ai Magazzini della Darsena?), forse compariranno nuovi edifici (per abitazioni extralusso?) o si trasformeranno dei vecchi (saranno ancora riconoscibili?), senza che si riesca a vedere un disegno che li tenga assieme.<br \/>\nCome diceva una vecchia canzone dei Gufi, \u201cmi piacerebbe tanto di sapere\u201d, se c\u2019\u00e8 malizia in questa mancanza di pianificazione, cos\u00ec che possono diventare realt\u00e0 interventi come quello del Cembalo, o \u00e8 solo mancanza di visione generale su cosa vogliamo, o vogliono, fare del porto dismesso o da disattivare.<br \/>\nGirando fra calate e vecchi moli, mentre prendo nota di una gru antica o delle tracce della ferrovia del porto -c\u2019\u00e8 ancora abbastanza materiale da proporlo come percorso museale all\u2019aperto, da affiancare al Museo del Mare-, mi chiedo se riusciremo mai a trovare un equilibrio fra le questioni contingenti del porto, la qualit\u00e0 urbana e la visione alta dell\u2019affresco di Piano.<br \/>\nCon un\u2019altra battuta: un Piano \u00e8 necessario, non solo Renzo.<br \/>\n<em>(Gu.R.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1991, la rivista GB Progetti, diretta da Barbara Nerozzi, dedic\u00f2 il numero di aprile alle realizzazioni previste per le Colombiane dell\u2019anno successivo. 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