{"id":1237,"date":"2007-07-11T12:05:06","date_gmt":"2007-07-11T12:05:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1237"},"modified":"2007-07-11T12:05:06","modified_gmt":"2007-07-11T12:05:06","slug":"stage-cercando-il-cielo-in-una-stanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1237","title":{"rendered":"<em>Stage <\/em>&#8211; Cercando il cielo in una stanza"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo. Sono in una stanza. Attraverso il muro sento di tanto in tanto l&#8217;abbaiare d&#8217;un cane. Viene dal negozio di animali, contiguo; mangimi, acquari, pesciolini. Sono al computer da un bel po&#8217;; strabico per controllare il controllo dell&#8217;ultimo controllo. Sembra ridicolo ma \u00e8 precisamente quello che devo fare: inserire dati, inviarli a un ufficio centrale che li elabora e me li rispedisce. Io devo ricontrollare, correggere (se del caso) e nuovamente spedirli allo stesso ufficio: nomi e numerini. Lavoro &#8220;di qualit\u00e0&#8221;; perch\u00e9 se il file \u00e8 sbagliato i temps, ossia i dipendenti, non vengono pagati o ricevono pi\u00f9 del dovuto. Mi guardo intorno: la stanza, la vetrina che d\u00e0 sulla strada, quella che ci separa dall&#8217;ufficio accanto, la gente che fa avanti e indietro da un ufficio all&#8217;altro, il pavimento rivestito di moquette, le lampade. Siamo chiusi dentro ad un acquario, una appendice espositiva del negozio di animali. I passanti che si fermano davanti alla vetrina non guardano gli annunci delle ricerche di lavoro in corso ma osservano noi, inconsapevoli abitanti della vasca che ci muoviamo qua e l\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nUn dettaglio significativo che mi \u00e8 stato comunicato durante il colloquio ed in seguito ripetuto \u00e8 che le probabilit\u00e0 di venire assunto dall&#8217;azienda sono pressoch\u00e9 nulle. Non \u00e8 certamente il tipo di incentivo in grado di indurre lo stagista ad esibirsi in prestazioni lavorative acrobatiche. Non riesco a fare una cosa per la cosa stessa, mi serve uno scopo, un traguardo minimamente significativo. Il lavoro per il lavoro, per acquisire una serie di capacit\u00e0 pi\u00f9 o meno spendibili in un futuro che oggi mi appare incerto come non mai, non mi attira. A volte ho la sensazione che la mia generazione sia un po&#8217;in balia di un nuovissimo tempo dei verbi che nelle grammatiche della scuola elementare non \u00e8 contemplato: il futuro remoto.<br \/>\nAl gioved\u00ec in ufficio c&#8217;\u00e8 il circo: si radunano una serie di capi, sottocapi, capetti ed area manager di ogni tipo; esiste una precisa e dettagliata tassonomia degli esemplari che compongono la gerarchia dell&#8217;azienda anche se al momento non mi \u00e8 del tutto chiara. L&#8217;unica cosa evidente \u00e8 che non \u00e8 mai un piacere ricevere il circo perch\u00e9 capi e succedanei fanno puntualmente grandissimi cazziatoni a noi sottoposti. Non solo per il fatturato ma anche per le cose pi\u00f9 stupide: la pila di giornali messa al posto sbagliato, l&#8217;uso dei post-it che produce un vago senso di disordine o perch\u00e9 al loro arrivo non vengono accolti col calore adeguato (&#8220;che cos&#8217;\u00e8 questo mortorio?&#8221; e simili). Perci\u00f2 quasi ogni gioved\u00ec un responsabile di selezione che nei giorni precedenti ha procurato lavoratori e generato contratti (ergo fatturato) o un direttore di filiale che si \u00e8 esibito in ogni tipo di acrobazia per procacciare nuovi clienti (ergo fatturato) si godono l&#8217;abbondante mezz&#8217;o ra di rampogna settimanale come premio del loro impegno. Vi sto annoiando vero? Anch&#8217;io gi\u00e0 non ne posso pi\u00f9.<br \/>\n<strong><em>(The Pupil) <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo. Sono in una stanza. Attraverso il muro sento di tanto in tanto l&#8217;abbaiare d&#8217;un cane. Viene dal negozio di animali, contiguo; mangimi, acquari, pesciolini. Sono al computer da un bel po&#8217;; strabico per controllare il controllo dell&#8217;ultimo controllo. 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