{"id":1341,"date":"2007-11-07T10:54:42","date_gmt":"2007-11-07T10:54:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1341"},"modified":"2007-11-07T10:54:42","modified_gmt":"2007-11-07T10:54:42","slug":"minori-marocchini2-con-sforzo-ma-superata-la-paura-delle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1341","title":{"rendered":"<em>Minori marocchini\/2<\/em> &#8211; Con sforzo ma superata la paura delle famiglie"},"content":{"rendered":"<p>La parte di storia non detta nel libro &#8220;Un futuro credibile&#8221; pu\u00f2 essere ricostruita attraverso le carte dell&#8217;archivio del Forum Antirazzista, in fase di sistemazione presso il Centro Ligure di Storia Sociale. Il punto di partenza \u00e8 il 1999 quando l&#8217;Ufficio immigrati della Cgil inizi\u00f2 ad affrontare il problema della regolarizzazione di un certo numero di minori, circa 100, prevalentemente marocchini, entrati clandestinamente e che i familiari (padri o zii) regolarmente soggiornanti volevano regolarizzare.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa legge prevedeva la concessione di un permesso di soggiorno &#8220;per minore et\u00e0&#8221;, a meno che i minori non risultassero in stato di abbandono. Si innesc\u00f2 una situazione di stallo: la Questura n\u00e9 concedeva i permessi, n\u00e9 emetteva rifiuti formali, e rinviava ogni caso senza eccezione al Tribunale dei minori per l&#8217;accertamento dell&#8217;eventuale stato di abbandono. I padri o gli zii convocati, regolarmente, non si presentavano agli appuntamenti. Questa assenza veniva interpretata come segno di uno stato di abbandono del minore, il Tribunale trasmetteva una relazione in proposito alla Questura, e a questo punto tutto si fermava, con la sola conseguenza oggettiva che i ragazzi continuavano a vivere in una situazione di invisibilit\u00e0 e di assenza di diritti.<br \/>\nLa prima azione che innesc\u00f2 l&#8217;uscita dallo stallo fu la decisone dell&#8217;Ufficio immigrati della Cgil di concedere la propria assistenza ai padri dei ragazzi solo a condizione che i minori fossero iscritti a scuola. Ci\u00f2 determin\u00f2 un&#8217;impennata delle iscrizioni scolastiche di minori marocchini, particolarmente alla Scuola Baliano. Successivamente il Forum Antirazzista interpell\u00f2 tutti i soggetti istituzionali interessati (Questura, Tribunale dei minori, Comune di Genova, Provveditorato agli studi) col duplice obiettivo di ottenere per i ragazzi la concessione del permesso di soggiorno per minore et\u00e0, e di favorirne l&#8217;inserimento scolastico.<br \/>\nL&#8217;obiettivo fu raggiunto nel marzo del 2000, quando il Forum ottenne un incontro interistituzionale che stabil\u00ec l&#8217;obbligo, per la Questura, di rilasciare i permessi di soggiorno. Contemporaneamente part\u00ec una collaborazione tra il Tribunale dei minori e il Forum antirazzista che si impegn\u00f2 in un&#8217;azione di mediazione che inducesse i padri a presentarsi agli incontri, assistendoli durante il colloquio. Si ottenne infine la creazione di un tavolo tecnico con la Direzione scolastica regionale, il Comune, e la Provincia per sostenere la frequenza scolastica dei ragazzi, la loro formazione, la possibilit\u00e0 di trovare lavoro.<br \/>\nLe discussioni che intercorsero allora tra i rappresentanti del Forum e i rappresentanti istituzionali su come ci si dovesse rapportare al fenomeno del lavoro minorile, su come andasse interpretato ed affrontato il sistematico rifiuto degli adulti a presentarsi alle convocazioni del tribunale, sul fatto che quei ragazzi si trovassero o meno in stato di abbandono, furono a volte molto dure, ma utili.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parte di storia non detta nel libro &#8220;Un futuro credibile&#8221; pu\u00f2 essere ricostruita attraverso le carte dell&#8217;archivio del Forum Antirazzista, in fase di sistemazione presso il Centro Ligure di Storia Sociale. 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