{"id":1437,"date":"2008-01-30T16:11:29","date_gmt":"2008-01-30T16:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1437"},"modified":"2008-01-30T16:11:29","modified_gmt":"2008-01-30T16:11:29","slug":"pre-la-strada-del-poi-e-il-paese-del-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1437","title":{"rendered":"Pr\u00e8 &#8211; La strada del poi e il paese del mai"},"content":{"rendered":"<p>Torniamo in via Pr\u00e8. Per chi non avesse seguito (OLI 171), il riassunto in due parole: dopo il crollo avvenuto ai principi di novembre, via Pr\u00e8 \u00e8 ancora chiusa, a scapito delle opere di risanamento che negli ultimi anni hanno avuto luogo, grazie a progetti di recupero urbano sovvenzionati dalla Comunit\u00e0 Europea.<br \/>\nMa a quando risale il degrado in via Pr\u00e8? Il risanamento ha quasi vent&#8217;anni di storia.<br \/>\nTutto nasce da una legge regionale, &#8220;Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo ed altri interventi programmati&#8221;, che nel 1987 istituiva i Programmi Organici d&#8217;Intervento (sinistramente chiamati con l&#8217;acronimo-presagio Poi), con l&#8217;obiettivo di innescare sinergie di azioni pubbliche e private per migliorare il patrimonio abitativo pubblico. Erano previsti perfino mezzi drastici come l&#8217;esproprio, qualora l&#8217;iniziativa privata non fosse stata in grado di sottrarre gli immobili al degrado.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl Poi Pozzo-Monachette, che interessa la zona, \u00e8 cominciato intorno alla met\u00e0 degli anni Novanta, con un costo complessivo &#8220;pari a oltre 19 milioni di euro (3 milioni e mezzo dei quali di provenienza pubblica), per &#8220;il risanamento di una ventina di alloggi per una superficie complessiva di oltre 4.800 metri quadri, circa 1.000 metri quadri di pavimentazioni, e 32 condomini coinvolti&#8221;.<br \/>\nQuello che \u00e8 successo ad almeno uno degli edifici compresi nel Poi, oggi si intravede tra ponteggi e transenne. Pu\u00f2 tornare utile far scorrere all&#8217;indietro gli ultimi fotogrammi prima del crollo, per capire.<br \/>\nFotogramma 1. Il civico 14 di via Pr\u00e8 (quello che ha subito il crollo) entra a far parte del Poi: i primi due piani vengono acquistati dal Comune. Con una delibera del 2003 (n. 92 del 30 gennaio 2003), \u00e8 approvato un Programma di intervento di edilizia residenziale pubblica, al fine di creare alloggi per gli studenti universitari nella zona di Pr\u00e8 e del Ghetto.<br \/>\nFotogramma 2. Nel 2004, una nuova delibera di giunta stabilisce che il Comune acquisti gli interni ancora di propriet\u00e0 privata, dei civ. 12 e 14. In sintesi, l&#8217;operazione non va in porto, perch\u00e8, a quanto \u00e8 riportato nelle deliberazioni di giunta, i privati (la societ\u00e0 immobiliare Four) si oppongono, impegnandosi a effettuare da s\u00e9 i risanamenti.<br \/>\nFotogramma 3. Alla fine il Comune se ne lava le mani, deliberando, in data 27 febbraio 2007, di &#8220;stralciare l&#8217;intervento di riqualificazione di Via Pr\u00e9 12 e 14 dal Programma di realizzazione di alloggi per studenti&#8221; e di provvedere a rivendere gli immobili. I possessori del resto dell&#8217;edificio sono tenuti &#8220;a procedere con urgenza al completo recupero dei fabbricati di Via Pr\u00e9 12 e 14&#8221; e &#8220;a farsi carico dei costi e degli oneri pregressi ancora dovuti dal Comune al condominio in relazione ai ponteggi di sicurezza&#8221;. Il provvedimento viene dichiarato urgente ed immediatamente eseguibile. Ultimo fotogramma: il 2 novembre 2007, nove mesi dopo, il civico 14 crolla rovinosamente al suolo.<br \/>\n<strong><em>(Eleana Marullo)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torniamo in via Pr\u00e8. Per chi non avesse seguito (OLI 171), il riassunto in due parole: dopo il crollo avvenuto ai principi di novembre, via Pr\u00e8 \u00e8 ancora chiusa, a scapito delle opere di risanamento che negli ultimi anni hanno avuto luogo, grazie a progetti di recupero urbano sovvenzionati dalla Comunit\u00e0 Europea. 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