{"id":1448,"date":"2008-02-06T11:18:35","date_gmt":"2008-02-06T11:18:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1448"},"modified":"2008-02-06T11:18:35","modified_gmt":"2008-02-06T11:18:35","slug":"trasparenza-siamo-sicuri-di-volere-la-sicurezza-in-porto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1448","title":{"rendered":"Trasparenza &#8211; Siamo sicuri di volere la sicurezza in porto?"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Morti bianche, porto paralizzato \u2026 Cento per cento di adesione allo sciopero \u2026 Non si \u00e8 mosso un chilo di merce&#8221;: titolo ed articolo su Repubblica del 20 gennaio trasmettevano il messaggio di una reazione forte e compatta a fronte di un fatto gravissimo, la morte sul lavoro dei due operai di Marghera. Il sindacalista intervistato dice &#8220;Genova \u00e8 particolarmente sensibile al problema della sicurezza&#8221;. Ma al di sotto di questo quadro di sensibilit\u00e0 e compattezza sul tema della sicurezza in porto ci sono contraddizioni di rilievo.<br \/>\nMolto si \u00e8 parlato, ad esempio, del ruolo, dei poteri, e relative aspettative e speranze degli otto rappresentanti dei lavoratori (quattro dei terminal e quattro della Compagnia) che dovrebbero poter accedere a tutte le aree del porto per vigilare sulle condizioni di sicurezza. E&#8217; augurabile che ci\u00f2 possa portare ad una svolta.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa resta il dubbio che ci sia anche chi abbia puntato ad &#8220;aggiungere&#8221; delle nuove figure con prerogative ancora incerte per non affrontare l&#8217;ingrato compito di applicare ci\u00f2 che la legge gi\u00e0 prevede.<br \/>\nAd esempio, e non \u00e8 un particolare di dettaglio, l&#8217;accordo non garantisce a questi otto rappresentanti la possibilit\u00e0 di accedere ai luoghi di lavoro senza autorizzazione preventiva: la cosa \u00e8 tuttora oggetto di discussioni, mediazioni, attesa di novit\u00e0 legislative. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 invece riconosciuta &#8211; nella azienda di appartenenza &#8211; ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) istituiti dalla legge 626\/94.<br \/>\nVal la pena di notare che, senza che ci\u00f2 abbia mai suscitato particolari reazioni, da anni in Compagnia Unica opera un solo Rls (al posto dei sei di legge), per di pi\u00f9 gravato dal ruolo non propriamente neutro di componente del consiglio di amministrazione.<br \/>\nNel 2003 una campagna di informazione e di indagine sulla sicurezza in porto promossa da Sportello sicurezza Cgil, Uopsal del Porto ed Inail, fu un flop totale: su duemila addetti ritornarono compilati in tutto una ottantina di questionari, e i quindici della Compagnia Unica avevano la stessa calligrafia\u2026<br \/>\nLe dispense che ricostruivano tutto il ciclo del lavoro portuale sotto il profilo dei rischi furono stampate in duemila copie, ma molti lavoratori non le hanno mai viste.<br \/>\nL&#8217;ostilit\u00e0 a che si stabilisse un contatto diretto tra i lavoratori ed un soggetto esterno all&#8217;ambito portuale fu pi\u00f9 che percepibile.<br \/>\nIl protocollo del porto potr\u00e0 cambiare le cose davvero, solo se riuscir\u00e0 a spezzare un isolamento che ha fatto del porto, e in particolare della Compagnia Unica, un mondo a parte.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Morti bianche, porto paralizzato \u2026 Cento per cento di adesione allo sciopero \u2026 Non si \u00e8 mosso un chilo di merce&#8221;: titolo ed articolo su Repubblica del 20 gennaio trasmettevano il messaggio di una reazione forte e compatta a fronte di un fatto gravissimo, la morte sul lavoro dei due operai di Marghera. 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