{"id":1473,"date":"2008-02-27T10:09:57","date_gmt":"2008-02-27T10:09:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1473"},"modified":"2008-02-27T10:09:57","modified_gmt":"2008-02-27T10:09:57","slug":"caserme-e-forti-begato-un-passato-da-chiarire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1473","title":{"rendered":"Caserme e forti &#8211; Begato: un passato da chiarire"},"content":{"rendered":"<p>Caserme e forti, un futuro &#8220;civile&#8221;: cos\u00ec titola il <em>Secolo XIX <\/em>del 22 febbraio l&#8217;accordo tra l&#8217;Agenzia del demanio e la Regione per la riconversione di 34 edifici dislocati nelle quattro province. Gli edifici, un tempo usati per scopi militari (caserme, forti, depositi ecc.) saranno destinati &#8211; di intesa con gli enti locali &#8211; ad uso pubblico oppure dati in concessione e in parte venduti a privati.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nPer decidere, Demanio e Regione hanno affidato a un gruppo privato (Rti-Ati Scenari Immobiliari, composto da Studio Viziano, Studio Leone-Torrani e Words) uno &#8220;studio di fattibilit\u00e0&#8221; che, tenuto anche conto delle indicazione dei comuni, dovr\u00e0 contenere valutazioni e ipotesi per la valorizzazione di questi immobili pubblici. &#8220;Ad agosto &#8211; dice Burlando &#8211; verificheremo il risultato e vedremo cosa rester\u00e0 agli enti pubblici e cosa sar\u00e0 immesso sul mercato, con vendite o concessioni lunghe&#8221;. Curiosamente, un gruppo privato \u00e8 chiamato ad elaborare un progetto che dovr\u00e0 orientare decisioni sulla destinazione pubblico-privato di un enorme patrimonio: 34 edifici sparsi su tutta la regione per una superficie complessiva di circa un milione e 300mila metri quadri. &#8220;Se saranno individuate altre strutture dismesse potranno essere inserite. Per Genova potrebbe trattarsi dei Forti: &#8220;Ma &#8211; dice Burlando &#8211; non accetteremo un secondo caso come il forte Begato in cui sono stati investiti mil iardi per poi lasciarlo al vandalismo&#8221;&#8221;(<em>Repubblica <\/em>22 febbraio).<br \/>\nBurlando si riferisce ai 12 milioni di euro della Comunit\u00e0 europea spesi, qualche anno fa &#8211; nell&#8217;ambito del programma &#8220;Genova, capitale della cultura 2004&#8221; &#8211; nel recupero della storica linea delle fortificazioni genovesi. Sentieri, percorsi pedonali e ciclabili, ostelli, attivit\u00e0 culturali, musica, teatro, musei, bar, ristoranti, finiti nel nulla. Uno scandalo che si \u00e8 concentrato intorno a Forte Begato, il &#8220;recupero&#8221; che ha assorbito la maggior parte delle risorse. Restauro ultimato nel 2004 ma inspiegabilmente abbandonato ai vandali. Mai utilizzato malgrado le diverse proposte (tra le quali, una del Teatro della Tosse). Chiss\u00e0 se l&#8217;Unione Europea ha mai chiesto conto dei soldi investiti. Certo \u00e8 che ad oggi ai cittadini non \u00e8 stato chiarito niente: come sia stato possibile, chi ne sia stato responsabile.<br \/>\nComunque, bene fa Burlando a serbarne memoria perch\u00e9 finora l&#8217;unica traccia &#8211; ma molto diluita &#8211; di quel scandalo la si poteva solo trovare in &#8220;GenovaTurismo&#8221;, il sito del Comune di Genova per la promozione turistica: &#8220;Forte Begato: \u00e8 stato ristrutturato col contributo della Comunit\u00e0 Europea tra la fine del XX secolo e l&#8217;inizio del XXI secolo&#8221; (<a href=\"http:\/\/www.turismo.comune.genova.it\/spip.php?article275\">http:\/\/www.turismo.comune.genova.it\/spip.php?article275<\/a>). Come a dire, tanto tempo fa, la giunta scorsa.<br \/>\n<strong><em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caserme e forti, un futuro &#8220;civile&#8221;: cos\u00ec titola il Secolo XIX del 22 febbraio l&#8217;accordo tra l&#8217;Agenzia del demanio e la Regione per la riconversione di 34 edifici dislocati nelle quattro province. 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