{"id":1523,"date":"2008-04-02T16:43:15","date_gmt":"2008-04-02T16:43:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1523"},"modified":"2008-04-02T16:43:15","modified_gmt":"2008-04-02T16:43:15","slug":"g81-tortura-un-marchio-su-genova-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1523","title":{"rendered":"G8\/1 &#8211; Tortura, un marchio su Genova 2001"},"content":{"rendered":"<p>Quando nel 2001 a Bolzaneto uomini e donne della legge hanno mortificato, violentato e torturato era passato solo un anno dalla approvazione a Bruxelles della &#8220;Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea&#8221;. L&#8217;articolo 4 della Carta recita &#8220;Nessuno pu\u00f2 essere sottoposto a tortura, n\u00e9 a trattamenti inumani o degradanti&#8221;. Il catalogo compilato dai magistrati genovesi circa i fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto e le notizie che ne ha dato la stampa non lasciano dubbi: a Bolzaneto la tortura c&#8217;\u00e8 stata, non casuale ma programmata e di gruppo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nFinalmente, ha scritto Rodot\u00e0 (<em>Repubblica <\/em>28 marzo 2008) il silenzio istituzionale \u00e8 stato rotto; nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 trincerarsi dietro il &#8220;non sapevo&#8221;. Purtroppo quanto \u00e8 stato detto in aula dai pubblici ministero, non ha trovato nell&#8217;informazione nazionale &#8211; sia pure con l&#8217;eccezione di <em>Repubblica <\/em>(articoli di D&#8217;Avanzo, Cassese e Onida, 18-20 marzo 2008) &#8211; l&#8217;eco che sarebbe stato auspicabile. Neppure il sistema politico ha reagito come sarebbe stato necessario; parole di circostanza e nessun impegno. Eppure le democrazie, i paesi civili, ha scritto Rodot\u00e0, avrebbero l&#8217;obbligo di affrontare i loro vuoti, le loro inadeguatezze; nel caso di Bolzaneto la inquietante assenza di norme che colpiscano la barbarie che si \u00e8 consumata e che potrebbe ripetersi.<br \/>\nLa campagna elettorale in corso &#8220;avrebbe dovuto favorire il parlar chiaro, gli impegni netti&#8221;. Ad esempio &#8220;perch\u00e9 non dire subito che la prima proposta di legge (o la seconda o la terza, non importa) sarebbe stata proprio quella volta a colmare la vergognosa lacuna dell&#8217;assenza di una norma sulla tortura, che rende inadempiente l&#8217;Italia&#8230; di fronte all&#8217;umanit\u00e0 intera?&#8221;.<br \/>\nAnche la proposta di una Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta &#8211; ha aggiunto Rodot\u00e0 &#8211; potrebbe non essere sufficiente o divenire un espediente per rinviare a chiss\u00e0 quando i necessari provvedimenti. Gi\u00e0 oggi infatti, &#8220;pur con le lacune della legislazione penale, sono possibili impegni istituzionali e politici, vincolanti almeno per il futuro ministro dell&#8217;Interno: ricorso a tutti gli strumenti amministrativi disponibili per emarginare chi \u00e8 stato protagonista di quelle vicende; pubblica condanna, senza troppi distinguo, nel momento stesso dell&#8217;assunzione dell&#8217;incarico&#8221;.<br \/>\nPerch\u00e9 invece si tace? si chiede Rodot\u00e0. &#8220;Perch\u00e8 -\u00e8 la sua risposta- la fabbrica della paura \u00e8 divenuta parte integrante della fabbrica del consenso&#8221;, e l&#8217;enfasi posta sul bisogno di sicurezza porta all&#8217;eclisse della cultura dei diritti.<br \/>\nA dargli ragione basterebbe fare il conto di quante riunioni ufficiali, a Genova negli ultimi 5 anni, sono state dedicate al tema della &#8220;sicurezza&#8221; e della &#8220;tolleranza zero&#8221;, e quante ai comportamenti inqualificabili vissuti durante il G8.<br \/>\n<strong><em>(Manlio Calegari)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nel 2001 a Bolzaneto uomini e donne della legge hanno mortificato, violentato e torturato era passato solo un anno dalla approvazione a Bruxelles della &#8220;Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea&#8221;. 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