{"id":1552,"date":"2008-04-30T14:02:16","date_gmt":"2008-04-30T14:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1552"},"modified":"2008-04-30T14:02:16","modified_gmt":"2008-04-30T14:02:16","slug":"cultura-politica-1968-siamo-entrati-in-tanti-e-ne-siamo-usciti-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1552","title":{"rendered":"Cultura politica &#8211; 1968, siamo entrati in tanti e ne siamo usciti soli"},"content":{"rendered":"<p>I quaranta anni dal 1968 ci tocca guardarli da questo 2008 dominato da un risultato elettorale che ha spazzato via la rappresentanza parlamentare della sinistra e che ha portato al governo la compagine pi\u00f9 omogeneamente di destra dal dopoguerra ad oggi, Tambroni a parte. Occorre pensare davvero bene a come ci\u00f2 sia potuto accadere, e a cosa si possa fare che non sia, semplicemente, una fuga.<br \/>\nUna occasione di pensiero l\u2019hanno avuta le non moltissime persone (una cinquantina, quasi tutte d\u2019epoca, tra loro cinque o sei giovani) che venerd\u00ec 18 aprile sono andate alla prima delle quattro tappe di \u201cAutoritratto di gruppo, la memoria politica e la letteratura\u201d. Si tratta di una rassegna organizzata dalla Fondazione per la Cultura con lo scopo di presentare alcuni libri \u201cche mettono al centro il periodo che prende avvio alla met\u00e0 degli anni \u201960 e arriva al rapimento Moro, nel \u201878\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl libro presentato lo scorso venerd\u00ec \u00e8 quello che ha dato il nome alla rassegna: \u201cAutoritratto di gruppo\u201d, appunto, di Luisa Passerini. Pubblicato nel 1988 \u00e8 stato ora riedito da Giunti, e dovrebbe giungere nelle librerie questa settimana.<br \/>\nLa discussione ha girato intorno alla difficolt\u00e0 di costruire una memoria, alla difficolt\u00e0 di trasmetterla, al senso, allo scopo, alla utilit\u00e0 di costruirla e di trasmetterla.<br \/>\nUna donna del pubblico offre una sintesi in cui i presenti, con un applauso, mostrano di riconoscersi: \u201cin quel periodo siamo entrati in tanti, e ne siamo usciti soli. Dopo \u00e8 seguita la nostra incapacit\u00e0 di stare insieme e la sostanziale solitudine in cui ci siamo immersi\u201d<br \/>\nLuisa Passerini propone dei sentieri possibili. Misurare la distanza che separa il nostro oggi dal 1968, dice, pu\u00f2 aiutarci a capire cosa ci sta succedendo: c\u2019\u00e8 stata una sconfitta, ma non \u00e8 definitiva, quello che fu messo in moto allora agisce ancora sotto traccia, ha effetti a lungo termine, modifica la realt\u00e0 anche senza che ne abbiamo la consapevolezza. Ascoltare i ricordi degli altri \u00e8 importante, anche se ci si pu\u00f2 chiedere a cosa mai possa servire, in un momento come questo in cui la critica alla politica pare non raggiungere mai la politica, che procede nel suo mondo separato. Ma questo \u00e8 il nostro momento di oggi, se stiamo vivendo questa fase \u00e8 inutile rimpiangerne altre, e qui dobbiamo trovare le \u201cpiccole cose\u201d che vale la pena di fare: forse potremmo abbandonare il \u201cdisdegno\u201d per la politica tradizionale. O forse potremmo dedicarci alla dimensione locale della politica. Di certo possiamo (dobbiamo) fare un lavoro culturale che porti conseguenze politiche a lungo termine. Ci\u00f2 che era stato messo in relazione: pubblico, privato, arte, politica \u2026 \u00e8 di nuovo separato. Ma si pu\u00f2 unire di nuovo.<br \/>\nI prossimi appuntamenti saranno:<br \/>\n&#8211; Il lupo mercante di Clara Sereni &#8211; Marted\u00ec 6 maggio 17.30, Palazzo Ducale \u2013 Sala Camino<br \/>\n&#8211; D\u2019amore e d\u2019odio di Maria Rosa Cutrufelli &#8211; Marted\u00ec 13 maggio 17.30, Palazzo Ducale \u2013 Sala Camino<br \/>\n&#8211; La via del Che di Dario Fertilio &#8211; Marted\u00ec 20 maggio 17.30, Palazzo tursi, Salone di Rappresentanza<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni.<\/em><\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quaranta anni dal 1968 ci tocca guardarli da questo 2008 dominato da un risultato elettorale che ha spazzato via la rappresentanza parlamentare della sinistra e che ha portato al governo la compagine pi\u00f9 omogeneamente di destra dal dopoguerra ad oggi, Tambroni a parte. 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