{"id":1597,"date":"2008-06-04T08:23:52","date_gmt":"2008-06-04T08:23:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1597"},"modified":"2008-06-04T08:23:52","modified_gmt":"2008-06-04T08:23:52","slug":"emergenze-cibo-uno-tsunami-silenzioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1597","title":{"rendered":"Emergenze cibo &#8211; Uno tsunami silenzioso"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>\u201dEntro un decennio nessun bambino su questa terra morir\u00e0 pi\u00f9 di fame\u201d (Henry Kissinger, Segretario di Stato Usa, Conferenza Mondiale sull\u2019Alimentazione del 1974 a Roma).<br \/>\nPi\u00f9 di 100 milioni di persone stanno precipitando nell&#8217; estrema povert\u00e0, andando ad aggiungersi ai 1200 milioni che gi\u00e0 esistono. Si parla di &#8220;tsunami silenzioso&#8221;. Lontana dalla tragedia, l\u2019Europa comincia a sentirne gli effeti: \u201cRincari alimentari da record, aumenti del 7% in un anno\u201d (&#8220;Repubblica&#8221;, 2 giugno 2008).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dal 3 al 5 giugno si tiene a Roma FAO la \u201cConferenza di Alto Livello sulla Sicurezza Alimentare Globale: Le sfide del cambiamento climatico e della bioenergia\u201d. \u00abPrimo giorno: quasi sei ore, delle sette e mezza di lavori, saranno riservate ai discorsi pronunciati dai capi di Stato e di governo o da altre autorit\u00e0 che guideranno le delegazioni nazionali. Secondo giorno: per altre sei ore circa, nella seduta plenaria, interverranno gli stessi tipi di oratori e i cosiddetti \u00abospiti speciali\u00bb. Terzo giorno: nelle tre ore di riunione mattutina, ancora capi di Stato e di governo, ospiti e un po&#8217; di spazio per le organizzazioni non governative e \u00abdella societ\u00e0 civile\u00bb. Cos\u00ec illustrava <em>Corriere Economia <\/em>del 5 maggio 2008 il programma provvisorio della conferenza della FAO. Il punto \u00e8 \u2013 aggiungeva &#8211; se questa conferenza di alto livello \u00e8 adeguata o meno alle necessit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nL\u2019emergenza alimentare, aggravatasi negli ultimi mesi, colpisce paesi molto diversi tra loro. Il 7 e 8 aprile ad Haiti, il paese pi\u00f9 povero della America Latina, decine di manifestazioni contro il rialzo del prezzo del riso furono duramente represse dalla polizia, lasciando un bilancio di 5 morti, pi\u00f9 di 200 feriti e le dimissioni del primo ministro. In Argentina le forti tasse su l\u2019esportazione dei prodotti agricoli imposte dal governo di Cristina Kirchner per calmierare i prezzi interni ha provocato un\u2019energica resistenza dell\u2019oligarchica \u201cSociedad Rural\u201d e da parte dei produttori che, per ostacolare i rifornimenti di alimenti, hanno fatto ricorso a generalizzate azioni di blocco, anche stradali. Per il quotidiano <em>Pagina 12<\/em> di Buenos Aires del 23 marzo 2008 si tratta della maggior sfida del potere economico al sistema politico dalla serrata del febbraio 1976 che sbocc\u00f2 nel golpe e nella dittatura militare. In Egitto il presidente Mubarak ha represso nel sangue le manifestazioni contro l\u2019aumento del pane, mentre il fondamentalismo islamico continua a rinforzarsi a causa del malcontento popolare. Le proteste contro la mancanza di pane hanno provocato scontri in molte altre parti del mondo (Burkina Faso, Camerun, Costa d&#8217; Avorio, Etiopia, Filippine, Indonesia, Madagascar, Senegal, Filippine, Pakistan, Thailandia). I forti rincari dei prodotti alimentari che negli ultimi 12 mesi sono saliti del 130% (frumento), dell&#8217; 87% (soia), del 74% (riso), stanno creando nuove emergenze umanitarie e sconvolgimenti politici di ogni tipo.<br \/>\nIl rapporto della Fao enumera le molteplici cause della crisi alimentare: l&#8217;aumento della domanda nei paesi emergenti (India, Cina), l\u2019impennata nella richiesta di cereali destinati alla produzione di biocarburanti, la crescita del costo del petrolio che ha reso molto pi\u00f9 onerosi i trasporti, la diminuzione delle superfici disponibili per la coltivazione a causa della crescente urbanizzazione del territorio, i cambiamenti climatici. La Fao, tra le \u201caltre\u201d cause, segnala anche le speculazioni sui mercati delle materie prime senza tuttavia specificare che si tratta \u201cdei grandi speculatori finanziari (fondi pensione, hedge funds, persino fondi sovrani) che, in fuga dal terremoto innescato dai mutui immobiliari Usa, stanno collezionando profitti record investendo sui futures sulle materie prime\u201d (<em>Corriere Economia,<\/em> maggio 2008). Tralascia pure di menzionare i guadagni esorbitanti rispetto ad ogni periodo precedente realizzati dalle grandi multinazionali specializzate nel commercio di granaglie, sementi, erbicidi e fertilizzanti (Cargill, Bunge, Monsanto, Dupont, Potash Corporation, Mosaic).<br \/>\n<strong><em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201dEntro un decennio nessun bambino su questa terra morir\u00e0 pi\u00f9 di fame\u201d (Henry Kissinger, Segretario di Stato Usa, Conferenza Mondiale sull\u2019Alimentazione del 1974 a Roma). 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