{"id":1609,"date":"2008-06-11T11:10:06","date_gmt":"2008-06-11T11:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1609"},"modified":"2008-06-11T11:10:06","modified_gmt":"2008-06-11T11:10:06","slug":"ilva-a-taranto-e-a-genova-riva-fa-come-vuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1609","title":{"rendered":"Ilva &#8211; A Taranto e a Genova Riva fa come vuole"},"content":{"rendered":"<p>Tamburi di Taranto \u00e8 il quartiere pi\u00f9 inquinato d\u2019Italia, ma come scrive l\u2019edizione locale di Bari di <em>Repubblica <\/em>il 4 giugno, altri veleni stanno inquinando il clima istituzionale pugliese. \u201cIl difficile rapporto tra enti locali e aziende\u201d si manifesta, in particolare, con quella \u201cpi\u00f9 invasiva di tutte in tutti i sensi: l\u2019Ilva\u201d. La lunga storia di conflitti con l\u2019Ilva (anche sul fronte della sicurezza: due operai morti nell\u2019ultimo anno, Domenico Occhinegro e Gjoni Arjan) ha recentemente subito una brusca accelerazione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nUn ricorso presentato al Tar di Lecce da &#8220;Taranto futura\u201d (coordinamento di associazioni ambientaliste) per annullare l\u2019accordo anti-inquinamento firmato l\u201911 aprile scorso tra ministero dell\u2019Ambiente, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto e tutte le grande aziende operanti nell\u2019area (Ilva inclusa) \u00e8 stato all\u2019origine dell\u2019ultimo scontro tra Regione e Ilva.<br \/>\nIl 28 maggio, \u201calla vigilia della scadenza fissata dall\u2019accordo entro la quale le aziende dovevano consegnare il piano di interventi per ridurre le proprie emissioni\u201d, l\u2019Ilva manda una lettera al ministero dell\u2019Ambiente e all&#8217;assessorato all\u2019Ecologia della Regione Puglia annunciando unilateralmente l\u2019autosospensione (\u201cmomentanea\u201d) dell\u2019invio del programma di interventi in attesa della delibera del Tar. L\u2019autosospensione \u00e8 stata subito da tutti interpretata come un ricatto. \u00abSe non ci diranno quando e come verranno ridotte le emissioni di diossina, daremo parere negativo all\u00b4Autorizzazione integrata ambientale (Aia), necessaria per proseguire l\u2019attivit\u00e0\u00bb attacca l\u2019assessore regionale all\u2019Ecologia, Michele Losappio. Interviene anche il presidente della Puglia Nichi Vendola con una dura lettera inviata a Riva: \u201cIn questi mesi la Regione ha provato a camminare, insieme al sistema d\u2019impresa, costruendo equilibri difficili ma indispensabili fra ambiente e sviluppo, fra occupaz ione e salute. Ma per far questo [\u2026] occorre che l\u2019Ilva non giochi su tavoli diversi e capisca che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere\u201d.<br \/>\nLa storia palese dello scontro finisce il 5 giugno, quando il Tar di Lecce respinge la richiesta di sospensiva dell\u2019associazione &#8220;Taranto Futura&#8221;. Restano gli strascichi. Per Losappio l\u2019autosospensione dell\u2019Ilva rimane \u201cinspiegabile\u201d, ma fa aleggiare il sospetto di un pretesto, di un segnale, che Riva da Taranto, per la serie \u201cqui comando solo io\u201d, ha voluto inviare ai nuovi interlocutori a livello nazionale.<br \/>\nA Genova, al momento della verifica dell\u2019Accordo di programma e del Piano industriale dell\u2019Ilva, Riva ha chiesto la proroga della cassa integrazione per 600 lavoratori, ha licenziato sette apprendisti (poi riassunti), ha denunciato 27 sindacalisti per i recenti scioperi e ha accusato gli enti locali di ritardi e contenziosi pretestuosi, inviando un segnale simile e altrettanto eloquente di quello di Taranto. Qualche settimana fa (<em>La Stampa<\/em> 26 aprile), il segretario della Fiom genovese commentava, evidentemente a nome di tutta la controparte, \u201cAi suoi metodi siamo abituati\u201d. Il fatto \u00e8 che, abituati o no, Riva continua a fare il bello e il cattivo tempo.<br \/>\n<strong><em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tamburi di Taranto \u00e8 il quartiere pi\u00f9 inquinato d\u2019Italia, ma come scrive l\u2019edizione locale di Bari di Repubblica il 4 giugno, altri veleni stanno inquinando il clima istituzionale pugliese. \u201cIl difficile rapporto tra enti locali e aziende\u201d si manifesta, in particolare, con quella \u201cpi\u00f9 invasiva di tutte in tutti i sensi: l\u2019Ilva\u201d. 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