{"id":1630,"date":"2008-07-02T11:47:47","date_gmt":"2008-07-02T11:47:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1630"},"modified":"2008-07-02T11:47:47","modified_gmt":"2008-07-02T11:47:47","slug":"infortuni-nel-tempo-e%e2%80%99-stato-il-lavoratore-che-si-e-fatto-investire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1630","title":{"rendered":"Infortuni nel tempo &#8211; E\u2019 stato il lavoratore che si \u00e8 fatto investire"},"content":{"rendered":"<p>Tutti condannati gli imputati (il Direttore di I\u00b0 tronco di Autostrade per l\u2019Italia SpA; il Coordinatore dei lavori di SPEA SpA; il Direttore dei lavori di T.I.S. SpA) al processo per l\u2019infortunio avvenuto il 9 marzo 2004 su un viadotto della A10 (OLI 188). Concesse solo le attenuanti generiche che hanno ridotto la pena dai tre mesi richiesti dal P.M. a un mese e mezzo.<br \/>\nLa difesa aveva messo in campo avvocati agguerriti: il giudizio sulle condizioni di sicurezza di quel cantiere, sulle responsabilit\u00e0 di quell\u2019incidente, potrebbe infatti influire sul modo di lavorare in molti dei cantieri delle nostre autostrade.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa linea seguita \u00e8 stata quella di scaricare tutta la responsabilit\u00e0 sullo stesso lavoratore infortunato che, in questo caso, si prestava particolarmente bene alla bisogna visto che era anche il \u201cpreposto\u201d, colui che avrebbe dovuto essere \u201cIl garante della sicurezza in loco\u201d, mentre ha avuto un comportamento \u201cincredibile e inopinato\u201d.<br \/>\nRicordiamo che il lavoratore, procedendo di notte a ritroso per sistemare le luci del cantiere, si era spostato inavvertitamente al di fuori della corsia delimitata dai soli coni segnaletici e un camion l\u2019aveva investito. Data la ristrettezza delle corsie (3,28 metri), e il lavoro notturno, il Piano di Sicurezza e di Coordinamento aveva imposto la deviazione di carreggiata, ma durante la fase di allestimento del cantiere l\u2019azienda aveva adottato come misura di sicurezza la sola restrizione di carreggiata.<br \/>\nAd un certo punto l\u2019avvocato rincara la dose e afferma testualmente: \u201cNon \u00e8 stato il veicolo ad avere investito il lavoratore. E\u2019 stato il lavoratore che si \u00e8 fatto investire\u201d. Praticamente un (tentato) suicidio.<br \/>\nOrmai questa deve essere diventata la strada maestra: su Repubblica del 30 giugno in prima pagina il titolo \u201cMorirono bruciati in fabbrica \u2013 chiesti i danni ai familiari\u201d segnala il caso della Umbria Olii, dove si \u00e8 varcato il confine dello scandalo: 35 milioni di euro di risarcimento chiesti ai familiari dei quattro operai che persero la vita nell\u2019incidente di due anni fa.<br \/>\nTornando alla T.I.S, attorno al caposaldo della colpa dell\u2019infortunato, l\u2019ultimo intervento della difesa percorre tutte le possibili strade, usa tutte le possibili argomentazioni: l\u2019allestimento del cantiere non \u00e8 assimilabile alla attivit\u00e0 lavorativa vera e propria; l\u2019esigenza della sicurezza va \u201ccontemperata\u201d con quella di erogare un pubblico servizio: non possiamo chiudere le autostrade ogni volta che c\u2019\u00e8 un cantiere; oltre ai sistemi di protezione sono almeno altrettanto rilevanti i comportamenti dei lavoratori, e il preposto aveva il compito di vigilare su questi, a partire da se stesso; l\u2019orientamento della giurisprudenza secondo cui i lavoratori vanno protetti anche da loro stessi \u00e8 diseducativo: ci manca che venga esteso anche ai preposti\u2026<br \/>\nIl giudice, per\u00f2, deve aver trovato pi\u00f9 convincente al ricostruzione fatta dal P.M. che aveva puntato il dito sulla fittizia distinzione tra allestimento del cantiere e attivit\u00e0 di lavoro, e che aveva ricostruito il gioco di interessi che aveva portato a modificare le misure di sicurezza inizialmente previste. Gli avvocati romani, delusi, si scambiano brevi commenti a bassa voce. Ora si attende la pubblicazione delle motivazioni.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti condannati gli imputati (il Direttore di I\u00b0 tronco di Autostrade per l\u2019Italia SpA; il Coordinatore dei lavori di SPEA SpA; il Direttore dei lavori di T.I.S. SpA) al processo per l\u2019infortunio avvenuto il 9 marzo 2004 su un viadotto della A10 (OLI 188). 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