{"id":1631,"date":"2008-07-02T11:52:57","date_gmt":"2008-07-02T11:52:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1631"},"modified":"2008-07-02T11:52:57","modified_gmt":"2008-07-02T11:52:57","slug":"genova-una-occhiata-al-presente-per-disegnare-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1631","title":{"rendered":"Genova &#8211; Una occhiata al presente per disegnare il futuro"},"content":{"rendered":"<p>Una o due volte al mese, P. Arvati, manda a <em>Repubblica <\/em>alcune osservazioni frutto della sua attivit\u00e0 di responsabile della statistica comunale. Lo fa con garbo e cercando di non sommergere di cifre il lettore. Per sapere chi siamo &#8211; osserva Arvati &#8211; e come in parte andranno le cose e come e su cosa intervenire, le statistiche comunali potrebbero aiutare. In altre parole: per compilare i libri dei desideri, \u00e8 utile prima di ogni cosa, prendere atto della citt\u00e0 com&#8217;\u00e8, di quali attrattive e di quali energie disponga.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nUna citt\u00e0 che nel 2007 \u00e8 tornata a perdere abitanti dopo 4 anni che il suo saldo naturale era tornato positivo (<em>Repubblica <\/em>15 maggio &#8217;08). Ma attenzione, fa notare Arvati, non si tratta di un ritorno al passato. Perch\u00e9 gli stranieri che pesano sulla popolazione residente per circa il 6% incidono con percentuali molto pi\u00f9 significative sulla nuzialit\u00e0 (il 25% tra coppie miste e immigrate) e sulla natalit\u00e0 (di nuovo il 25 %). In altre parole il saldo negativo sottolinea piuttosto la decrescita della componente autoctona. Infatti, mentre la popolazione della citt\u00e0 diminuisce, la percentuale delle nuove famiglie e dei nuovi nati riferibile agli immigrati \u00e8 4 volte pi\u00f9 grande della quota che essi rappresentano nella popolazione residente.<br \/>\nL&#8217;incidenza straniera sulla popolazione da 0 a 18 anni (<em>Repubblica <\/em>29 maggio &#8217;08) \u00e8 salita dal 2% nel 1997 al 9% nel 2006 (ben superiore al 6% della presenza straniera in citt\u00e0). E&#8217; un fatto che tra l&#8217;altro ha permesso di contenere l&#8217;et\u00e0 media della citt\u00e0, di poco sotto i 50 anni, che diversamente sarebbe di gran lunga superata. E che sta cambiando la scuola dove gli studenti stranieri (2006-7) sono il 10% alle elementari, l&#8217;11% nella media inferiore e il 5% nella media superiore. Percentuali destinate a crescere molto rapidamente essendo la natalit\u00e0 meticcia il 25% del totale.<br \/>\nCostruire previsioni sulle serie statistiche non \u00e8 facile: molte variabili intervengono a modificare i comportamenti demografici. Arvati ne ha ad esempio indicato uno (<em>Repubblica <\/em>12 giugno &#8217;08) giudicato rilevante dagli statistici: si tratta della &#8220;attrattivit\u00e0&#8221;. A fronte di un movimento migratorio all&#8217;interno dei confini nazionali tornato a crescere &#8211; ci si muove alla ricerca del &#8220;meglio&#8221; &#8211; Genova risulta poco appetita. Prevalgono gli stranieri che se ne vanno rispetto a quelli che arrivano. E&#8217; la conferma della condizione periferica di Genova e della Liguria al confronto di altre citt\u00e0 grandi e piccole del Nord Est e del Nord Ovest.<br \/>\nArvati non scrive della citt\u00e0 &#8211; banche, assicurazioni, traffici &#8211; che hanno i forzieri pieni di soldi ma di quella che giornalmente si svolge sotto gli occhi di tutti. E suggerisce che per ragionare di cultura, ricerca, scuola e di altro ancora sarebbe opportuno prendere atto, e alla svelta, di quali e dove siano oggi parte delle energie interessate alla citt\u00e0 di domani.<br \/>\n<strong><em>(Manlio Calegari)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una o due volte al mese, P. Arvati, manda a Repubblica alcune osservazioni frutto della sua attivit\u00e0 di responsabile della statistica comunale. Lo fa con garbo e cercando di non sommergere di cifre il lettore. 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