{"id":1640,"date":"2008-07-09T09:23:16","date_gmt":"2008-07-09T09:23:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1640"},"modified":"2008-07-09T09:23:16","modified_gmt":"2008-07-09T09:23:16","slug":"ambiente-il-partito-trasversale-del-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1640","title":{"rendered":"Ambiente &#8211; Il partito (trasversale) del cemento"},"content":{"rendered":"<p>Sono sempre gli stessi i nomi che si rincorrono, che senza sosta scompaiono e ricompaiono, anche in diverse vesti, in un limitato e ben definito spazio geografico. I nomi non sono Jos\u00e9 Arcadio n\u00e9 Aureliano Buend\u00eda. Lo spazio non \u00e8 quello fantastico, senza tempo e con il destino segnato della Macondo di \u201cCent\u2019anni di solitudine\u201d. Per gli autori di \u201cIl partito del cemento\u201d (Marco Preve e Ferruccio Sansa, Chiarelettere editore, giugno 2008, euro 14,60) lo spazio \u00e8 quello reale della Liguria di oggi e il destino della regione non \u00e8 inevitabile, ma si gioca adesso. I nomi ricorrenti sono quelli dei politici, imprenditori e banchieri associati alla nuova speculazione edilizia che si \u00e8 scatenata sulla regione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa prima parte del volume (\u201cIl potere\u201d) presenta i personaggi, sempre gli stessi, in \u201cun groviglio inestricabile in cui restano annodati partiti di destra e di sinistra, imprenditori e amici degli amici. Niente di illegale, sia chiaro, ma \u00e8 altrettanto evidente come il potere, in Liguria, come ormai in tutta Italia, sia in mano a poche persone. E le iniziative economiche rischiano di essere concepite da imprenditori che poi siedono nel cda delle banche che le finanziano, magari insieme con rappresentanti dei partiti che poi devono approvarle\u201d (p. 90).<br \/>\nLa seconda parte (\u201cI luoghi\u201d) descrive lo spazio ligure destinato ad essere sepolto dal cemento. Preve e Sansa riportano dati Istat che indicano che la superficie libera dalle costruzioni in Liguria \u00e8 diminuita dal 1990 al 2005 del 45% (media Italia, 17%). I luoghi preferiti della speculazione sono ovviamente quelli della costa e i porticcioli in primo luogo. \u201cOggi ormai c\u2019\u00e8 un posto barca ogni 47 abitanti. Oppure, se preferite, 300 chilometri di costa per oltre 140 di moli\u201d (p 109). Si stima che il cemento associato (edilizia residenziale, turistica, commerciale) ammonta a tre milioni di metri cubi, per non parlare di posti auto, viabilit\u00e0 ecc. E poi aree dismesse cedute alla speculazione all\u2019insegna della \u201criqualificazione\u201d, ex alberghi destinati a residenze, un enorme patrimonio immobiliare \u201ccartolarizzato\u201d (svenduto) per far quadrare i conti degli enti locali e ancora torri e grattacieli di cemento e vetro firmate da famosi architetti che cambieranno per sempre il pae saggio ligure. Da Ventimiglia a Portovenere il tema \u00e8 unico. Uno scempio definito dagli autori \u201cseconda rapallizzazione\u201d.<br \/>\nLa terza e ultima parte (\u201cLe battaglie\u201d) \u00e8 una rassegna di casi e di protagonisti (professionisti, studiosi, semplici cittadini, gruppi, movimenti) che hanno saputo dire di no e che resistono ogni giorno. Serve a ricordare che il destino della Liguria (ma anche dell\u2019Italia), a differenza di quello di Macondo, non \u00e8 scritto in una vecchia pergamena.<br \/>\nInfine, il libro di Preve e Sansa, corredato da un ampio indice di nomi, \u00e8 anche una specie di ricco database cartaceo da utilizzare come manuale a difesa dell\u2019ambiente. Ilvo Diamanti ha segnalato tra le tante cause della sconfitta del Pd dell\u2019aprile 2008 \u201cil disorientamento prodotto dal cambiamento sregolato del paesaggio\u201d, uno smarrimento che pu\u00f2 facilmente alimentare una maggiore sensazione di insicurezza. \u201cIl partito del cemento\u201d \u00e8 quindi, nello stesso tempo, una denuncia e un prezioso strumento di riflessione che la politica non dovrebbe far finta di ignorare.<br \/>\n<strong><em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono sempre gli stessi i nomi che si rincorrono, che senza sosta scompaiono e ricompaiono, anche in diverse vesti, in un limitato e ben definito spazio geografico. I nomi non sono Jos\u00e9 Arcadio n\u00e9 Aureliano Buend\u00eda. Lo spazio non \u00e8 quello fantastico, senza tempo e con il destino segnato della Macondo di \u201cCent\u2019anni di solitudine\u201d. 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