{"id":1671,"date":"2008-10-08T15:33:10","date_gmt":"2008-10-08T15:33:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1671"},"modified":"2008-10-08T15:33:10","modified_gmt":"2008-10-08T15:33:10","slug":"universita-il-pane-per-la-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1671","title":{"rendered":"Universit\u00e0 &#8211; Il pane per la ricerca"},"content":{"rendered":"<p><em>Estratto da Guido Barbujani (Domenica del Sole 24 Ore, 28 settembre 2008)(*)<br \/>\nDa qui al 2012 il taglio delle risorse scoragger\u00e0 gli studiosi pi\u00f9 meritevoli e accelerer\u00e0 il declino del nostro Paese<\/em><br \/>\n\u00c8 frustrante parlare dello stato di abbandono in cui versano Universit\u00e0 e ricerca nel nostro Paese. Le cifre sono grottesche, nessuno ci fa pi\u00f9 caso. Tanto per dirne una: per i diritti degli highlights della serie A, la Rai ha speso pi\u00f9 di quanto nel 2008 l&#8217;Italia ha investito nella ricerca di base, i cosiddetti progetti Prin.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLo conferma il rapporto 2008 dell&#8217;Ocse, <a href=\"http:\/\/caliban.sourceoecd.org\/upload\/9608041etemp.pdf\">Education at a glance<\/a>. In media, nei Paesi dell&#8217;Ocse si spende per l&#8217;Universit\u00e0 l&#8217;1,5% del prodotto interno lordo; in Italia, lo 0,9 per cento. Dietro di noi c&#8217;\u00e8 solo la Slovacchia, per un pelo. Gli Stati Uniti investono nelle istituzioni universitarie il 2,9% del loro prodotto lordo, il Canada il 2,6 per cento. Grecia, Messico, Polonia, Israele, Portogallo, Turchia, Estonia, Cile: sono tutti davanti a noi, alcuni di un bel po&#8217;. Va bene, dir\u00e0 qualcuno, ma negli Usa i privati sono molto pi\u00f9 generosi. Vero, i privati americani lo sono sei volte pi\u00f9 dei nostri (l&#8217;1,9% contro lo 0,3%). Ma negli Stati Uniti di George W. Bush i finanziamenti pubblici dell&#8217;Universit\u00e0 sono il doppio che in Italia.<br \/>\nPresto rimpiangeremo i tempi in cui potevamo giocarci con la Slovacchia il penultimo posto. A giugno, infatti, con il decreto legge 112\/08, inserito nella manovra finanziaria per il 2009 (\u00abDisposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit\u00e0, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria\u00bb) l&#8217;Universit\u00e0 italiana \u00e8 stata rivoltata come un calzino. Per cominciare, dovr\u00e0 dimagrire: sar\u00e0 assunto un nuovo dipendente solo ogni cinque pensionamenti. Ne deriveranno crescenti economie per il bilancio dello Stato, da 456 milioni di euro nel 2009 fino a 3.188 milioni nel 2012. Sembrerebbe insomma che per garantire lo sviluppo economico e la competitivit\u00e0 il nostro Governo abbia scoperto l&#8217;uovo di Colombo. Niente nuove risorse, anzi, noi faremo il contrario di quello che fanno gli altri: disinvestire, disinvestire! Barack Obama promette un milione di nuovi insegnanti? Che fesseria: noi, invece, per essere pi\u00f9 competitivi, ce ne sbarazzeremo: dalla scuola elementare in su.<br \/>\nA colpi di un&#8217;assunzione ogni cinque pensionamenti, c&#8217;\u00e8 poco da fare: presto i docenti non basteranno pi\u00f9. Chiuderanno i corsi di laurea, poi le facolt\u00e0, poi interi atenei. Il decreto legge 112\/08 offre per\u00f2 una scappatoia. Le universit\u00e0 non vogliono chiudere? Si trasformino in fondazioni di diritto privato (&#8230;) Quando nel nostro Paese l&#8217;universit\u00e0 sar\u00e0 solo privata ci si laureer\u00e0 a prezzo di mercato.<br \/>\n(&#8230;) All&#8217;universit\u00e0, si sente dire, non si lavora; i professori non ci sono mai e quando ci sono battono la fiacca (&#8230;) Ma qualcosa di vero c&#8217;\u00e8: non tutte le sedi, non tutti i corsi, sono all&#8217;altezza del loro compito. Che fare, allora? Altrove si valuta la produzione scientifica; si premia chi lo merita, si penalizzano gli altri. Da noi, invece, si spara nel mucchio. I professori vogliono soldi? Che se li trovino. E la ricerca di base, l&#8217;alta formazione postlaurea? E chi se ne frega. La pensano cos\u00ec in molti: il decreto 112\/08 ricalca una proposta di legge presentata nella scorsa legislatura da Nicola Rossi, allora deputato Ds, oggi senatore del Pd. \u00abL&#8217;Italia ha bisogno di un soffio di libert\u00e0. Libert\u00e0 di competere, libert\u00e0 di rischiare, libert\u00e0 di inventare, libert\u00e0 di scommettere sul proprio talento\u00bb scrive Rossi al proprio sito web. \u00abNon crediamo\u00bb, continua, \u00abche la giustizia sociale si misuri in quantit\u00e0 di spesa pubblica\u00bb. Giusto. Resta da capire come potranno scommettere sul proprio talento i nostri migliori laureati, senza investimenti nella ricerca, senza borse di studio, senza futuro nel sistema accademico. E soprattutto come potr\u00e0 il Paese, liquidate universit\u00e0 e ricerca pubbliche, restare a galla in una competizione internazionale che si gioca sempre pi\u00f9 sulle conoscenze e sull&#8217;innovazione.<br \/>\n<em><B>(Guido Barbujani)<\/B><\/em><br \/>\n(*) Clicca <a href=\"http:\/\/www.cipur.it\/rassegna%20stampa\/Articoli%202008\/sole28set08.pdf\"> qui<\/a> per leggere l\u2019articolo completo.<br \/>\n<em>Guido Barbujani ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook (New York), alle Universit\u00e0 di Padova e Bologna, e dal 1996 \u00e8 professore di genetica all&#8217;Universit\u00e0 di Ferrara. Autore di romanzi (\u201cDilettanti. Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin\u201d, Sironi, 2004; \u201cDopoguerra\u201d, Sironi, 2002; \u201cQuestione di razza\u201d, Mondadori, 2003) e di saggi (\u201cL&#8217;invenzione delle razze\u201d, Bompiani, 2006 e, in collaborazione con Pietro Cheli, \u201cSono razzista, ma sto cercando di smettere\u201d, Laterza, 2008)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estratto da Guido Barbujani (Domenica del Sole 24 Ore, 28 settembre 2008)(*) Da qui al 2012 il taglio delle risorse scoragger\u00e0 gli studiosi pi\u00f9 meritevoli e accelerer\u00e0 il declino del nostro Paese \u00c8 frustrante parlare dello stato di abbandono in cui versano Universit\u00e0 e ricerca nel nostro Paese. 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