{"id":1692,"date":"2008-10-22T13:06:30","date_gmt":"2008-10-22T13:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1692"},"modified":"2008-10-22T13:06:30","modified_gmt":"2008-10-22T13:06:30","slug":"web-2-0-quando-e-vero-soltanto-cio-che-vince","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1692","title":{"rendered":"Web 2.0 &#8211; Quando \u00e8 vero soltanto ci\u00f2 che vince"},"content":{"rendered":"<p>Se avete un profilo su Facebook, se leggete ed interagite con la nostra newsletter, se comprate su e-bay o partecipate ad un forum di cucina regionale, se scrivete un blog invece del diario segreto, siete approdati anche voi, magari senza saperlo, allo Web 2.0.<br \/>\nSi tratta, secondo la definizione di Wikipedia, di \u201cuno stato di evoluzione di internet\u201d, ovvero \u201cl&#8217;insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente\u201d. L&#8217;utente si sposta al centro dei servizi e dei contenuti, li modifica a proprio piacimento, ne influenza l&#8217;evoluzione, insomma, crea un mondo virtuale che rispecchi fedelmente le proprie preferenze e convinzioni.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nPaese delle meraviglie o agghiacciante buco della memoria delle idee minoritarie? La deriva dello Web 2.0, o \u201cweb sociale\u201d, si legge in un <a href=\"http:\/\/chipsandsalsa.wordpress.com\/category\/giornalismo\/\">articolo di Carlini<\/a>, \u00e8 appunto la mancanza un confronto: \u201cI social network rischiano di relegare i partecipanti delle singole community e di isolarli dagli stimoli di realt\u00e0 diverse. Il paradosso del web sociale \u00e8 la sua mancanza di pluralismo e di contraddittorio\u201d.<br \/>\nUn caso concreto. Vi sar\u00e0 certamente capitati durante qualche ricerca, una pagina inconfondibile profilata di verde, avatar sorridente, una domanda e tante risposte: si chiama Yahoo Answers ed \u00e8 un servizio di social searching di Yahoo, attivo dal 2006, che permette di porre domande e di rispondere a quelle degli altri utenti, sugli argomenti pi\u00f9 disparati. Yahoo Answers \u00e8 stato definito da PC World come \u201cuno dei migliori esempi di partecipazione da parte della community presenti nella Rete\u201d. In realt\u00e0, molti in rete ne parlano come del peggio di internet.<br \/>\nUn sistema di premiazione dei partecipanti, sorto con l&#8217;intenzione di incentivare gli interventi, prevede che per porre domande o risposte sia necessario spendere da 2 a 5 punti. Chi ha posto la domanda pu\u00f2 scegliere la migliore risposta: il vincitore si accredita dieci punti da spendere ponendo nuove domande e rispondendo. Le conseguenze del sistema, cos\u00ec come l&#8217;uso che viene fatto dello strumento, sono quanto meno opinabili: Yahoo Answers viene usata come contenitore delle domande pi\u00f9 idiote e delle risposte pi\u00f9 incompetenti. L&#8217;assenza di un&#8217;autorit\u00e0 fa s\u00ec che spesso vengano premiate e divulgate false verit\u00e0, o meglio, opinioni condivise che non hanno neppure la necessit\u00e0 di essere vere. Si propagano rapidamente e si alimentano di consenso, per quanto siano idiote, insensate ed illogiche. Qualche esempio? Una delle sezioni pi\u00f9 roventi \u00e8 quella relativa all&#8217;immigrazione. Il tenore delle domande \u00e8 il seguente \u201cSe fossi rom avrei potuto avere anche io casa e sussidio?\u201d \u201cP erch\u00e8 il mio datore di lavoro si rifiuta di assumere persone straniere?\u201d \u201cQuanto ci vorr\u00e0 perch\u00e8 le bombe carta diventino bombe vere?\u201d \u201cQuale la razza pi\u00f9 aggressiva tra gli immigranti?\u201d\u201dSar\u00e0 l&#8217;ora di chiudere le frontiere, ce ne sono gi\u00e0 abbastanza?\u201d.<br \/>\nOgni \u201cmigliore risposta\u201d, come prevedibile, segue in scia il tono della domanda e diventa, fatalmente, opinione di massa: \u201cCerto che \u00e8 vero, l&#8217;ho letto su Yahoo Answers\u201d.<br \/>\n<strong><em>(Eleana Marullo)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se avete un profilo su Facebook, se leggete ed interagite con la nostra newsletter, se comprate su e-bay o partecipate ad un forum di cucina regionale, se scrivete un blog invece del diario segreto, siete approdati anche voi, magari senza saperlo, allo Web 2.0. 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