{"id":1707,"date":"2008-11-05T09:02:38","date_gmt":"2008-11-05T09:02:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1707"},"modified":"2008-11-05T09:02:38","modified_gmt":"2008-11-05T09:02:38","slug":"immigrati-la-questura-ama-i-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1707","title":{"rendered":"Immigrati &#8211; La Questura ama i bambini"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/immigraziones.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" align=\"left\" hspace=\"5\">La Questura di Genova ama tanto i bambini (immigrati) che li vuole conoscere, di persona, uno per uno, anche se, magari, questa conoscenza comporta qualche disagio (per il bambino). Ma cosa non si farebbe per un caldo contatto umano\u2026<br \/>\nDunque questa \u00e8 la storia di Hassna, cittadina marocchina regolarmente residente a Genova da pi\u00f9 di cinque anni e quindi in condizione di poter richiedere la \u201ccarta di soggiorno\u201d permanente.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa c\u2019\u00e8 un figlio, un bambino di quattro anni che ora vive in Marocco da una zia: la mamma molto presto ha divorziato dal marito, deve lavorare per vivere, e qui ha solo una sorella anche lei divorziata, anche lei costretta ad accettare la lontananza dai figli per poter lavorare.<br \/>\nCos\u00ec, quando Hassna va in Questura per le pratiche della carta di soggiorno si sente dire che, per ottenerla, \u00e8 indispensabile che lei porti, fisicamente, il figlio, perch\u00e9 loro lo possano \u201cvedere\u201d.<br \/>\nMa, tenta di replicare, mio figlio \u00e8 nato a Genova, all\u2019Ospedale Villa Scassi, ha il suo bel certificato di nascita, \u00e8 regolarmente iscritto sul mio permesso di soggiorno, io ne ho ottenuto l\u2019affido da parte del Tribunale dei Minori\u2026 che senso ha che lo vogliate \u201cvedere\u201d? Per me \u00e8 un problema tremendo: devo andare e venire dal Marocco due volte, per andarlo a prendere e per riportarlo, ho perso il lavoro il mese scorso e non ho i soldi per questi viaggi, il bambino l\u00ec \u00e8 gi\u00e0 inserito a scuola\u2026<br \/>\nNiente da fare. Irremovibili. Cos\u00ec Hassna raccoglie, con prestiti da amici, i soldi per il primo dei due viaggi, e ora il bambino \u00e8 qui, in attesa di poter tornare in Marocco.<br \/>\nMentre mi racconta la vicenda col suo ottimo italiano Hassna mi guarda, interrogativa, come a chiedermi come sia possibile che qui le cose funzionino cos\u00ec. Sottolinea che in altri Paesi europei suo figlio avrebbe acquisito la nazionalit\u00e0 del luogo di nascita, e fa i conti di quanto le sta costando tutto ci\u00f2 in un momento in cui si trova disoccupata: 200 euro per la carta di soggiorno, 600 euro di debiti per il viaggio&#8230;<br \/>\nNel frattempo mi racconta anche di s\u00e9: trenta anni, diplomata, il progetto di entrare nelle forze dell\u2019ordine in Marocco reso impossibile da un infortunio.<br \/>\nPoi, nel 2000, una visita alla sorella in procinto di partorire che, insensibilmente, si trasforma in un cambiamento di progetto di vita, da giocarsi qui. Un matrimonio sbagliato le regala un bambino che crescer\u00e0 lontano, mentre la possibilit\u00e0 di ritornare in Marocco impallidisce. Hassna, tre lingue perfette (arabo, francese e italiano), \u00e8 a met\u00e0 tra due mondi: l\u00ec il passato e la nostalgia, qui le amicizie, le relazioni, le esperienze di lavoro. La lontananza dal figlio \u00e8 un dolore immenso, ma averlo qui, da sola, \u00e8 proprio impossibile.<br \/>\nE poi, aggiunge, l\u00ec a scuola pu\u00f2 avere una preparazione migliore: in Marocco si imparano contemporaneamente due lingue, perch\u00e9 studiamo da subito su testi in arabo e francese. E dai primissimi anni si aggiunge la terza: inglese o spagnolo.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Questura di Genova ama tanto i bambini (immigrati) che li vuole conoscere, di persona, uno per uno, anche se, magari, questa conoscenza comporta qualche disagio (per il bambino). 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