{"id":1713,"date":"2008-11-12T11:33:28","date_gmt":"2008-11-12T11:33:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1713"},"modified":"2008-11-12T11:33:28","modified_gmt":"2008-11-12T11:33:28","slug":"immigrazione-fini-contro-la-bossi-fini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1713","title":{"rendered":"Immigrazione &#8211; Fini contro la Bossi-Fini?"},"content":{"rendered":"<p>Secondo il dossier statistico della Caritas presentato a Roma il 29 ottobre 2008: \u201cAlmeno mezzo milione di stranieri sono gi\u00e0 insediati in Italia ed inseriti nel mercato del lavoro nero seppure sprovviste di permesso di soggiorno\u201d. Il lavoro nero fra gli immigrati &#8211; osserva il dossier &#8211; \u00e8 enormemente diffuso \u201ccon un&#8217;ampiezza sconosciuta negli altri paesi industrializzati\u201d.<br \/>\nDel lavoro nero degli immigrati, ha parlato il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo ad un convegno della fondazione &#8220;Fare futuro&#8221; del 13 ottobre scorso. &#8220;C&#8217;\u00e8 stata \u2013 ha detto Fini &#8211; un po&#8217; di accondiscendenza nei confronti di datori di lavoro che, lo dico in modo papale papale, a volte sono degli autentici sfruttatori degli immigrati&#8221;. &#8220;Il problema \u2013 ha aggiunto Fini &#8211; non sono quelli che lavorano in nero, ma coloro che impiegano in condizioni di sfruttamento, coloro che arrivano in Italia spinti dal bisogno&#8221;.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSempre sul lavoro nero, sono molto interessanti le riflessioni dello stesso Fini, raccolte da Bruno Vespa nel suo nuovo libro anticipate alla stampa il 29 settembre 2008. Secondo il presidente della Camera, \u201ctutti sanno che in Italia lavorano centinaia di migliaia di persone sprovviste di permesso di soggiorno e, il pi\u00f9 delle volte, i decreti flussi ammettono un numero di lavoratori inferiore a quello che serve. Bisogna essere pi\u00f9 elastici e distinguere chi lavora da chi non lavora. Anzich\u00e9 indicare ogni anno un numero, si faccia un censimento rigoroso richiamando seriamente alle proprie responsabilit\u00e0 il datore di lavoro\u201d.<br \/>\nFini non considera questa proposta una sanatoria: \u201cSanare \u2013 sottolinea Fini \u2013 significa concedere un permesso di soggiorno al clandestino in attesa che si sistemi. Io dico un\u2019altra cosa: quanti sono quelli che lavorano effettivamente in Italia? Bene, evitiamo che per mettersi a posto debbano fare peripezie inutili. Insieme con i datori di lavoro facciamo un censimento rigoroso e mettiamoli a posto. Non \u00e8 una sanatoria, \u00e8 emersione di un lavoro nero che gi\u00e0 esiste\u201d.<br \/>\nLe stesse cose che Fini dice oggi hanno incontrato negli anni recenti l\u2019ostilit\u00e0 del partito dello stesso Fini, delle destre in generale, e la totale sordit\u00e0 da parte dei DS, timorosi di non reggere il confronto con le posizioni delle destre. Ci\u00f2 che importa ora \u00e8 che la regolarizzazione diventi cultura per il governo dell\u2019immigrazione. Riuscir\u00e0, dunque, Fini a tradurre in fatti di governo le sue parole?<br \/>\n<strong><em>(Saleh Zaghloul) <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il dossier statistico della Caritas presentato a Roma il 29 ottobre 2008: \u201cAlmeno mezzo milione di stranieri sono gi\u00e0 insediati in Italia ed inseriti nel mercato del lavoro nero seppure sprovviste di permesso di soggiorno\u201d. 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