{"id":1726,"date":"2008-11-19T15:37:29","date_gmt":"2008-11-19T15:37:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1726"},"modified":"2008-11-19T15:37:29","modified_gmt":"2008-11-19T15:37:29","slug":"bolzaneto-le-regole-della-democrazia-e-quelle-del-rugby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1726","title":{"rendered":"Bolzaneto &#8211; Le regole della democrazia e quelle del rugby"},"content":{"rendered":"<p>Massimo Calandri, autore di \u201cBolzaneto. La mattanza della democrazia\u201d(prefazione di G. D\u2019Avanzo, Derive Approdi, Roma 2008, pp. 252, euro 15,00) \u00e8 nato nel 1963. Da ragazzo sognava di fare il giornalista e ha cominciato a scrivere su Il Lavoro sin dal 1981 quando di anni ne aveva soltanto 18. Nel \u201992 \u00e8 stato assunto da la <em>Repubblica <\/em>dove, per le pagine genovesi, ha scritto e scrive di cronaca nera e giudiziaria. Un osservatorio privilegiato per una realt\u00e0 che cambia rapidamente. Non c\u2019\u00e8 bisogno di scomodare Marx per sapere che la cronaca giudiziaria \u00e8 la rappresentazione pi\u00f9 efficace di una societ\u00e0. Se si cerca di scavare alla ricerca dei suoi riferimenti o dei suoi modelli, Calandri risponde sorridendo che per lui \u00e8 stato importante il rugby, uno sport che ha praticato a lungo, a proposito del quale scrive su riviste specializzate, e che, nel tempo libero, ancora insegna ai bambini del Cus Genova, il club dove in passato giocava. Il rug by? Ma cosa c\u2019entra con le storie del G8 e di Bolzaneto su cui ha scritto il libro o con la Diaz a cui ha dedicato su <em>Repubblica <\/em>tante delle sue cronache?<br \/>\nC\u2019entra ma tocca al lettore scoprirlo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n\u201cBolzaneto\u201d comincia dalla fine, dalla sera del 14 luglio 2008, quando nell\u2019aula bunker viene data lettura della sentenza a proposito dei sequestri e delle torture avvenute nella caserma carcere di Bolzaneto tra venerd\u00ec 20 e luned\u00ec 23 luglio 2001. Tre giorni in cui tutto \u00e8 incerto o quasi: dal numero dei reclusi \u2013 pi\u00f9 di 250 ma quanti di pi\u00f9? &#8211; ai presenti addetti alla loro mortificazione, ai ruoli di costoro: dirigenti, collaboratori, esecutori. Tre giorni che per essere ricostruiti hanno richiesto 7 anni di inchiesta di cui 4 spesi per 200 udienze. Perch\u00e9 un tempo cos\u00ec lungo? Perch\u00e9 quei tre giorni non erano frutto del caso, un \u201cincidente\u201d prodotto e aggravato dai fatti terribili che avevano segnato il G8. Al contrario: quei tre giorni, quando la caserma di Bolzaneto diventa un \u201cnon luogo\u201d, un\u2019area \u201cposta fuori dell\u2019ordinamento giuridico, al di fuori delle regole del diritto penale e del diritto carcerario\u201d, erano stati preventivati proprio cos\u00ec; con menzogne e malizie messe in opera molto tempo prima dei fatti.<br \/>\nCalandri le individua una per una, da quelle pi\u00f9 esplicite a quelle che paiono frutto di balordaggine ma che con le altre giocano a produrre uno stesso risultato: una zona franca dove mortificare, terrorizzare, torturare. Non conta se poi l\u2019impianto accusatorio costruito contro i detenuti per giustificarne la detenzione croller\u00e0 nella maggior parte dei casi; del resto non era quello il suo scopo.<br \/>\nCalandri racconta i sette anni durante i quali, contro l\u2019ostinazione delle parti civili e la pervicacia dei magistrati, si \u00e8 alzato il muro quasi impenetrabile delle forze di polizia, della penitenziaria, dei carabinieri, gregari e superiori: lo stato o almeno una sua parte.<br \/>\nE il rugby? E\u2019 uno sport duro, anche violento ma dove alla fine vincitori e sconfitti si stringono la mano. E\u2019 il momento della verit\u00e0, un modo per dichiarare la fedelt\u00e0 alle regole. Necessario se si vuole continuare a giocare insieme.<br \/>\nPer favore leggetelo e troviamo luoghi dove parlarne.<br \/>\n<strong><em>(Manlio Calegari)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Calandri, autore di \u201cBolzaneto. 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