{"id":1732,"date":"2008-11-26T16:07:45","date_gmt":"2008-11-26T16:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1732"},"modified":"2008-11-26T16:07:45","modified_gmt":"2008-11-26T16:07:45","slug":"carcere-contro-lergastolo-sciopero-della-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1732","title":{"rendered":"Carcere &#8211; Contro l&#8217;ergastolo sciopero della fame"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201cFine pena: mai\u201d riguarda circa 1300 detenuti rinchiusi nelle carceri italiane condannati all&#8217;ergastolo. Quel \u201cmai\u201d che sostituisce la usuale data di scarcerazione assume un tono perentorio, assoluto. Ma in realt\u00e0 ha comunque un valore incerto, perch\u00e9 il fine pena arriver\u00e0 certamente, ma non sar\u00e0 accompagnato dalla scarcerazione: per questo motivo a maggio 2007 un gruppo di detenuti ergastolani scrissero una lettera provocatoria al Presidente della Repubblica per chiedere che la loro pena fosse tramutata in pena di morte, e sostituita con una (amara) certezza. Quel \u201cmai\u201d sta ad indicare anche una rinuncia definitiva e assoluta dello Stato Italiano alla possibilit\u00e0 di rieducazione e reinserimento nella societ\u00e0 di un individuo. 800 ergastolani e circa 13.000 persone cominciarono, il primo dicembre 2007, uno sciopero della fame per far crescere l&#8217;interesse intorno alla proposta di legge della senatrice Maria Luisa Boccia per l&#8217;abolizione dell&#8217;ergastolo. Qualche articolo sul giornale, e della proposta non se ne fece nulla.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nC&#8217;\u00e8 ancora qualcosa che possiamo leggere in quel \u201cmai\u201d: il tentativo di compensare uno o pi\u00f9 delitti anche efferati con una condanna ad una pena di pari valore. Operazione francamente impossibile, per cui si finisce inevitabilmente per rinunciare al valore riabilitativo della pena per considerarla esclusivamente punitiva: il carcere per un ergastolano non pu\u00f2 essere un luogo dove ricostruire un&#8217;esistenza o ripensare il proprio rapporto con la societ\u00e0, ma -per legge- deve essere il luogo dove stare rinchiusi \u201cper sempre\u201d, ovvero senza alcuna speranza. Come scriveva Pietro Ingrao nel 1989 su <a href=\"http:\/\/www.informacarcere.it\/campagna_ergastolo.php?IDERG=3&#038;goal=lettera\">\u201cOra d&#8217;aria\u201d<\/a>: \u201cQuando la pena era mozzare un orecchio o un braccio, si ammetteva che \u2013 sia pure mutilato \u2013 il colpevole potesse ritrovare un terreno di convivenza con la comunit\u00e0 e con la legge imperante. L\u2019ergastolo confessa invece l\u2019incapacit\u00e0 di persuadere, di spostare: sia pure attraverso lo strumento della forza. Se soltanto si suppone che ci sia un grammo di probabilit\u00e0 di recupero, perch\u00e9 dire invece: sta dentro un carcere per tutta la vita?\u201d L&#8217;ergastolo \u00e8 in conflitto con il principio costituzionale dell&#8217;umanit\u00e0 e della funzione rieducativa della pena, indicato nell&#8217;art.27 comma 3 della Costituzione Italiana, ma rappresenta anche la negazione della funzione riabilitativa delle carceri. Anche per questi motivi il primo dicembre 2008 i detenuti ergastolani italiani cominceranno un nuovo sciopero della fame, perch\u00e9 non si smetta di parlare di ergastolo. O forse perch\u00e9 si smetta.<br \/>\nPer informazioni: Associazione Liberarsi c\/o Associazione Pantagruel, http:\/\/www.informacarcere.it\/campagna_ergastolo.php<br \/>\n<em><strong>(Maria Cecilia Averame)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cFine pena: mai\u201d riguarda circa 1300 detenuti rinchiusi nelle carceri italiane condannati all&#8217;ergastolo. Quel \u201cmai\u201d che sostituisce la usuale data di scarcerazione assume un tono perentorio, assoluto. 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