{"id":1744,"date":"2008-12-10T16:30:33","date_gmt":"2008-12-10T16:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1744"},"modified":"2008-12-10T16:30:33","modified_gmt":"2008-12-10T16:30:33","slug":"servizi-%e2%80%9crispolverare%e2%80%9d-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1744","title":{"rendered":"Servizi &#8211; \u201cRispolverare\u201d non basta"},"content":{"rendered":"<p>Il titolo del dibattito del 3 dicembre alla mostra <em>Voci e volti di donne del ponente dal dopoguerra ad oggi <\/em>\u00e8 \u201cRispolverare i servizi?\u201d. Mario Calbi, gi\u00e0 assessore ai Servizi sociali del Comune, nella sua introduzione, dice che ci vorrebbe ben altro.<br \/>\nI \u201clivelli essenziali di assistenza\u201d, cio\u00e8 i diritti di cui devono godere tutti, con certezza di finanziamento, non sono mai stati definiti.<br \/>\nA livello locale prestazioni e servizi sono stati decentrati e affidati a soggetti esterni, senza occuparsi di quel che doveva avvenire al centro perch\u00e9 fosse esercitato il necessario controllo ed indirizzo, col risultato di una grande frammentazione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl sogno di integrare interventi sociali e sanitari si \u00e8 definitivamente perduto col passaggio di competenze dai comuni alla Regione: le prestazioni si sono \u201csanitarizzate\u201d e si sono distaccate dalle politiche del lavoro e della integrazione sociale. Il numero crescente di operatori precari si \u00e8 tradotto in un lavorare male, senza conoscenza dei fenomeni sociali.<br \/>\nIl \u201cfondo regionale per la non autosufficienza\u201d (20 milioni di euro) deciso dalla Regione sotto la pressione dei sindacati dei pensionati, si \u00e8 tradotto in una misera integrazione del reddito che scarica a basso costo il problema degli anziani su famiglie che, a loro volta, si affidano a badanti straniere, costrette all\u2019isolamento e inchiodate ad un ruolo servile e sottopagato.<br \/>\nIl completamento del quadro viene dagli interventi di tre operatrici e del pubblico: \u201cGli amministratori non hanno conoscenza di quel che facciamo\u201d; \u201cOra che sono alla Fiumara, nella sanit\u00e0, ho perso la conoscenza del territorio. Sono sommersa da una montagna di richieste individuali, che non riesco pi\u00f9 a collegare ad un contesto sociale\u201d; \u201cOra lavoriamo a porte chiuse, isolati, il lavorare con gli altri non \u00e8 previsto: per farlo devi forzare la situazione\u201d; \u201cIl nostro non \u00e8 pi\u00f9 un servizio socio-sanitario, ma puramente sanitario\u201d; \u201cNon c\u2019\u00e8 solo un problema di finanziamento. C\u2019\u00e8 una questione che riguarda le scelte organizzative, il modo di lavorare\u201d<br \/>\nL\u2019assessore Roberta Papi \u00e8 presente e risponde. Spiega le difficolt\u00e0, i tentativi di farvi fronte. Dice: \u00e8 vero, siamo costretti a garantire solo livelli minimi per i pi\u00f9 deboli. Abbiamo reagito al taglio delle risorse iscrivendo nuovamente a bilancio i fondi dell\u2019ICI, di cui rivendichiamo la restituzione integrale dal governo.<br \/>\nCalbi commenta: ma \u00e8 una scelta disperata! E l\u2019assessore replica che era l\u2019unica possibile, l\u2019alternativa era un taglio del 10%.<br \/>\nCalbi invita l\u2019assessore a tenere conto di quel che hanno detto le operatrici e il pubblico: \u201ca risorse in decrescita \u00e8 indispensabile ripensare i modelli organizzativi. Chi ha conosciuto il prima e il dopo pu\u00f2 dare alla amministrazione delle indicazioni utili. L\u2019alternativa \u00e8 consegnarsi al mercato\u201d.<br \/>\nL\u2019assessore concorda: va superata la frammentazione di competenza sui servizi, il governo del terzo settore deve tornare in mano al comune. Dichiara di aver chiesto alla Regione di rivedere la scelta fatta sul fondo per la non autosufficienza.<br \/>\nNo, \u201crispolverare\u201d non basta.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo del dibattito del 3 dicembre alla mostra Voci e volti di donne del ponente dal dopoguerra ad oggi \u00e8 \u201cRispolverare i servizi?\u201d. Mario Calbi, gi\u00e0 assessore ai Servizi sociali del Comune, nella sua introduzione, dice che ci vorrebbe ben altro. 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