{"id":1765,"date":"2008-12-24T17:47:30","date_gmt":"2008-12-24T17:47:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1765"},"modified":"2008-12-24T17:47:30","modified_gmt":"2008-12-24T17:47:30","slug":"amianto-come-rischiare-la-vita-e-perdere-la-dignita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1765","title":{"rendered":"Amianto &#8211; Come rischiare la vita e perdere la dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>In citt\u00e0 li hanno visti un po\u2019 tutti. Per pi\u00f9 di una settimana un corteo di due o trecento persone ha fatto tappa \u2013 sostando, occupando, inviando delegazioni \u2013 nei luoghi canonici della protesta di un tempo: il comune, la regione, la provincia, la prefettura.<br \/>\nSono \u201cquelli dell\u2019amianto\u201d. Dopo centinaia, migliaia di morti per asbestosi, tumore al polmone, tumore alla laringe, mesotelioma pleurico ed al peritoneo, dopo una infinit\u00e0 di lotte, di inchieste, di azioni legali condotte da comitati di familiari delle vittime, ammalati e medici che hanno permesso di tracciare una mappa dei luoghi italiani dell\u2019orrore (Genova, Casale, Monfalcone e tanti altri), nel corso degli anni Settanta \u00e8 cominciata, con la diagnosi e la pubblica conoscenza del mesotelioma da amianto, la lotta per la messa al bando dell\u2019amianto dai luoghi di lavoro e ovunque veniva utilizzato. Una lotta difficile perch\u00e9 chiedeva alla societ\u00e0, oltre farsi carico delle tragiche conseguenze di una infinit\u00e0 di lavorazioni, di impegnarsi in una costosa azione di bonifica delle strutture dove questo era stato utilizzato fino ad allora.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nVent\u2019anni di scontri tra lavoratori da una parte e, dall\u2019altra, aziende ostili a collaborare, che negavano le informazioni necessarie o fornivano perizie addomesticate fino all\u2019irrisione. Punto d\u2019arrivo, nel 1992, la legge 257\/92 che metteva termine alle lavorazioni con amianto come materia prima. Una legge complessa che oltre a imporre un rinnovamento delle condizioni di lavoro riconosceva un premio ai lavoratori esposti per almeno 10 anni \u2013 sino al 1992 \u2013 alle conseguenze dell\u2019amianto. Sulla base di una laboriosa contabilit\u00e0 della morte per amianto venne concordata una stima dell\u2019attesa di morte, pudicamente indicata come bonus, un premio dovuto per aver lavorato in condizioni pericolose: un anno di contributi ogni due dei dieci che avevi passato in compagnia dell\u2019amianto. Dieci anni di esposizione, a volte in pi\u00f9 fabbriche o in diversi reparti della stessa fabbrica, in lavorazioni diverse, con esposizione diversa. Per fruire del bonus il lavoratore doveva produr re un curriculum, avvalorato dall\u2019azienda o dalle aziende di cui era stato dipendente, che poi era presentato all\u2019ente pensionistico che, dopo averne accettata la regolarit\u00e0, ammetteva il lavoratore all\u2019anticipo di pensione. A questo punto il lavoratore firmava le sue dimissioni dall\u2019azienda \u2013 era questo l\u2019unico documento sotto la sua diretta responsabilit\u00e0 \u2013 e diventava un pensionato.<br \/>\nTutto semplice? No. A partire da ottobre 2008 i quotidiani genovesi hanno raccontato storie imbarazzanti: aziende che hanno avvalorato curriculum col solo scopo di togliersi dai piedi un po\u2019 di operai (\u201cma in questo modo si sono aperte le fabbriche a giovani in cerca di lavoro\u201d osserva un dirigente Fiom con l\u2019aria di chi sa come va il mondo); sindacalisti e sindacati che hanno incrementato la loro influenza \u201cdando l\u2019amianto\u201d a chi magari non aveva tutte le carte in regola; lavoratori che, per essere ammessi al bonus, hanno pagato (corrotto), impiegati dei Patronati o funzionari Inail.<br \/>\nIl seguito delle indagini dir\u00e0 chi e in nome di cosa ha mortificato ed esposto al ludibrio una intera generazione di operai della citt\u00e0.<br \/>\n<strong><em>(Manlio Calegari)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In citt\u00e0 li hanno visti un po\u2019 tutti. 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