{"id":1789,"date":"2009-01-28T11:21:57","date_gmt":"2009-01-28T11:21:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1789"},"modified":"2009-01-28T11:21:57","modified_gmt":"2009-01-28T11:21:57","slug":"genova-citta-dell%e2%80%99unesco-e-dei-cancelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1789","title":{"rendered":"Genova citt\u00e0 dell\u2019Unesco e dei cancelli"},"content":{"rendered":"<p>Vi domando: si possono ancora chiamare fatti gli eventi di cui la stampa quotidiana o la televisione non parlano? Perch\u00e9 in citt\u00e0 succedono fatti gravi o almeno importanti di cui nessuno sa e quindi nessuno parla, come se non esistessero. Fatti di cui a volte sono a conoscenza un po\u2019 di persone che per\u00f2 non hanno il prestigio o i legami politici o la confidenza con le parole per farli conoscere fuori della loro cerchia. Fatti che tutti invece dovrebbero conoscere non per denigrare quel politico o per sollevare i soliti mugugni ma perch\u00e9 sono importanti per capire cosa sta succedendo in questa citt\u00e0, e come affrontare i suoi problemi.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSabato 17 gennaio \u2013 tanto per fare un esempio \u2013 da Piazza Banchi \u00e8 partito il \u201ctour dei cancelli\u201d. Su un volantino &#8211; privo di data e con una firma Coordinamento dei comitati genovesi purtroppo priva di recapito &#8211; le mete del tour: i cancelli di ferro che mese dopo mese si sono diffusi nel centro della citt\u00e0. Sprovvisti di citofono e apriporta \u2013 chiss\u00e0 se esiste una istituzione che si occupa dei rischi che corrono i cittadini chiusi nei recinti (ma anche quelli che abitano nelle zone limitrofe) in caso di urgenze mediche, incendio o altro? \u2013 i cancelli hanno attualmente raggiunto il numero di 25.<br \/>\nCome si arriva alla decisione di erigere un cancello? La risposta del volantino che convoca il tour, \u00e8 semplice: abbandonando una zona. E lo dimostra offrendo una documentazione puntuale di ogni intervento: \u201cIl vicolo viene lasciato al degrado, la strada non viene riparata per anni, il vicolo diventa sgradevole, a volte mal frequentato\u201d. A questo punto i cittadini abitanti insorgono: non ne possiamo pi\u00f9, dicono. E la loro protesta ha le parole dei nostri tempi: sicurezza, sicurezza, sicurezza. La risposta del Comune sono i cancelli: dichiarati provvisori al momento in cui sono stati collocati sono diventati una soluzione stabile, l\u2019unica offerta dall\u2019amministrazione. Cos\u00ec stabile che hanno permesso il fiorire di microeconomie: a fianco dei parcheggi abusivi di moto era inevitabile che sorgesse un mercato di \u201cposti moto\u201d; per non dire della possibilit\u00e0 di procedere a ogni genere di commercio in condizioni \u201csicure\u201d, protetti da solidi cancelli.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 possibile, chiede il volantino, che un bene comune come uno spazio pubblico o una strada vengano sottratti alla comunit\u00e0 sia pure con la scusa della provvisoriet\u00e0 dell\u2019intervento? Com\u2019\u00e8 possibile che l\u2019unica risposta a una ragionevole richiesta di pulizia, di decenza, di bonifica sociale sia chiudere a chiave uno spazio? Possibile che qualcuno pensi di risolvere problemi di tale portata che con la creazione di decine di piccoli ghetti?<br \/>\nNon credo che sia facile rispondere a queste domande ma non \u00e8 pi\u00f9 colpevole ignorarle? Ieri, passando davanti al cancello di vico dell\u2019Umilt\u00e0 dalle parti di S. Matteo ho visto che qualcuno ci aveva appeso un cartello \u201cGenova citt\u00e0 dell\u2019Unesco e\u2026 dei cancelli\u201d. Mi sembrava un fatto importante e ho pensato di segnalarvelo.<br \/>\n<strong><em>(lettera firmata) <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi domando: si possono ancora chiamare fatti gli eventi di cui la stampa quotidiana o la televisione non parlano? Perch\u00e9 in citt\u00e0 succedono fatti gravi o almeno importanti di cui nessuno sa e quindi nessuno parla, come se non esistessero. 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