{"id":1790,"date":"2009-01-28T11:24:20","date_gmt":"2009-01-28T11:24:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1790"},"modified":"2009-01-28T11:24:20","modified_gmt":"2009-01-28T11:24:20","slug":"galata-una-%e2%80%9cmerica%e2%80%9d-ingannevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1790","title":{"rendered":"Galata &#8211; Una \u201cMerica\u201d ingannevole"},"content":{"rendered":"<p>Una visita alla mostra \u201cLa Merica! Da Genova a Ellis Island\u201d in corso al museo Galata mi lascia scontenta e irritata, ma scorrendo commenti e recensioni su internet mi accorgo di essere completamente isolata: ovunque si parla di una grande mostra, che fa vivere una esperienza \u201cdiversa\u201d, un allestimento \u201cstraordinario\u201d che restituisce emozioni e suggestioni\u2026<br \/>\nAppunto. Diciamo che non ho nessun desiderio di essere \u201csuggestionata\u201d da una mostra. Desidero piuttosto ricevere una nuova conoscenza: l\u2019emozione dipender\u00e0 dalle informazioni che mi vengono offerte, da quanto sono collegate tra loro secondo un senso, da quanto efficacemente sono sfruttate le molte possibilit\u00e0 comunicative di cui oggi disponiamo: pannelli informativi, documenti originali, fotografie, video e documentari, registrazioni audio, computers \u2026<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa suggestione ambientale ricreata in questa mostra mi pare, piuttosto, un inganno, probabilmente anche piuttosto costoso: \u201cuna sezione di piroscafo, ricostruita sui piani originali del Galata Museo del Mare, lunga 15 metri, larga 8, alta 6: due piani di ricostruzione dettagliata che comprendono camerate maschili e femminili, bagni, cabine, Refettorio, prigione\u2026 la virtualit\u00e0 &#8211; gi\u00e0 efficacemente applicata nel Galata Museo del Mare &#8211; permetter\u00e0 di avere la sensazione e anche la visione di un piroscafo in viaggio, con le varie condizioni del mare e del giorno\u201d Tutto questo permette davvero al visitatore di vivere una esperienza che lo avvicina a quella degli emigranti? Ma non scherziamo. In questi anni sono state organizzate mostre basate non sul racconto, ma sulla sperimentazione di condizioni esistenziali. Una, in particolare, va ricordata: quella in cui si doveva affrontare un percorso al buio totale, guidati da una persona non vedente. Una breve esperienza della cecit\u00e0 da dove le persone uscivano emotivamente scosse. Ma nel caso di \u201cLa Merica\u201d siamo al parco divertimenti, infatti i bambini, giustamente, si divertono. Un allestimento \u201caccattivante\u201d \u00e8 il mezzo per attirare un pubblico che altrimenti non verrebbe? Bene, ma non ha senso ricostruire nel dettaglio la mensa o la camerata e poi dare solo notizie generiche e banali. Non c\u2019\u00e8 una mappa che faccia vedere da quali paesi, da quali zone d\u2019Italia, provenissero gli emigranti. Nulla sui paesi del nostro entroterra pi\u00f9 colpiti dalla emigrazione, nulla sulle cause, sulle conseguenze per il territorio abbandonato, sulle ricadute economiche delle rimesse. Nulla su quel che poi fecero in America: tutto quel che viene detto \u00e8 che la gran parte si ferm\u00f2 a New York, dove \u201cfece vivere Little Italy\u201d, mentre gli altri andarono un po\u2019 a sud, un po\u2019 a est e un po\u2019 a ovest soprattutto a lavorare nelle fabbriche.<br \/>\nSolo a fine percorso si trovano una ventina di schede che raccontano altrettante storie. Per il resto le vite personali vengono rese nelle postazioni \u201cmultimediali\u201d attraverso racconti scritti ex novo che assumono inesorabilmente il tono fasullo della storiella. Ascoltarli seduti su una cuccetta finto disfatta non migliora la situazione.<br \/>\nIl confronto con la dettagliatissima e \u2013 questa s\u00ec \u2013 emozionante documentazione documentaria ed iconografica del museo di Ellis Island \u00e8 addirittura impietoso.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una visita alla mostra \u201cLa Merica! 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