{"id":1807,"date":"2009-02-11T14:24:31","date_gmt":"2009-02-11T14:24:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1807"},"modified":"2009-02-11T14:24:31","modified_gmt":"2009-02-11T14:24:31","slug":"nucleare-chi-ne-parla-e-chi-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1807","title":{"rendered":"Nucleare &#8211; Chi ne parla e chi no"},"content":{"rendered":"<p>Il film neozelandese &#8220;The Nuclear Comeback&#8221; (53 minuti, 2008) ha vinto il Concorso documentari internazionali dell&#8217;undicesima edizione di Cinemambiente (Torino, 16-21 ottobre 2008). Il regista, Justin Pemberton, che ha girato molti paesi per raccogliere documenti e testimonianze, spiega: \u201cNegli ultimi anni mi sono accorto che le societ\u00e0 che producono energia, i politici, gli scienziati e gli ambientalisti hanno unito le loro voci per dirci che il mondo deve tornare al nucleare\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNel film si succedono luoghi e interviste che illustrano il processo di produzione di energia da nucleare e lo stato attuale del problema. Cos\u00ec sfilano la miniere di uranio Ranger in Australia (la maggiore miniera a cielo aperto del mondo); il reattore in attivit\u00e0 di Torness (Scozia); quello in smantellamento di Calder Hall (Sellafield, GB); gli interni di Cernobyl tenuto dai tecnici permanentemente sotto controllo e la vicina citt\u00e0 abbandonata di Pripyat (Ucraina) che, prima del disastro contava con quasi 50 mila abitanti; il deposito di scorie a bassa e media attivit\u00e0 di radiazione di Forsmark (Svezia) fatto da gallerie costruite a 80 metri sotto il livello del mar Baltico, a circa un chilometro dalla costa; gli attuali scavi per depositare scorie ad alta attivit\u00e0 nei dintorni di Uppsala (Svezia).<br \/>\nE mentre le immagini scorrono svelando con rara efficacia lo sconosciuto mondo dell\u2019energia nucleare, si ascoltano descrizioni e opinioni di esperti favorevoli e contrari al nucleare (tra i primi, ci sono anche ambientalisti perch\u00e9 \u201csarebbe l\u2019unica fonte di energia pulita\u201d).<br \/>\nLe dichiarazioni di un ingegnere nucleare svedese, favorevole al nucleare, ma non incondizionatamente, fanno riflettere: anche gli incidenti pi\u00f9 terribili, la stessa guerra, quando accadono, sono nel passato; quelli dell&#8217;energia nucleare, no.<br \/>\nTerrorismo, proliferazione nucleare, contaminazione, smaltimento dei rifiuti, sono esaminati dai diversi punti di vista e il film diventa una preziosa fonte di informazione e di documentazione. Il film ha girato poco. Oltre che a Torino, si \u00e8 visto a Torre Pellice, Collegno, Cremona, Perugia. Non molto per un film importante, che tutti, specialmente nelle scuole e nell\u2019universit\u00e0, dovrebbero vedere. Del possibile ritorno al nucleare oggi si discute molto in molti paesi tranne che in Italia, dove lo si vuole imporre in modo accelerato e prepotente. A favorire questo disegno \u00e8 la quasi totale mancanza di dibattito. Anche a Genova, che si candida a capitale del nucleare.<br \/>\n<strong><em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il film neozelandese &#8220;The Nuclear Comeback&#8221; (53 minuti, 2008) ha vinto il Concorso documentari internazionali dell&#8217;undicesima edizione di Cinemambiente (Torino, 16-21 ottobre 2008). 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