{"id":1828,"date":"2009-02-25T16:44:23","date_gmt":"2009-02-25T16:44:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1828"},"modified":"2009-02-25T16:44:23","modified_gmt":"2009-02-25T16:44:23","slug":"immigrazione2-uso-politico-della-statistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1828","title":{"rendered":"Immigrazione\/2 &#8211; Uso politico della statistica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/immigraziones.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"154\" align=\"left\" hspace=\"5\">Nell\u2019articolo \u201cIl crimine cresce ma soltanto tra gli irregolari\u201d (<em>Repubblica<\/em>, 12 febbraio) Paolo Arvati invoca \u201cun approccio rigoroso a statistiche particolarmente insidiose come quelle giudiziarie\u201d, e indica nella ricerca di Marzio Barbagli (\u201cImmigrazione e sicurezza in Italia\u201d, Il Mulino) un utile strumento.<br \/>\nBarbagli parte dal cambiamento occorso in molti paesi europei a met\u00e0 degli anni \u201970: fino ad allora il tasso di criminalit\u00e0 degli immigrati era risultato inferiore a quello delle popolazioni autoctone, ma dopo la crisi petrolifera del 1973 le politiche migratorie europee diventano pi\u00f9 restrittive, la pressione migratoria aumenta e per la prima volta cresce la quota dei reati commessi da stranieri.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nCause possibili: l\u2019aumento della immigrazione irregolare; una offerta di lavoro immigrato che supera la domanda; una maggiore difficolt\u00e0 a trovare e conservare un lavoro soddisfacente; il peggioramento delle prospettive delle seconde generazioni.<br \/>\nIn Italia tutto inizia dopo: nel 1992 la percentuale di immigrati sulla popolazione \u00e8 ancora poco pi\u00f9 dell\u20191%, salir\u00e0 al 6% nel 2006. Nello stesso periodo cresce anche la percentuale degli stranieri sul totale dei denunciati per diversi reati: omicidio dal 6 al 24%; furto dal 25 al 49%; rapina dal 14 al 32%; violenza sessuale dal 20 al 38%; traffico di stupefacenti dal 14 al 29 % \u2026 Sono gli irregolari a delinquere in misura maggiore: si va dal 65% al 92% del totale, a seconda della tipologia del reato.<br \/>\nLa politica strattona questi dati per piegarli ai suoi scopi. Enfatizzati dalla destra per cercare consenso e per distrarre l\u2019opinione pubblica da altri e molesti pensieri, minimizzati o negati dalla opposizione. Salvo poi incorrere in improvvisi sussulti (definiti da Barbagli \u201condate di panico morale\u201d) come quello seguito all\u2019omicidio di Tor Vergata, che porta Veltroni ad affermare: \u201cprima del 2007 (anno dell\u2019ingresso della Romania nell\u2019U.E.) Roma era la citt\u00e0 pi\u00f9 sicura del mondo, ora invece\u2026 Gli arrestati per il 75 % sono romeni che hanno rapinato, violentato, ucciso\u201d, e Prodi a varare in fretta e furia un improvvisato decreto legge sulla sicurezza. Pensare, rileva Barbagli, che nel 2007 non c\u2019erano state discontinuit\u00e0 nell\u2019andamento del tasso di criminalit\u00e0 dei rumeni: il salto, semmai, c\u2019era stato nel 2002, in concomitanza con l\u2019abolizione dell\u2019obbligo del visto di ingresso dalla Romania.<br \/>\nServirebbero coraggio ed onest\u00e0. Per non alterare i dati sui crimini, e per vedere la realt\u00e0 per intero. Incluso il fatto che l\u2019incremento della immigrazione irregolare \u00e8 favorito \u201cdal vastissimo settore informale della economia e dalla scarsa efficienza dei controlli pubblici\u201d e dalla mancanza di \u201cuna politica che stabilisca quote realistiche di ingressi annuali di immigrati\u201d. Oppure che, per un immigrato, la probabilit\u00e0 di essere vittima di un reato (furto, omicidio, violenza) \u00e8 pi\u00f9 alta da tre a cinque volte rispetto a un italiano. E magari che in Svezia, grazie ad una politica di integrazione che include l\u2019insegnamento a scuola della lingua madre, le violazioni della legge diminuiscono tra gli immigrati di seconda generazione.<br \/>\n<strong><em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019articolo \u201cIl crimine cresce ma soltanto tra gli irregolari\u201d (Repubblica, 12 febbraio) Paolo Arvati invoca \u201cun approccio rigoroso a statistiche particolarmente insidiose come quelle giudiziarie\u201d, e indica nella ricerca di Marzio Barbagli (\u201cImmigrazione e sicurezza in Italia\u201d, Il Mulino) un utile strumento. 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