{"id":1871,"date":"2009-04-01T17:49:55","date_gmt":"2009-04-01T17:49:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1871"},"modified":"2009-04-01T17:49:55","modified_gmt":"2009-04-01T17:49:55","slug":"carceri2-misure-alternative-lontane-dall%e2%80%99europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1871","title":{"rendered":"Carceri\/2 &#8211; Misure alternative lontane dall\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Costruire nuove carceri \u00e8 veramente la risposta all&#8217;emergenza denunciata dal ministro? Su il Manifesto del 16 marzo viene citato uno studio dell\u2019Osservatorio delle misure alternative istituito presso il Ministero della giustizia che dice che \u201cA sette anni dalla archiviazione della misura alternativa alla detenzione, l\u201981% dei beneficiari non risulta recidivo, mentre nello stesso periodo \u00e8 rientrato in carcere il 68,45% dei condannati che vi avevano finito di scontare la pena senza poter accedere a misure alternative alla detenzione\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSi va contro corrente, di questi tempi, se si afferma che le misure alternative in Italia non sono \u201cla norma\u201d e che rispetto al resto dell&#8217;Europa risultano sotto-utilizzate. Ma i dati mostrano che ottengono migliori risultati della reclusione. Come sottolinea ancora Patrizio Gonnella, &#8220;\u00e8 necessario prendere coscienza che non si possono chiudere in carcere tutti quelli che creano fastidio sociale: tossicodipendenti, prostitute, immigrati clandestini. Servono misure alternative, fin dalla decisione del giudice. Solo cos\u00ec si lascer\u00e0 lo spazio adeguato alla reclusione di chi \u00e8 realmente socialmente pericoloso&#8221;.<br \/>\nAl contrario, il sovraffollamento sta inasprendo sempre pi\u00f9 le condizioni di vita all&#8217;interno delle carceri: otto suicidi dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, aumento degli atti di autolesionismo, difficolt\u00e0 nella gestione quotidiana dei colloqui e delle attivit\u00e0.<br \/>\nUn piccolo spaccato della situazione e delle difficolt\u00e0 in Liguria ce lo offre un articolo sul blog &#8216;Il ponente&#8217; (<a href=\"http:\/\/www.ilponente.com\/index.php?p=3149\">http:\/\/www.ilponente.com\/index.php?p=3149<\/a>) con un&#8217;intervista a Giorgio Barisone, responsabile delle carceri per la Liguria del Prc, che nel Sant&#8217;Agostino di Savona ci pass\u00f2 tre giorni. La situazione era gi\u00e0 critica nel 2003, ma ormai pare che sia stata fatta della criticit\u00e0 l&#8217;ordine del giorno. Carcere umido e per met\u00e0 semi interrato, stanze per tre quattro persone dove ce ne stazionano nove.<br \/>\nEppure la situazione, secondo l&#8217;opinione di Barisone, \u00e8 leggermente migliorata, grazie anche alle ridotte dimensioni del carcere che consentono un rapporto pi\u00f9 umano con gli agenti, ai lavori sui condotti idrici, ad impianti di areazione. Ma rendere adatto alle esigenze attuali un carcere costruito in un vecchio convento non \u00e8 cosa facile, e infatti anche la cittadina ligure sta valutando zone adatte alla costruzione di un nuovo carcere, pi\u00f9 moderno e quindi pi\u00f9 umano.<br \/>\nConsapevoli che costruire un nuovo istituto di reclusione, come ribadisce Barisone, potrebbe avere un senso solo \u201cse il carcere avesse funzioni di recupero sociale e se in carcere si andasse solo come ultima alternativa ad ogni altra possibile pena risarcitoria\u201d.<br \/>\n<strong><em>(Maria Cecilia Averame)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costruire nuove carceri \u00e8 veramente la risposta all&#8217;emergenza denunciata dal ministro? 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