{"id":1883,"date":"2009-04-29T12:55:00","date_gmt":"2009-04-29T12:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1883"},"modified":"2009-04-29T12:55:00","modified_gmt":"2009-04-29T12:55:00","slug":"ambiente-per-il-futuro-confidiamo-nel-cricetomys-gambianus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1883","title":{"rendered":"<i>Ambiente<\/i> &#8211; Per il futuro confidiamo nel Cricetomys gambianus"},"content":{"rendered":"<p>Non pensiate che abbia esagerato tra insalata e Cuba Libre, il titolo di riferisce ad un articolo di Peace Reporter (\u201cHeroRat, il topo sminatore che non \u00e8 un cartone animato\u201d). E\u2019 proprio un fatto vero, un particolare tipo di topo che con il suo olfatto finissimo e il peso piuma riesce a scovare le mine, in qualsiasi terreno, tutto senza il rischio di saltare per aria pesando solo un chilogrammo o poco pi\u00f9.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl \u2018produttore\u2019 del topone antimina \u00e8 una onlus belga di Anversa (<a href=\"http:\/\/www.apopo.org\/\">www.apopo.org<\/a>), che ha saputo fiutare nell\u2019uso dei ratti la soluzione semplice per lo sminamento, e sembra incredibile anche per la rapida e prematura diagnosi della tubercolosi attraverso l\u2019odore del bacillo nella saliva delle persone. Cercando cercando, si scopre che anche l\u2019Esercito Colombiano, che sembra poco abbia da invidiare ai colleghi svizzeri famosi per efficienza, usano altri topolini per cercare le mine in mezzo alle foreste amazzoniche teatro degli scontri con la guerriglia armata (si veda questa bella foto pubblicata da <a href=\"http:\/\/www.focus.it\/animali\/fotodelgiorno\/22122008_1703_567_Sento_puzza_di_mina.aspx\">Focus<\/a>). I topi possono essere usati quando le condizioni climatiche non rischiano di cuocerli al suolo, ad esempio nelle aree desertiche possono lavorare solamente poche ore al giorno, per\u00f2 sono in grado di muoversi in posti dove le ruspe e le persone non riescono ad arrivare, come in zone montuose o nelle foreste pi\u00f9 intricate. Infatti, mentre una volta le mine venivano poste a mano, adesso con le \u2018cluster bombs\u2019 queste cadono a caso e si infilano in posti maledettamente complessi da raggiungere. Qui un <a href=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x5x64s_topi-giganti-antimine_news\">video<\/a> sull\u2019addestramento.<br \/>\nL\u2019utilit\u00e0 del ratto \u00e8 stata verificata in vari esperimenti di laboratorio che ne hanno sentenziato una buona affidabilit\u00e0 (tra il 60% e il 95% a seconda dell\u2019esemplare). Il sistema usato \u00e8 lo stesso che si usa per i cani, abituare l\u2019animaletto che il gioco prevede un compenso in cibo quando riesce e rintracciare una mina. In Colombia (vedi <a href=\"http:\/\/blog.panorama.it\/mondo\/2007\/09\/03\/tom-e-jerry-contro-le-mine-in-colombia\/\">Panorama<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.semana.com\/wf_InfoArticulo.aspx?idArt=105317\">Semana.com<\/a> in spagnolo) il sistema \u00e8 leggermente diverso, si fanno socializzare i topolini con dei gatti durante le prime fasi di vita di entrambe, cos\u00ec che invece che diventare un pasto i topolini si scoprono a giocare con il loro nemico storico, e quando vengono liberati hanno acquisito una capacit\u00e0 di concentrazione e di adattamento all\u2019ambiente che gli consente di cercare le mine pi\u00f9 facilmente, sempre sfruttando la fame sanata come premio al ritrovamento: come a l solito i colombiani ne sanno una pi\u00f9 del diavolo! Adesso si spera che questi animaletti riescano a sostenere la dura corvee lavorativa necessaria a riportare alla normalit\u00e0 i milioni di chilometri quadrati da bonificare e a consentire di salvare vite umane accelerando quello che le persone riescono a fare in un tempo molto maggiore o i cani con grande rischio di morire sul campo. E senza contare che i topi mangiano pochissimo e sono molto pi\u00f9 resistenti. Proposta: a Ruta di Camogli esiste il <a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/13767067\">monumento al cane<\/a>, potremo presto inugurare accanto il monumento al topo cercamine?<br \/>\n<em>(Stefano De Pietro)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 223<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[230],"tags":[],"class_list":["post-1883","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-230"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1883"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1883\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}