{"id":1923,"date":"2009-05-27T08:18:28","date_gmt":"2009-05-27T08:18:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1923"},"modified":"2009-05-27T08:18:28","modified_gmt":"2009-05-27T08:18:28","slug":"scuola-lultimo-banco-ce-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1923","title":{"rendered":"Scuola &#8211; L&#8217;ultimo banco c&#8217;\u00e8 ancora"},"content":{"rendered":"<p>Grafica, formato, i colori nero e verdino sul fondo bianco della copertina, sono gli stessi di tanti anni fa. Anche la casa editrice \u00e8 la stessa. Cos\u00ec quando vi capita in mano \u201cUltimo banco\u201d di Sandro Lagomarsini (\u201cUltimo banco. Per una scuola che non produca scarti\u201d, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina 2009, \u20ac 10) avete la sensazione di un discorso cominciato altrove, in passato. E vi ricordate della \u201cLettera a una professoressa\u201d pubblicato dalla stessa editrice nel 1967. Continuit\u00e0 non solo formale visto che nel testo di Sandro i richiami alla \u201cLettera\u201d e al suo mitico autore, don Milani, sono espliciti.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa non fatevi ingannare: Barbiana e don Milani ne l\u2019 \u201cUltimo banco\u201d ci sono eccome ma il libro di Sandro Lagomarsini parla di oggi, di noi, della nostra scuola, del nostro modo di fare, vivere, pensare. Ed \u00e8 questo il motivo che lo rende affascinante: perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec che in genere si scrive di scuola. Dalla scuola giungono alla societ\u00e0 messaggi contrastanti: serve, non serve, si impara, non si impara, dovrebbe, non dovrebbe\u2026<br \/>\nDurante tre anni Sandro Lagomarsini, prete itinerante dell\u2019alta val di Vara (Varese Ligure), ha tenuto su Avvenire una sua rubrica \u2013 un caso, un problema, una proposta &#8211; dove spiegava come era possibile fare i conti con la scuola. Conti non facili perch\u00e9 la scuola vuole essere osservata a modo suo per essere luogo di incontro di processi che hanno tempi diversi. I nostri tempi con le loro mode e i messaggi che quotidianamente piovono sui ragazzi dai media, gli interventi legislativi, che spesso contengono messaggi contrastanti, e hanno tempi di applicazione loro propria; gli insegnanti anche loro con tempi propri fatti di et\u00e0, attese, disposizione, e ancora le famiglie: altre storie, altri tempi, altre attese. E che dire delle richieste che la societ\u00e0 rivolge alla scuola ogni volta che si trova di fronte a manifestazioni giovanili inquietanti?<br \/>\nLa scuola \u00e8 un grumo, anzi il grumo della nostra societ\u00e0 \u201cavanzata\u201d. Da un lato attorno ad essa crescono in modo elefantiaco le parole, la massa cartacea e la discussione politica, dall\u2019altro ci sono cadute di motivazione, abbandoni e fallimenti: problemi che rinviano da uno all\u2019altro. Sandro Lagomarsini propone la sua ricetta, un mix di sorriso evangelico, buon senso e, discreto, un certo contenuto di zolfo. Che sta appunto nell\u2019ultimo banco, quello un tempo detto \u201cdegli asini\u201d e che oggi continua ad esistere anche se non si chiama pi\u00f9 cos\u00ec. Sandro scrive che per intervenire sulla scuola \u00e8 dall\u2019ultimo banco che bisogna partire; non \u00e8 una semplificazione demagogica. Nella nostra societ\u00e0 avanzata il processo di esclusione \u00e8 sempre pi\u00f9 diffuso. Spesso \u00e8 irriconoscibile ma c\u2019\u00e8. \u201cGenitori, insegnanti e tutti coloro che riconoscono nella scuola un momento centrale di democrazia\u201d trovano ne l\u2019 \u201cUltimo banco\u201d una straordinaria occasione per pensarci su. Chiss\u00e0 se far\u00e0 strada il libr o di Sandro Lagomarsini. A suo tempo la \u201cLettera\u201d di don Milani incontr\u00f2 il \u201968 che ne fece un grimaldello, un sogno. Lo us\u00f2 a modo suo &#8211; si capisce \u2013 ma contribu\u00ec a trasformarlo in un manifesto. Oggi i tempi non sono pi\u00f9 quelli ma la forza in \u201cUltimo banco\u201d c\u2019\u00e8 tutta.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 227<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[240,16,23],"tags":[],"class_list":["post-1923","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-240","category-cultura","category-scuola-e-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1923"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1923\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}