{"id":1928,"date":"2009-06-02T23:01:58","date_gmt":"2009-06-02T23:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1928"},"modified":"2009-06-02T23:01:58","modified_gmt":"2009-06-02T23:01:58","slug":"donne-la-tolleranza-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1928","title":{"rendered":"Donne &#8211; La tolleranza non basta"},"content":{"rendered":"<p>Incrocio in Via del Campo una donna completamente velata, libera solo una fessura per gli occhi, le cammina a fianco la figlia, una bambina sui nove anni, anche lei gi\u00e0 velata sul capo. Parlano tra loro, la bambina ride. Io so \u2013 non posso non saperlo \u2013 che quella bambina ha di fronte a s\u00e9 una montagna. Penso che, se ora ride, dopo le toccher\u00e0 una lotta senza quartiere combattuta all\u2019incrocio delle contraddizioni. Al confronto, quella che ho avuto di fronte io, italiana del 1946, era una collina col fondo un po\u2019 accidentato.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nPenso alle operaie dell\u2019Elsag degli anni \u201870, ai loro racconti di levate alle cinque del mattino per mettere in ordine in casa e preparare il pranzo al marito che lavorava nella stessa fabbrica, e si alzava alle sette: anche loro avevano di fronte una montagna, ma un po\u2019 meno alta di quella della bambina di Via del Campo.<br \/>\nNella zona tra Pr\u00e8, Sottoripa, Via del Campo, Fossatello, Maddalena, San Luca, il messaggio dei corpi e dei vestiti espone l\u2019intero ventaglio della condizione femminile: una incredibile condensazione del tempo e dello spazio porta nello stesso chilometro quadrato donne borghesi in giro per compere, donne velate secondo tutte le possibili gradazioni cromatiche e di copertura, trionfanti e irraggiungibili africane, lavoratrici di ogni sorta (colf, funzionarie del comune, commercianti, spazzine, vigili, professioniste con lo studio in centro); prostitute diurne (Maddalena) e notturne (Sottoripa); e \u2013 unica presenza \u201cpolitica\u201d \u2013 le studentesse dell\u2019 Humpty Dumpty (http:\/\/humptydumptygenova.noblogs.org\/category\/femminismo).<br \/>\nApparentemente \u00e8 come se tanti liquidi di diverso colore e densit\u00e0 percorressero lo stesso spazio sfiorandosi, ma senza mescolarsi tra loro, ognuno libero di fare la sua strada. Sembrerebbe perfino una situazione ideale, vicina alla concezione di \u201clibert\u00e0 a pi\u00f9 vie che lascia aperte tutte le possibilit\u00e0\u201d, e alla \u201ctolleranza virtuosa che promuove rispetto reciproco\u201d, sostenute da Anna Elisabetta Galeotti nel corso dell\u2019incontro \u201cIl multiculturalismo danneggia le donne?\u201d, che ha concluso al Ducale, lo scorso 19 maggio, il ciclo di incontri filosofici \u201cChe genere di donne?\u201d (http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\/inaviga.asp?pagina=5756).<br \/>\nMa questa \u00e8 una visione ingannevole, perch\u00e9 la vita di ogni donna influenza quella di ogni altra, anche se non sembrano toccarsi: la tolleranza, il rispetto della libert\u00e0, non bastano, serve la possibilit\u00e0 di un pensiero comune.<br \/>\nLa Galeotti nel suo intervento al Ducale ha detto che lei tende a concentrarsi sull\u2019aspetto politico &#8211; sociale posto dalla realt\u00e0, prescindendo dalle questioni metafisiche poste dal femminismo.<br \/>\nE\u2019 possibile che ora \u2013 immerse come siamo in una guerra di identit\u00e0 &#8211; non ci sia altro da fare, ma se le donne non riusciranno ad affrontare insieme \u201cle questioni metafisiche\u201d poste dal femminismo, non c\u2019\u00e8 via di uscita, n\u00e9 per le native, n\u00e9 per le migranti.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incrocio in Via del Campo una donna completamente velata, libera solo una fessura per gli occhi, le cammina a fianco la figlia, una bambina sui nove anni, anche lei gi\u00e0 velata sul capo. 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