{"id":1931,"date":"2009-06-02T23:05:32","date_gmt":"2009-06-02T23:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1931"},"modified":"2009-06-02T23:05:32","modified_gmt":"2009-06-02T23:05:32","slug":"prevenzione-infortuni-cosa-ne-pensano-i-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1931","title":{"rendered":"Prevenzione &#8211; Infortuni Cosa ne pensano i lavoratori?"},"content":{"rendered":"<p>Per saperlo si sono messi insieme due assessorati regionali (Politiche del lavoro e Sanit\u00e0), la direzione regionale dell\u2019INAIL e un gruppo di ricercatori universitari diretti da un docente della Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione. Lo scopo: produrre materiali utili ad una successiva campagna di comunicazione \u2013 condotta dagli stessi soggetti \u2013 sullo stesso argomento. I risultati sono finiti in un libricino \u201cInfortuni e malattie professionali. Cosa ne pensano i lavoratori?\u201d con allegato un DVD, pubblicato a fine 2008. Presentazione pubblica (con relativa inevitabile passerella) del volume \u2013 sulla cui copertina non appare l\u2019editore &#8211; e successiva scomparsa del medesimo. Chiss\u00e0 se i promotori avranno fatto riunioni congiunte per riflettere sul materiale raccolto? Se ne avranno discusso coi sindacati magari per approfondire le questioni pi\u00f9 calde?<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIn altre parole: chiss\u00e0 se il lavoro fatto sar\u00e0 servito o servir\u00e0 a qualcosa o il libricino langue dimenticato in qualche deposito?<br \/>\nSarebbe un peccato. Intanto perch\u00e9 il lavoro sul campo \u00e8 stato portato avanti da un gruppo di collaboratori occasionali (2 uomini, 35 e 32 anni, e una donna, 30 anni) e si \u00e8 avvalso anche della collaborazione di alcuni studenti e laureati della stessa Facolt\u00e0; giovani, senza chiese da difendere e loro stessi alla scoperta del mondo. Poi perch\u00e9 gli oltre 500 lavoratori italiani e stranieri interpellati, sono stati scelti sulla base delle loro conoscenze e relazioni. Infine il questionario che gli era stato fornito e essi dovevano sottoporre ai loro intervistati \u00e8 stato usato con intelligenza ma anche col cuore. Di fronte ad esperienze particolarmente significative per l\u2019indagine di lavorazioni o mansioni si \u00e8 fatto ricorso a registrazioni estese cos\u00ec da dare modo agli interlocutori di esprimersi oltre i limiti posti dalle domande previste.<br \/>\nI risultati della ricerca hanno confermato un esteso gap culturale sia dei lavoratori sia della societ\u00e0 circa il \u201crischio sul lavoro\u201d. Ma chiarissimo \u00e8 risultato anche un altro fatto denunciato da tutti gli intervistati: le relazioni tra il rischio e le forme contrattuali del lavoro (appalti e sub appalti, turnover, atomizzazione delle prestazioni ecc.). E lo hanno fatto prendendo spunto dalla concreta condizione di lavoro da loro vissuta o osservata.<br \/>\nNon \u00e8 stato un dialogo facile quello tra i ricercatori dell\u2019universit\u00e0 e i lavoratori. Non sono mancati casi di frizione soprattutto quando gli interlocutori venivano avvicinati in assenza di intermediari. \u201cPerch\u00e9 pagano queste ricerche invece di spendere meglio i soldi per la sicurezza stessa?\u201d; \u201cTanto non frega niente a nessuno di quello che pensano i lavoratori..\u201d. Un atteggiamento che spesso ha lasciato il posto alla collaborazione e ad un interessamento per i risultati della ricerca.<br \/>\nQuasi tutti i lavoratori contattati hanno detto che negli ultimi anni nessuno si era interessato alla loro esperienza di lavoro, che di queste cose si parla poco o non si parla affatto e che oggi l\u2019interesse per il mondo del lavoro e della produzione, soprattutto manuale \u00e8 pressoch\u00e9 nullo, \u201csalvo quando ci lasci la pelle\u201d. La morte d\u2019un lavoratore \u00e8 la breccia con cui il lavoro appare finalmente agli occhi della societ\u00e0 ma \u00e8 anche frustrante: bisogna lasciarci la pelle per far sapere le reali condizioni in cui si svolge il lavoro?<br \/>\n<em>(Manlio Calegari)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per saperlo si sono messi insieme due assessorati regionali (Politiche del lavoro e Sanit\u00e0), la direzione regionale dell\u2019INAIL e un gruppo di ricercatori universitari diretti da un docente della Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione. Lo scopo: produrre materiali utili ad una successiva campagna di comunicazione \u2013 condotta dagli stessi soggetti \u2013 sullo stesso argomento. 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