{"id":1936,"date":"2009-06-16T23:08:42","date_gmt":"2009-06-16T23:08:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1936"},"modified":"2009-06-16T23:08:42","modified_gmt":"2009-06-16T23:08:42","slug":"ex-libris-la-ricetta-di-kapu-curiosita-amore-e-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1936","title":{"rendered":"Ex libris &#8211; La ricetta di Kapu: curiosit\u00e0, amore e rispetto"},"content":{"rendered":"<p>Il prezzo quasi proibitivo (55 euro) e la veste tipografica (i prestigiosi Meridiani Mondadori) non ne consentono certo una agevole lettura sotto l\u2019ombrellone. Eppure la tentazione di consigliare il volume delle Opere del grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski (1932-2007) \u00e8 forte. L\u2019inquieto Kapuscinski inizi\u00f2 al principio degli anni Sessanta a raccontare \u201cl\u2019altro\u201d rispetto alla pacificata e sazia Europa, vale a dire l\u2019Africa delle guerre di liberazione anticoloniali: Ghana, Congo, Mozambico, Algeria, Angola (\u00abl\u2019Africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero alzato la schiena e chiesto il diritto di parola\u00bb); le guerre dei poveri in America Latina, e poi l\u2019Etiopia di Hail\u00e9 Selassi\u00e9 I, l\u2019ultimo Negus (il libro che rivel\u00f2 il suo straordinario talento), l\u2019Iran di Khomeini ma anche il declino e la caduta dell\u2019Unione sovietica descritta nelle suggestive pagine di Imperium.<br \/>\nIn ogni libro si avverte l\u2019urgenza di testimoniare eventi capitali come la decolonizzazione, le rivoluzioni (ne segu\u00ec ben ventisette) e di capire le persone che aveva di fronte (i suoi modelli furono da una parte il new journalism americano e dall\u2019altra lo storico greco Erodoto). L\u2019unico modo per farlo era quello di mischiarsi alla folla quando ascolta i discorsi del leader ghanese Kwame Nkrumah, viaggiare insieme ai guerriglieri angolani (si veda il bellissimo Ancora un giorno, non compreso nel Meridano), aggirarsi nei mercati messicani.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nAtteggiamenti, i suoi, privi di indulgenza verso l\u2019esotismo, e di compiacimento per il terzomondismo (che invece infatu\u00f2 molti intellettuali occidentali coevi).<br \/>\n\u201cKapu\u201d ha rischiato molte volte la vita ed era anche consapevole dei limiti del proprio mestiere: \u00abil volto della guerra non \u00e8 comunicabile. N\u00e9 con la penna, n\u00e9 a voce, n\u00e9 con la macchina da presa. La guerra \u00e8 una realt\u00e0 solo per chi sta conficcato tra le sue sporche, disgustose e sanguinolente interiora. Per gli altri \u00e8 solo una pagina di libro, un\u2019immagine sullo schermo\u00bb. Ma \u2013 come ha detto bene Goffredo Fofi \u2013 non basta essere curiosi per diventare un buon giornalista. E\u2019 necessario anche \u00abl\u2019amore per il prossimo, il rispetto per le persone di cui si scrive \u00bb. E\u2019 questo \u2013 oltre a una innata vocazione di narratore \u2013 che ha fatto di Kapuscinski uno straordinario testimone del Novecento; \u00e8 questa la lezione che noi dobbiamo cogliere.<br \/>\nNota. Ryszard Kapuscinski, Opere, a cura di Silvano De Fanti, traduzione di Vera Verdiani, Milano, Mondadori, 2009; Id., La prima guerra del football e altre guerre di poveri, Milano, Feltrinelli, 2002 (da cui ho tratto la prima citazione, p. 16); Id., In viaggio con Erodoto, ivi, 2005; Id.; Ancora un giorno, ivi, 2007 (da cui ho tratto la seconda citazione, p. 97).<br \/>\n<em>(Marco Bellonotto)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prezzo quasi proibitivo (55 euro) e la veste tipografica (i prestigiosi Meridiani Mondadori) non ne consentono certo una agevole lettura sotto l\u2019ombrellone. Eppure la tentazione di consigliare il volume delle Opere del grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski (1932-2007) \u00e8 forte. 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