{"id":1975,"date":"2009-07-16T10:48:19","date_gmt":"2009-07-16T10:48:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=1975"},"modified":"2009-07-16T10:48:19","modified_gmt":"2009-07-16T10:48:19","slug":"lettere-non-piu-sola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=1975","title":{"rendered":"Lettere &#8211; Non pi\u00f9 sola"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente per un giorno non mi sono sentita sola, ma parte di un tutto alla luce del sole. Dopo tanto tempo ho condiviso le strade di Genova insieme a persone e pensieri che sono parte di me. Probabilmente da 21 luglio 2001 al 27 giugno 2009 ci sono state altre occasioni per riconquistare Genova, ma personalmente mai come questa. Nel corso degli anni la mia attivit\u0e40 politica si \u0e48 man mano rimpicciolita e ridotta ad una lettura sporadica e nervosa di un articolo o allo scalpitare alle parole di molti dinnanzi a poche persone, spesso a tu per tu. Il Genova pride ha \u201cdato un punto di sutura\u201d dove pensavo non esistesse pi\u0e59 ferita. In realt\u0e40 non \u0e48 seppellendo le esperienze dolorose sotto una coltre di pensieri ed azioni quotidiane che queste scompaiono.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec\u0e4c che la prima sensazione del pride \u0e48 stata la stessa che da luglio 2001 accompagna probabilmente tanti che hanno vissuto il G8 di Genova. Scesa dall\u2019autobus alla Zecca per raggiungere amici di varie provenienze riuniti per l\u2019occasione, vedo due carabinieri in tenuta anti-sommossa. La giocosit\u0e40 che attendevo lascia spazio al ricordo delle parole di un altro membro delle forze dell\u2019ordine, incontrato in via Brigata Bisagno il 21 luglio 2001. Alla domanda se potessi proseguire per corso Italia, la risposta fu allora: \u201ctranquilla, vi abbiamo pulito la citt\u0e40\u201d.<br \/>\nMeccanicamente il mio sguardo corre lungo via Balbi e subito dopo mi domando se si offrono vie di fuga ad un eventuale carica. Poi guardo la galleria alle mie spalle e di nuovo, come durante il corteo dei migranti, mi chiedo perch\u00e8 far passare la manifestazione da l\u00ec. Intanto percorro la strada che mi separa dalla stazione di Piazza Principe e da una festa per i diritti, primo fra tutti quello alla libert\u0e40 di es sere e manifestarsi.<br \/>\nIn mezzo alla folla sfila anche Giuliano Giuliani. Se ci\u0e52 che \u0e48 stato non fosse accaduto, probabilmente sarebbe ugualmente l\u0e4c, forse ci sarebbe anche Carlo per i fatti suoi. Sicuramente non sarebbe un testimone pubblico di un dolore privato diventato a forza un dramma civile. L\u2019onda del pride scorre ed anche io mi immergo, il nodo che ho dentro sembra pian piano allentarsi. Poi improvvisamente ritorna alla gola, la parata si ferma inspiegabilmente, i carri non scorrono pi\u0e59, via Balbi si fa immobile. In realt\u0e40 una persona si \u0e48 sentita male su un carro, tutti si mobilitano, si forma naturalmente un cordone per bloccare il via vai e facilitare l\u2019arrivo dei sanitari. Tra le mani che si stringono riconosco quelle della comunit\u0e40 di San Benedetto e del centro sociale Zapata. L\u2019intervento va a buon fine, la rianimazione ha successo, l\u2019ambulanza parte verso l\u2019ospedale pi\u0e59 vicino e la manifestazione riprende a scorrere. Deglutisco, definitivamente. Non sono pi\u0e59 sola, rincontro gli ami ci, ne vedo di nuovi, riconosco i volti di molti che a luglio 2001 erano con me e vedo quelli di altre persone, sorridenti, che mi fanno ben sperare. Ho riconquistato il diritto di manifestare con ilarit\u0e40 e fantasia, per di pi\u0e59 nella mia Genova. Grazie Genova Pride! Ora manca solo giustizia\u2026<br \/>\n<em>(Alisia Poggio)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente per un giorno non mi sono sentita sola, ma parte di un tutto alla luce del sole. Dopo tanto tempo ho condiviso le strade di Genova insieme a persone e pensieri che sono parte di me. 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