{"id":20,"date":"2004-05-25T14:08:02","date_gmt":"2004-05-25T14:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=20"},"modified":"2004-05-25T14:08:02","modified_gmt":"2004-05-25T14:08:02","slug":"rigoberta-menchu-al-modena-la-piccola-donna-maya-che-ha-sconfitto-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=20","title":{"rendered":"<i\/>Rigoberta Mench\u00f9 al Modena<\/i>. La piccola donna maya che ha sconfitto la guerra"},"content":{"rendered":"<p>Il Teatro Modena \u00e8 gremito, alcuni abiti coloratissimi, su volti che tradiscono l\u2019origine, ci ricordano all\u2019ingresso che non di uno spettacolo si tratta, ma d\u2019un colloquio a pi\u00f9 voci e che tutti siamo l\u00ec per vederla, per ascoltare questa piccola donna cos\u00ec importante per il suo paese, per noi.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nAccompagnata da Gianni Min\u00e0, da tempo impegnato a diffondere una conoscenza dell\u2019America latina (su questo argomento dirige anche la rivista Latinoamerica) priva dei tratti folklorici e attenta alle responsabilit\u00e0 d\u2019un Occidente che, come ricorda il giornalista, continua a ritenersi di fatto portatore dell\u2019unico e solo \u201cmodus vivendi\u201d, la tragica storia di Rigoberta e del suo popolo si \u00e8 dipanata nei giorni degli orrori scoperti in Iraq (ma che dire di Guantanamo, delle mille prigioni, di cui solo i resoconti di Amnesty ci danno notizia?).<br \/>\nE dalle labbra della Signora, ferita negli affetti, costretta a scappare dal proprio paese, viene una straordinaria lezione di civilt\u00e0, d\u2019orgoglio, di senso della giustizia: non si  possono, non si devono dimenticare i genocidi, le torture; ma da sole, le scuse dei responsabili non bastano. Ci vuole una presa di posizione pi\u00f9 radicale, come quella di definire, per legge, i desaparecidos \u201cassenti per deportazione forzata\u201d: per Rigoberta, un piccolo segno necessario per far progredire una civilt\u00e0, un atto indispensabile per andare avanti, accettando (e superando) il tempo bloccato della tortura, dell\u2019assassinio di Stato.<br \/>\nUltimo del \u2018900, il genocidio del popolo guatemalteco \u00e8 l\u2019unico per il quale \u00e8 stata riconosciuta ufficialmente una responsabilit\u00e0 diretta degli Stati Uniti. Oggi, nelle fosse comuni, ognuno cerca le tracce d\u2019un parente. Si scava, scoprendo anche altri orrori (qualcuno era ancora vivo, \u00e8 stato sepolto vivo, ha lottato per sopravvivere).<br \/>\nGli orrori raccontati da chi  c\u2019era, da chi ha visto un fratello ancora adolescente torturato e poi bruciato vivo insieme ad altri di fronte ad una popolazione inerme, danno ancor pi\u00f9 valore al coraggio di questa donna maya che \u00e8 riuscita a trasformare una debolezza in una forza, a lottare con le armi della scrittura e della semplicit\u00e0 del \u201cfare\u201d, del fare per il bene comune. Grazie alla sua voce, alla storia raccontata nel libro Mi chiamo Rigoberta Mench\u00f9, il mondo ha aperto gli occhi sul Guatemala, gli aguzzini si sono sentiti osservati e con questa lente d\u2019ingrandimento puntata contro non \u00e8 stato pi\u00f9 possibile per loro continuare il massacro.<br \/>\nMa da Rigoberta Mench\u00f9, premio Nobel per la pace, ambasciatrice dell\u2019ONU arrivano anche altre lezioni: la memoria della civilt\u00e0 Maya, i suoi riti, l\u2019unione strettissima fra terra ed uomo (ricorda, per esempio, che nei luoghi delle morti non crescono alberi, i fiumi hanno deviato il loro corso). Questo indissolubile legame, allora, ci rende figli d\u2019una Natura che contiene in s\u00e9 le radici dell\u2019equilibrio, dell\u2019armonia, un\u2019armonia fatta della compresenza degli opposti. Letto da questo angolo visuale, l\u2019uomo cessa d\u2019essere l\u2019unico motore del Mondo, ed il rispetto per la Terra diventa elemento imprescindibile anche del rispetto nei confronti dell\u2019altro.<br \/>\nRigoberta ci chiede di non abbassare lo sguardo, d\u2019essere vigili, di pretendere l\u2019esercizio della giustizia, di agire, concretamente, perch\u00e9 sta qui il segreto della gioia: allora, qualche miracolo accade. Oggi, la piccola signora sorridente lavora nell\u2019edificio che un tempo ospitava il Ministero della Difesa. Da quella postazione, si preoccupa della costruzione di strade e scuole: un gran bel contrappasso.<br \/>\n<em>(Tania del Sordo) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 18<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,16,11],"tags":[],"class_list":["post-20","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-15","category-cultura","category-diritti-umani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}