{"id":2041,"date":"2009-11-24T00:28:58","date_gmt":"2009-11-24T00:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2041"},"modified":"2009-11-24T00:28:58","modified_gmt":"2009-11-24T00:28:58","slug":"lettere-a-proposito-del-crocifisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2041","title":{"rendered":"Lettere &#8211; A proposito del crocifisso"},"content":{"rendered":"<p>Ricevo da molto tempo la Newsletter Oli e spesso mi trovo a condividerne i contenuti. Non cos\u00ec per lo sconcertante pezzo pubblicato sul n. 239, \u201cCome si misura la laicit\u00e0 di uno stato?\u201d, in difesa del crocifisso nelle scuole (e, devo supporre, in tribunali, ospedali e altri luoghi pubblici).<br \/>\nIl crocifisso (come Ges\u00f9 e le Scritture) si presta certo a opposte letture (simbolo di pace solidariet\u00e0 e amore ma anche della \u201cconquista\u201d crociata, dell\u2019evangelizzazione forzata, della \u201cmessa in croce\u201d in nome di Cristo delle streghe e degli eretici). Ma storicamente esso \u00e8 soprattutto diventato il simbolo di una data confessione religiosa, neppure delle confessioni cristiane ma di quella cattolica. Tanto \u00e8 vero che proprio evangelici, valdesi, e anche comunit\u00e0 cristiane di base tipo l\u2019isolotto di Firenze, hanno salutato come un passo avanti sulla via della laicit\u00e0 la sentenza di Strasburgo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNon vedo quindi perch\u00e9 il crocifisso debba essere imposto in luoghi pubblici, frequentati da cattolici, ebrei, atei, musulmani etc. a meno di non accettare che ognuno a proprio arbitrio \u201cappenda\u201d nello stesso luogo il \u201csuo\u201d simbolo cos\u00ec come su un territorio esistono chiese cattoliche, sale da ballo, mercati, sedi di giornali, associazioni o partiti, moschee, sinagoghe, pagode.<br \/>\nMa si converr\u00e0 che riprodurre tale variet\u00e0 sul muro di una classe o di un ospedale, anzich\u00e9 lasciarli sgombri da ogni simbolo, \u00e8 difficilmente praticabile e anche un po\u2019 ridicolo. E sarebbe in ogni caso rifiutato da vescovi e cardinali perch\u00e9 allora il crocifisso non avrebbe pi\u00f9 il ruolo che gli assegnano e per cui cos\u00ec ostinatamente ne difendono la presenza: \u201cmarcare il territorio\u201d (altro che presenza innocua) della Chiesa, quello dove i suoi precetti vanno imposti a credenti e no, ope legis.<br \/>\nNon mi pare che valga lo stesso discorso per le \u201cfestivit\u00e0\u201d, compresa la domenica. Per coerenza, si dice, si dovrebbe chiedere la soppressione di quelle cattoliche. Si dimentica di aggiungere che, in quel caso, si dovrebbe pur sempre sostituirle con altre stante l\u2019esigenza per niente vergognosa, come cerca di farla apparire l\u2019 articolo, di non lavorare 365 giorni su 365&#8230; In altre parole, stante che vanno previsti un certo numero di giorni festivi per tutti, si tratta di trovare quelli che vanno incontro meglio alle esigenze della maggioranza senza ledere i diritti delle minoranze. Certo vanno messi in discussione, anche in rapporto all\u2019evoluzione della societ\u00e0, l\u2019attuale prevalenza assoluta in Italia delle festivit\u00e0 tutte e solo cattoliche su quelle civili e il disconoscimento di altre festivit\u00e0 civili o religiose ma non cristiane o del venerd\u00ec musulmano e del sabato ebraico. Va chiesta la soppressione di alcune e ne vanno proposte altre ecc.<br \/>\nMa, ripeto, mi pare discorso diverso da quello del crocifisso.<br \/>\n<em>(Walter Peruzzi)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricevo da molto tempo la Newsletter Oli e spesso mi trovo a condividerne i contenuti. Non cos\u00ec per lo sconcertante pezzo pubblicato sul n. 239, \u201cCome si misura la laicit\u00e0 di uno stato?\u201d, in difesa del crocifisso nelle scuole (e, devo supporre, in tribunali, ospedali e altri luoghi pubblici). 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