{"id":2075,"date":"2009-12-23T09:51:54","date_gmt":"2009-12-23T09:51:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2075"},"modified":"2009-12-23T09:51:54","modified_gmt":"2009-12-23T09:51:54","slug":"scuola-educazione-musicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2075","title":{"rendered":"Scuola &#8211; Educazione musicale"},"content":{"rendered":"<p>Ho ricevuto un piccolo regalo di Natale: assistere a La Vedova Allegra al Carlo Felice. Uno degli insegnanti era ammalato ed \u00e8 saltato fuori un biglietto gratuito. A caval donato non si guarda in bocca, dice l\u2019adagio. Ed anche se era la \u201cpomeridiana\u201d con le scolaresche, il canonico Fuori Abbonamento Giovani, anche se c\u2019era la nevicata, sono andato. E ho fatto bene! C\u2019erano tantissimi ragazzini della scuola media e forse anche delle quinte elementari. Insieme a loro il pubblico era composto pi\u00f9 che altro da anziani e da amanti dell\u2019operetta.<br \/>\nCredevo che i ragazzini, tra la neve, i piumini e quant\u2019altro, avrebbe scatenato un putiferio per sedersi. Invece solo un fisiologico ritardo di dieci minuti perch\u00e9 tutti fossero al loro posto.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa musica e il canto ne La Vedova Allegra, si sa, sono relativi, contano il brio, le arie famose, l\u2019allegria dei balli che si susseguono ad ogni atto dell\u2019opera di Franz Leh\u00e0r. E ovviamente le allusioni che animano i dialoghi dei protagonisti, l&#8217;ironia, il gioco tra i cantanti.<br \/>\nTutte cifre stilistiche pensavo che avrebbero disorientato dei giovanissimi. Donne Donne eterni dei, mi pareva, a dire il vero, un refrain incomprensibile per degli undicenni.<br \/>\nInvece il composito gruppetto seduto compostamente due file avanti alla mia, commentava saputello le schermaglie amorose degli adulti che vedeva rappresentate e rideva divertito ripetendo con prontezza le battute spiritose, sogghignando agli intenzionali doppi sensi di un dialogato vivacissimo. Aiutato, nella comprensione, dalla lettura del testo sul display, ben occultato in alto sopra il sipario.<br \/>\nVi erano poi caratterizzazioni della regia, di Federico Tiezzi, molto conosciuto regista teatrale d\u2019avanguardia, che potevano distrarre l\u2019attenzione dei giovani spettatori: per tutto il primo atto grafici di borsa campeggiano sullo sfondo della scena come torri multimediali per attualizzare i mali finanziari dello stato del Pontevedro, il principato immaginario che fa da sfondo alla vicenda.<br \/>\nTutto, invece, \u00e8 filato liscio con buona pace e tranquillit\u00e0 degli insegnanti, molto rassicuranti a dire il vero e rilassati come tutte le scolaresche che hanno applaudito a pi\u00f9 non posso durante il gran finale dell\u2019operetta.<br \/>\nPrima di uscire nell\u2019innevata serata genovese, dal guardaroba ho ascoltato dei commenti che lodavano gli insegnanti che avevano preparato i loro alunni. Probabilmente le maschere e il personale si rallegravano dello scampato pericolo, del bailamme che le piccole pesti avrebbero potuto provocare.<br \/>\nSe tanto mi da tanto ho pensato lo stesso succede negli altri teatri e con le altre scuole d\u2019Italia. Piccoli spettatori crescono grazie ai loro insegnanti che li educano ad apprezzare la bella musica e lo spettacolo dal vivo in genere, e grazie ai teatri che sanno coltivare un potenziale pubblico quando i ragazzini saranno diventati degli adulti. Ed \u00e8 d\u2019altronde anche la funzione pubblica di un teatro che si rispetti. Cos\u00ec come quella della scuola in cui gli insegnanti si sbattono \u201ca babbo morto\u201d e magari ci riescono a costruire degli italiani pi\u00f9 colti di Corona o di quelli cresciuti con le musichette dei cellulari.<br \/>\nForse il regalo di Natale che ho ricevuto non \u00e8 stato poi cos\u00ec piccolo.<br \/>\n<em>(Elio Rosati)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ricevuto un piccolo regalo di Natale: assistere a La Vedova Allegra al Carlo Felice. Uno degli insegnanti era ammalato ed \u00e8 saltato fuori un biglietto gratuito. A caval donato non si guarda in bocca, dice l\u2019adagio. 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