{"id":2078,"date":"2009-12-23T10:00:21","date_gmt":"2009-12-23T10:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2078"},"modified":"2009-12-23T10:00:21","modified_gmt":"2009-12-23T10:00:21","slug":"favola-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2078","title":{"rendered":"Favola di Natale"},"content":{"rendered":"<p>E venne il giorno che in citt\u00e0 decisero di parlare di lavoro.<br \/>\nAvevano le analisi &#8211; composte in brevi fascicoli sotto i loro occhi &#8211; e molte previsioni. Erano tutti molto stanchi. Sostanzialmente affranti, poich\u00e9 le loro parole, parole della politica, non riuscivano ad arrivare laddove la creativit\u00e0 si scatena e si crea Il Progetto. Tutti insieme decisero che era finito il tempo della bugia &#8211; bugia infinitamente utile a loro stessi e alla cittadinanza \u2013 ed era arrivato il tempo della verit\u00e0. Che non era, in quei tempi, un dato oggettivo ma andava colta nel mare di informazioni discordanti fornite loro da studiosi capaci di prevedere il futuro.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nGli eletti abbandonarono per un mese le conferenze stampa. Decisero di non apparire sui giornali. Cancellarono tutti gli appuntamenti dalla loro agenda e, infinitamente determinati, studiarono lo stato delle cose per trenta giorni. Come fossero in clausura. Dapprima li sconfort\u00f2 il silenzio dei loro funzionari, poi la lettura dei testi. Infine l\u2019assenza delle loro dichiarazioni dalle pagine dei giornali. Alcuni segnalarono strani sintomi: forte cervicale, confusione, mal di pancia. Ma in seguito, confortati dalle luminose intermittenti del loro albero di Natale, decisero di abbandonarsi alla ricerca. Scoprirono l\u2019inesistenza di ricette condivise per il Lavoro. Ma capirono che stavano parlando con parole vecchie quanto loro e che il Mondo galoppava all\u2019impazzata mentre si ostinavano a ricorrere a modelli certi. Colsero l\u2019inganno che alcuni industriali, sapientemente, occultavano, offrendo la speranza di occupazione per chi li aveva eletti. Ed entrarono nelle pieghe della menzo gna, guardandola negli occhi e, in tempi di crisi, si astennero da inaugurazioni di impianti, strade e vari di navi. Alcuni domandarono agli industriali i numeri dei loro addetti. E chiesero inoltre il numero dei precari ai quali, quegli stessi industriali facevano ricorso per le loro produzioni. Scoprirono che il lavoro in citt\u00e0 era un\u2019onda anomala, indipendente dal loro desiderio di far politica. Scoprirono che il lavoro c\u2019era, ma era certo solo per i dipendenti degli enti pubblici. Compresero, pena l\u2019elezione successiva, che quei lavoratori non bastavano. Che non facevano numero. Che in citt\u00e0 c\u2019erano molti giovani dei quali non si erano accorti. E precari destinati alla sparizione. E disoccupati. E immigrati.<br \/>\nIn pochi lessero i documenti fino alla fine. Ma quei pochi colsero l\u2019infinit\u00e0 di cose che c\u2019erano da fare in citt\u00e0. E pensarono alle persone disposte a farle. Non partirono per Porto Alegre ma rimasero a leggere &#8211; si erano dimenticati di smontare l\u2019albero \u2013 interrotti soltanto dalle poche telefonate che facevano alla ricerca di informazioni.<br \/>\nPoi, svuotati, si radunarono attorno ad un tavolo ovale. Di quei tavoli morbidi, come divani, dove si pu\u00f2 scrivere su un foglio bianco senza la necessit\u00e0 di alcun supporto, perch\u00e9 il solco della penna rimane sulla carta. E uno di loro disse: \u201cRagazzi siamo nella merda!\u201d. Ma un altro rispose: \u201cNon c\u2019\u00e8 nessuna conferenza stampa da convocare. Possiamo parlarne con calma\u201d.<br \/>\nCos\u00ec si torn\u00f2 a fare politica in citt\u00e0.<br \/>\nLe luci di tutti i loro alberi sono i posti di lavori recuperati. Fino alla pensione.<br \/>\nBuon Natale.<br \/>\n<em>(Giovanna Profumo)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E venne il giorno che in citt\u00e0 decisero di parlare di lavoro. Avevano le analisi &#8211; composte in brevi fascicoli sotto i loro occhi &#8211; e molte previsioni. Erano tutti molto stanchi. Sostanzialmente affranti, poich\u00e9 le loro parole, parole della politica, non riuscivano ad arrivare laddove la creativit\u00e0 si scatena e si crea Il Progetto. 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