{"id":2087,"date":"2010-01-13T00:26:45","date_gmt":"2010-01-13T00:26:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2087"},"modified":"2010-01-13T00:26:45","modified_gmt":"2010-01-13T00:26:45","slug":"appunti-di-viaggio-questioni-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2087","title":{"rendered":"Appunti di viaggio &#8211; Questioni di classe"},"content":{"rendered":"<p><IMG height=\"141\" alt=\"\" hspace=10 src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/oli244paolamilano2.jpg\" width=\"200\" align=left><IMG height=\"134\" alt=\"\" hspace=10 src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/oli244paolamilano4.jpg\" width=200 align=left >Al ritorno da un viaggio all\u2019estero approdo alla stazione centrale di Milano: freddo, valigia pesante, zaino, borsetta a tracolla e prospettiva di un\u2019ora di attesa prima della partenza del treno. Ancora non conosco la nuova stazione, ora tutta ristrutturata e splendente, e mi metto fiduciosamente a cercare una sala d\u2019aspetto, oppure un bar con sedie e tavolini: ricordo che ce ne era uno, un tempo. Ma dopo aver peregrinato su e gi\u00f9 per interminabili tapis roulant e attraverso vasti ed asettici spazi affiancati da vetrine alla moda, realizzo che non c\u2019\u00e8 nessuna sala d\u2019aspetto, e nessun bar dotato di sedie. Unica possibilit\u00e0 una decina di panche di legno nella gelida galleria a fianco delle piattaforme dei treni, comunque gi\u00e0 tutte occupate da gente infreddolita.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNel vagabondare alla ricerca della sedia che non c\u2019\u00e8, ecco per\u00f2 che vengo abbacinata da uno scintillio di luci e di colori: al di l\u00e0 di grandi pareti di vetro una grande sala, che immagino confortevolmente riscaldata, sfoggia poltrone e divani di design viola e rosso fiammante, piante, lampade eleganti, bassi tavolini da salotto.<br \/>\nPer i viaggiatori \u00e8 come la classica vetrina natalizia di dolci e balocchi per i bimbi poveri: splendida e irraggiungibile. Il luogo infatti \u00e8 riservato alla selezionata schiera del \u201cClub Eurostar Freccia\u201d.<br \/>\nUna volta sul treno, irritazione e scontento trovano almeno il conforto della condivisione: <em>Repubblica<\/em> (edizione milanese del 9 gennaio) col titolo \u201cStazione ferroviaria divisa per caste\u201d pubblica la lettera di un viaggiatore, il Sig. Pasquale Greco di Bologna \u201cDi ritorno da un viaggio all\u2019estero con la famiglia, mia moglie e mia figlia di quattro anni, in una gelida mattina di inverno abbiamo cercato a lungo una sala riscaldata dove riposare, ma gli unici addetti che siamo riusciti a contattare ci hanno detto che non sapevano se al termine dei lavori ci sar\u00e0 una sala di attesa, ma che al momento non c\u2019\u00e8 \u2026 C\u2019\u00e8 per\u00f2 una confortevole sala quasi vuota a cui si pu\u00f2 accedere solo digitando il codice del Club Freccia Rossa. Vano il tentativo di richiamare l\u2019attenzione della hostess: dall\u2019interno solo sguardi di riprovazione dei fortunati membri del club\u201d.<br \/>\nIl Sig. Greco si chiede se in attesa di una futuribile sala d\u2019aspetto per comuni mortali, non potesse essere prevista la condivisione dello spazio disponibile \u201cO forse si teme un contagio tra super umani alto spendenti e sub umani quasi pezzenti?\u201d, e conclude: \u201cmi sono ritrovato in una stazione specchio di un mondo, o di una idea di mondo, che mi ha terrorizzato\u201d.<br \/>\nReazione esagerata? No. Non c\u2019\u00e8 nulla di casuale e di innocente in questa ristrutturazione spocchiosa. Dietro c\u2019\u00e8 proprio una concezione del mondo, lo stesso abitato dagli uomini e donne corrucciati, scostanti, ricchi, nullafacenti, narcisisti, sprezzanti che, da gigantografie che costellano tutti gli spazi, propagandano le collezioni Armani.<br \/>\nPietro Colaprico, curatore della rubrica \u201cPosta celere\u201d della edizione milanese di <em>Repubblica <\/em>solidarizza con un lapidario \u201cQuanto ha ragione!\u201d.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al ritorno da un viaggio all\u2019estero approdo alla stazione centrale di Milano: freddo, valigia pesante, zaino, borsetta a tracolla e prospettiva di un\u2019ora di attesa prima della partenza del treno. 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